L’inchiesta Reuters su Tesla: pressioni indebite sui regolatori europei
Tesla sta cercando di ottenere l’autorizzazione europea per il suo Full Self-Driving (Supervised), ma il nome può trarre in inganno: il sistema non guida da solo. Può gestire diverse manovre, ma chi è al volante deve restare vigile e pronto a intervenire. La posta in gioco è alta: una diffusione più ampia in Europa aprirebbe a Tesla un mercato importante per le sue funzioni di guida assistita e, in prospettiva, per i servizi di mobilità automatizzata.
Un’inchiesta Reuters riferisce che Tesla avrebbe esercitato pressioni sui regolatori per accelerare l’esame e ridurne alcuni aspetti. L’agenzia ha esaminato centinaia di pagine di scambi con autorità di sette Paesi europei, studi di sicurezza distribuiti ai regolatori e le valutazioni di sette ricercatori esperti di sicurezza stradale. Tesla non ha risposto alle domande dettagliate di Reuters.
Le email e la campagna sui social
La parte più significativa degli scambi riguarda la valutazione dell’autorità olandese RDW, decisiva perché da lì è partita la procedura per chiedere un’estensione dell’autorizzazione a tutta l’Unione. Secondo l’agenzia, Tesla sollecitò l’avvio dei test e contestò tempi, metodi e costi. Nel novembre 2024 un suo rappresentante scrisse che il progetto era “mission critical” per i vertici aziendali e che la disponibilità di RDW a collaborare sarebbe stata giudicata in base alla partenza dei test. In seguito, dopo una contestazione su 365mila euro di costi, un funzionario olandese invitò Tesla a proporre come ridurre l’impegno richiesto.
Cinque esperti di regolamentazione dei veicoli autonomi consultati da Chris Kirkham, Abhirup Roy e Marie Mannes per la Reuters hanno sollevato dubbi sull’imparzialità del processo, anche per il tono collaborativo usato in alcune email dall’autorità. RDW respinge però l’idea che il confronto con il produttore abbia compromesso l’esame: afferma di valutare i sistemi in modo indipendente e di aver sottoposto l’FSD a test propri. Secondo l’autorità, la verifica è durata oltre 18 mesi, con più di 3.000 ore di prove e oltre 1.000 test, includendo dati raccolti su 1,8 milioni di chilometri percorsi in Europa.
Le prove sulla sicurezza sotto esame
Al centro delle critiche ci sono i dati di Tesla usati per sostenere che l’FSD riduce gli incidenti. Per lo studio europeo, l’azienda ha confrontato auto dotate del sistema, guidate da propri collaudatori professionisti, condotte da normali proprietari. Secondo i ricercatori citati nell’inchiesta, i chilometri raccolti con l’FSD erano nell’ordine delle decine o centinaia di migliaia, troppo pochi per un confronto affidabile con le centinaia di milioni di chilometri percorsi senza il sistema.
Tesla ha quindi usato comportamenti di guida come indicatori indiretti degli incidenti: uso del clacson e delle frecce, accelerazioni o frenate brusche, frenata automatica d’emergenza e curve affrontate rapidamente. I ricercatori giudicano alcuni indicatori deboli e osservano che il loro rapporto con il rischio di collisione non è ben dimostrato. Inoltre, i collaudatori conoscono meglio il sistema e possono intervenire in modo diverso dagli automobilisti comuni. Lo studio stesso, nelle note, avverte che i risultati non dimostrano un rapporto di causa ed effetto.
Stando all’indagine, i sette ricercatori concordano che questi dati non provano che l’FSD prevenga gli incidenti mortali. Eppure Elon Musk ha scritto sul suo X che ritardare l’approvazione in Francia “costerà vite“. Marco Benedetti, ricercatore dell’Università del Michigan ed ex statistico dell’ente statunitense NHTSA, ha giudicato priva di senso una conclusione sulle “vite salvate” a partire da quelle analisi.
Autorizzazioni: otto Paesi, ma niente via libera UE
Il 10 aprile 2026 RDW ha autorizzato l’FSD nei Paesi Bassi; sette altri Stati hanno poi riconosciuto l’approvazione sul proprio territorio: Lituania, Estonia, Danimarca, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca, Croazia e di recente la Slovacchia. Sono quindi otto Paesi in totale, ma non un’autorizzazione valida automaticamente in tutta l’UE.
Per l’estensione europea serve il voto dei rappresentanti dei 27 Stati membri: occorre una maggioranza qualificata di almeno 15 Paesi, che rappresentino il 65% della popolazione UE. La votazione attesa a ottobre è stata rinviata: all’ordine del giorno della riunione del 6 ottobre figurava solo la prosecuzione della discussione. La decisione non è attesa prima di dicembre.
Per il futuro dell’automotive, la guida automatizzata può diventare un terreno decisivo di competizione. Ma nel caso dell’FSD la questione, per i regolatori, resta dimostrare che il sistema sia sicuro sulle strade europee e che le prove presentate sostengano davvero le promesse di Tesla.
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