(Adnkronos) –
Gavino Raoul Piras, uno degli ex 007 finiti ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta del Ros che ha svelato un’attività di spionaggio in Italia da parte di una spia russa, secondo quanto apprende l’Adnkronos, faceva accesso a documenti contrassegnati come segreti, riservati, riservatissimi e anche classificati come Nato Secret. Secondo quanto scrive il gip Rosamaria De Lellis, nell’ordinanza di applicazione e rigetto di misure cautelari, Piras ”in tempi e occasioni diverse, personalmente o in concorso con soggetti allo stato non identificati, abusivamente si introduceva e si manteneva” nei sistemi informatici o telematici in uso ”all’Arma del Carabinieri e agli organismi di Informazione e Sicurezza italiani” accedendo a diversi documenti, tra cui il file classificato come segreto e denominato ”controspionaggio” contenente linee guida per specifiche attività. Tantissimi i file violati, tra cui ”Linea N°”, classificato come ”riservatissimo”, sulla “ricerca per l’individuazione del nuovo capo della linea N (illegali) del Servizio intelligence russo Svr”, ma anche “elenco D, contenente l’elenco degli italiani ritenuti in collegamento con l’Intelligence russa”.
Tra gli accessi abusivi, secondo quanto scrive il gip nell’ordinanza, risultano anche quelli ad alcune ”slide relative alla pianificazione di un’attività informativa da condurre su soggetti presenti nelle liste passeggeri di specifiche tratte aeree” e a un file contenente “informazioni su Nikolav Alexeyavich Yumatov”, riportante sul margine superiore e inferiore del foglio la classificazione ”Nato Secret”. Accesso anche al file word “incarichi’, contenente “una tabella con una serie di nominativi di officer russi e relativi incarichi svolti all’Interno dell’intelligence” e ai report di analisi sul modus operandi degli agenti del Gru (riservato) oltre che a un file con “le generalità di decine di soggetti indicati quali agenti operativi del servizio di intelligence britannico”.
Risulta inoltre l’accesso a file con intestazione “Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, classificati riservati: con il primo veniva data attuazione alla “Direttiva Pcm-Ons n3/2019 del 23 dicembre 2019” mentre l’altro definisce i requisiti di sicurezza per i sistemi di comunicazione e informazione (Cis) che trattano informazioni classificate a livello riservato.
“Piras è una persona lucida, convinta di poter spiegare la legittimità delle proprie condotte”. Lo dice all’Adnkronos l’avvocato Francesco Vaccaro, difensore di Gavino Raoul Piras, l’ex appartenente all’Aisi finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul presunto spionaggio a favore della Russia. L’interrogatorio di garanzia per l’indagato è fissato per venerdì mattina.
“Piras – spiega Vaccaro – è un ex esponente dell’intelligence che, pur congedato, ha mantenuto un interesse per la materia e ha svolto attività di studio tale che su Internet è pieno di suoi contributi pubblicati”. Per questo, “il fatto che possa avere interlocuzioni con ex colleghi o altri soggetti su questi temi è del tutto normale”. Secondo il legale, uno dei nodi centrali del procedimento riguarderà la natura delle informazioni contestate: “Il gip ha riqualificato la natura delle informazioni rispetto a quella indicata dalla Procura. Il fascicolo è molto voluminoso e le informazioni che si assume siano state veicolate sono numerose. Bisognerà verificare quale sia l’effettiva natura di ciascuna di esse e questo sarà l’oggetto del processo”, spiega.
La difesa sostiene che dovrà essere accertato se si tratti di informazioni effettivamente segrete oppure di elaborazioni ricavate da fonti pubbliche: “Il tema è capire se vi siano informazioni qualificabili come segrete oppure se, continuando a svolgere attività di studio, Piras abbia formulato analisi e valutazioni partendo da dati acquisiti attraverso fonti aperte, giornali e informazioni disponibili pubblicamente. Questo sarà il punto sul quale ci concentreremo nei prossimi giorni”, sottolinea Vaccaro richiamando infine il principio di presunzione di innocenza e il lungo servizio prestato dal suo assistito nelle istituzioni: “Stiamo parlando di una persona che ha servito lo Stato italiano per tantissimi anni e che oggi viene indicata come infedele. Ho deciso di rilasciare dichiarazioni, pur non facendo normalmente questo tipo di attività, perché ritengo opportuno ricordare che si tratta di un indagato che non è stato ancora ascoltato dal gip e non ha ancora avuto modo di spiegare la propria posizione. Credo sia doveroso fermarsi un momento prima di trarre conclusioni”, conclude.
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