SpaceX brucia 600 miliardi di dollari di capitalizzazione in tre giorni, il titolo perde ancora il 16%

  ICT, Rassegna Stampa
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Il tonfo di SpaceX

In caduta libera. SpaceX fa ancora parlare di sé, ma con toni diametralmente opposti rispetto ai giorni scorsi. Le sue azioni stanno crollando con la stessa rapidità con cui ad inizio mese avevano preso quota al Nasdaq. Ieri hanno perso un ulteriore 16% e rispetto a tre giorni fa la super azienda di Elon Musk ha bruciato più di 600 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

Una settimana raccontavamo di come in un solo giorno SpaceX avesse superato Amazon e Microsoft per market cap, arrivando a sfiorare i 3 trilioni di dollari di valore. Per un breve momento ha occupato il quarto posto tra le 10 società tecnologiche più ricche del pianeta (tutte americane, a parte la taiwanese TSMC).
Adesso è l’azienda che perde di più nella TOP20 di questa speciale classifica, scivolando al settimo posto.

Perché ha perso così tanto in borsa? C’è di mezzo sempre l’AI?

Il brusco calo registrato da SpaceX in Borsa, ha spiegato Carmen Reinicke su Bloomberg, riflette una combinazione di fattori finanziari, tecnici e valutativi che hanno spinto molti investitori a ridurre l’esposizione sul titolo dopo l’entusiasmo iniziale seguito alla quotazione. Nella seduta di lunedì le azioni hanno perso il 16%, riportandosi a 154,6 dollari per azione, un livello che resta comunque superiore del 15% rispetto al prezzo dell’Ipo fissato a 135 dollari, ma inferiore del 31% rispetto al massimo post-listing di 225 dollari raggiunto nelle settimane precedenti.

Uno degli elementi che ha contribuito alla correzione è stato l’annuncio dell’emissione, per la prima volta nella sua storia, di obbligazioni investment grade. Secondo quanto riportato dall’agenzie di stampa finanziaria, il gruppo guidato da Elon Musk, attivo nei settori dei lanci spaziali, dei satelliti e dell’intelligenza artificiale (AI), punta a raccogliere almeno 20 miliardi di dollari attraverso questa operazione. Sebbene l’ammontare definitivo non sia stato ancora confermato dalla società, il mercato ha interpretato la scelta come un segnale della crescente necessità di finanziare gli ambiziosi progetti legati all’AI, un settore che richiede investimenti sempre più consistenti in infrastrutture, capacità di calcolo e sviluppo tecnologico.

Solo il 4% delle azioni di SpaceX in circolazione è disponibile per gli scambi

A pesare sul titolo è stata anche la dinamica tipica delle società appena sbarcate sui mercati. Michael O’Rourke, Chief Market Strategist di JonesTrading, ha osservato che “gran parte degli investitori interessati ad acquistare il titolo aveva già completato i propri acquisti nei giorni immediatamente successivi alla quotazione. Venuta meno la spinta iniziale della domanda, il controllo del mercato sarebbe tornato nelle mani dei venditori, favorendo una fase di prese di profitto e di normalizzazione delle valutazioni”.

Un ulteriore elemento di volatilità deriva dalla struttura stessa del capitale di SpaceX. Attualmente soltanto il 4,2% delle azioni in circolazione è effettivamente disponibile per gli scambi, poiché la maggior parte dei titoli resta soggetta a periodi di lock-up. Un flottante così ridotto tende ad amplificare i movimenti di prezzo, sia al rialzo sia al ribasso, rendendo il titolo particolarmente sensibile ai cambiamenti del sentiment degli investitori.

Ma l’interesse pubblico rimane alto

Nonostante la correzione, l’interesse del pubblico retail rimane molto elevato. I dati di Vanda Research mostrano che nei primi cinque giorni di contrattazione come società quotata, gli investitori individuali hanno acquistato azioni SpaceX per un valore netto di 405 milioni di dollari. Si tratta di una cifra superiore agli acquisti netti registrati complessivamente nello stesso periodo sui titoli delle cosiddette Magnificent Seven, il gruppo che comprende alcuni dei maggiori protagonisti tecnologici di Wall Street.

Anche durante la seduta caratterizzata dal crollo del 16%, gli investitori retail hanno continuato a comprare il titolo, sebbene con flussi inferiori rispetto a quelli osservati nella settimana precedente.

Una normale fase di assestamento

Sul fronte degli analisti emerge inoltre una crescente cautela. Dopo due avvii di copertura con giudizi positivi nel giorno della quotazione, lunedì è arrivata anche la valutazione di KeyBanc Capital Markets, che ha assegnato al titolo un rating “sector-weight“, equivalente a una raccomandazione neutrale. Secondo gli analisti della banca d’investimento, SpaceX continuerà a mantenere una posizione di leadership nei lanci spaziali e nelle altre attività strategiche del gruppo, ma una parte significativa del valore potenziale di lungo periodo risulterebbe già incorporata nelle quotazioni attuali.

Proprio oggi SpaceX testa Starfall, un veicolo di rientro pensato per riportare a Terra carichi dall’orbita in modo più rapido ed economico (lo streaming sul sito di SpaceX). La demo, attesa attorno alle ore 12:43 italiane, presso il complesso di lancio spaziale 40 della Cape Canaveral Space Force Station in Florida, è un passaggio chiave per trasformare il recupero di materiali e campioni dallo Spazio in un servizio operativo. Se l’esperimento riuscirà, potrebbe aprire nuove applicazioni nella manifattura spaziale e nella logistica orbitale, rafforzando il ruolo di SpaceX anche nella fase “a valle” del trasporto spaziale. Un ulteriore dose di fiducia sul valore delle azioni di questa azienda, che sta indubbiamente plasmando ad una rapidità mai vista prima la corsa alla New Space Economy.

La flessione del titolo non sembra dunque essere il riflesso di un deterioramento del business industriale dell’azienda, che continua a dominare il mercato dei lanci commerciali e delle infrastrutture satellitari. Piuttosto, il movimento appare riconducibile a una fase di assestamento dopo una quotazione caratterizzata da aspettative molto elevate, da una forte partecipazione degli investitori retail e da valutazioni che avevano rapidamente incorporato gran parte delle prospettive di crescita future. In questo contesto, l’annuncio della maxi-emissione obbligazionaria, la limitata disponibilità di azioni sul mercato e le prime valutazioni più prudenti degli analisti hanno rappresentato i principali catalizzatori della discesa registrata in Borsa.

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