Gli autori del malware hanno integrato un sistema di diffusione automatizzato che sfrutta le vulnerabilità a livello di Server Message Block.
Ancora SMB, ancora un rischio worm. A far suonare il campanello di allarme, questa volta, è una nuova versione di Purple Fox, un malware in circolazione dal marzo 2018 che, nella sua nuova variante, sfrutta una tecnica di attacco che lo trasforma, a tutti gli effetti, in un worm.
La nuova funzionalità ideata dai cyber criminali prende di mira i servizi Server Message Block (SMB), gli stessi alla base dell’exploit EternalBlue, puntando a compromettere quelli con password o hash “deboli”.
Secondo i ricercatori di Guardicore Labs, che illustrano le caratteristiche della nuova variante di Purple Fox in un report pubblicato sul sito ufficiale della società di sicurezza, l’evoluzione del malware ha portato a una amplificazione esponenziale della sua capacità di diffusione, portando a un aumento delle infezioni del 600%.
Gli attacchi utilizzerebbero una rete di oltre 2.000 server compromessi, che funzionerebbero come “tramploino di lancio” per Purple Fox.
Oltre a sfruttare il sistema di diffusione automatico tramite i servizi SMB vulnerabili, i pirati utilizzerebbero anche tecniche di phishing per diffondere il loro malware sul Web.
Una volta installato, Purple Firefox utilizza diverse tecniche per garantirsi persistenza sulla macchina compromessa e applica anche una modifica a Windows Firewall per inserire un filtro che blocca tutte le comunicazioni (TCP e UDP) sulle porte 445, 13 e 135. Un accorgimento che, secondo i ricercatori, avrebbe l’obiettivo di impedire attacchi da parte di altri malware “concorrenti”.
Per nascondere la sua presenza, il malware installa inoltre un rootkit chiamato Hidden, che “maschera” alcune chiavi di registro. Ironicamente, il rootkit utilizzato da Purple Fox è stato creato da un ricercatore di sicurezza che lo ha ideato allo scopo di nascondere le attività di scansione ai malware analizzati.
Successivamente all’installazione del rootkit, il malware riavvia la macchina e avvia una serie di scansioni sulla porta 445 per avviare attacchi di brute forcing ai servizi SMB disponibili in rete per cercare di infettare gli altri PC collegati in LAN.
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