Sabotatori della rete di allarme radioattività arrestati in Spagna

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Le autorità spagnole hanno arrestano i presunti autori di una serie di cyber attacchi alla rete nazionale di rilevazione di possibile rischio nucleare o radiologico

La polizia spagnola ha arrestato i due presunti responsabili dei cyberattacchi che hanno colpito tra marzo e giugno 2021 più di 300 degli 803 sensori distribuiti in tutto il Paese per rilevare un possibile rischio nucleare o radiologico nell’atmosfera.

Come riporta WestObserver, gli arrestati sono ex dipendenti di un’azienda subappaltata dalla direzione generale della Protezione Civile e delle emergenze spagnola per la manutenzione del sistema, di nome Radioactivity Alert Network (RAR). Per questo ne avevano una profonda conoscenza che ha facilitato la realizzazione degli attacchi e li ha aiutati a nascondere le proprie tracce, complicando le indagini.

La rete, lanciata negli anni novanta dopo la catastrofe della centrale nucleare di Chernobyl, è responsabile della misurazione dei livelli di radiazioni gamma su tutto il territorio nazionale attraverso una serie di stazioni di rilevazione. Queste inviano costantemente le informazioni raccolte al centro di gestione per evidenziare eventuali livelli anomali che richiedano l’attuazione di piani di emergenza.

L’investigazione ha rivelato che gli autori del sabotaggio si sono, in primo luogo, introdotti nel sistema informatico del centro di controllo della RAR, situato nella sede della Protezione Civile di Madrid, dove avevano lavorato prima del loro licenziamento.

Sembra che, con credenziali presumibilmente rubate a un altro operatore, abbiano potuto scalare i privilegi fino a poter cancellare l’applicazione di gestione della RAR, dove si trovano i dati inviati da tutte le unità di rilevamento. L’attacco ha lasciato il servizio inattivo per diverse ore, fino a quando i servizi informatici della Protezione Civile sono riusciti a farlo ripartire.

Parallelamente, la coppia ha lanciato attacchi individuali contro i sensori, disattivandone 300 sugli 800 distribuiti in tutta la Spagna, interrompendo il loro collegamento con il centro di controllo e lo scambio di dati. Gli attacchi informatici sono cessati nel giugno 2021, dopo che la violazione della sicurezza è stata scoperta dalle autorità spagnole.

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