Oracle taglia il 18% della forza lavoro, previsti licenziamenti per 30mila dipendenti

  ICT, Rassegna Stampa
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Oracle ha avviato una delle più imponenti operazioni di riduzione del personale degli ultimi anni, licenziando tra i 20mila e i 30mila dipendenti nella mattinata di ieri. Si tratta di circa il 18% della forza lavoro globale.

La comunicazione, spiega Business Insider, è arrivata con una singola email inviata alle 6 del mattino (ora della costa Est degli Stati Uniti), senza alcun preavviso. Poco dopo, l’accesso ai sistemi aziendali è stato revocato.

Licenziamenti via email e accessi bloccati

Oracle non ha ancora comunicato alcuna cifra e ha rifiutato ogni commento anche riguardo la modalità scelta che ha colpito per rapidità e rigidità operativa: una comunicazione unica, impersonale, seguita dall’immediata disconnessione dai sistemi aziendali.

Il testo dell’e-mail, ottenuto da BI, è stato identico per tutti: “Dopo un’attenta valutazione delle attuali esigenze aziendali di Oracle, abbiamo deciso di eliminare il tuo ruolo nell’ambito di un più ampio cambiamento organizzativo. Di conseguenza, oggi è il tuo ultimo giorno di lavoro”. L’accesso ai sistemi è stato revocato quasi in simultanea.

L’obiettivo? Liberare 8 10 miliardi di flusso di cassa

Le divisioni più colpite sembrano essere Revenue and Health Sciences e SaaS and Virtual Operations Services, cioè le aree che si occupano rispettivamente di soluzioni per la gestione dei ricavi e dei servizi legati al settore sanitario, e dei servizi operativi collegati alle applicazioni software fornite via cloud. 

L’obiettivo dichiarato dell’operazione è liberare tra gli 8 e i 10 miliardi di dollari di flusso di cassa. Una decisione che si inserisce in un contesto finanziario complesso: il titolo Oracle ha perso oltre la metà del proprio valore da settembre 2025, mentre il debito complessivo ha superato i 124 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 89 miliardi registrati un anno fa. Nell’ultimo trimestre, il free cash flow è risultato negativo per circa 10 miliardi.

Conti in tensione nonostante utili in crescita

Il dato che colpisce è che questi tagli arrivano nonostante risultati economici apparentemente solidi. Nell’ultimo trimestre, Oracle ha registrato un aumento del 95% dell’utile netto. Non si tratta quindi di una crisi aziendale nel senso tradizionale. Piuttosto, emerge il profilo di una società che ha effettuato una scommessa massiccia sull’infrastruttura AI, finanziata in larga parte a debito, e che ora cerca di riequilibrare i conti trasformando il costo del lavoro in liquidità.

Negli ultimi mesi, Oracle ha accelerato con decisione sugli investimenti in intelligenza artificiale. Tra le operazioni più rilevanti figura il maxi accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI attraverso il progetto Stargate, insieme a un piano di spesa in conto capitale da circa 50 miliardi per l’anno fiscale in corso.

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