Tessera elettorale digitale, ecco i fondi per realizzarla

  ICT, Rassegna Stampa
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Tessera elettorale digitale, il Governo trova le risorse per il biennio 2026-2028 (al centro la prossima scadenza elettorale)

C’è una prima dote finanziaria, concreta, per portare il sistema elettorale italiano nell’era digitale: 1,6 milioni di euro nel triennio 2026-2028 destinati alla digitalizzazione della tessera elettorale e delle liste. È quanto prevedono gli emendamenti del Governo al DL PNRR in corso di esame in commissione Bilancio alla Camera, che intervengono direttamente sul cuore tecnologico del processo di voto.

Le risorse saranno distribuite in modo progressivo: 400 mila euro nel 2026, 800 mila nel 2027 (anno di massimo carico elettorale e delle prossime elezioni) e 400 mila nel 2028, quando il sistema entrerà a regime. I fondi arrivano dal bilancio dello Stato, attraverso una riduzione del fondo speciale del Ministero dell’Economia (missione “Fondi da ripartire”), utilizzando in parte l’accantonamento del Ministero dell’Interno.

Una riforma digitale per (ri)portare i cittadini alle urne, i giovani l’apprezzeranno?

Non è solo una misura tecnica. La digitalizzazione della tessera elettorale potrebbe promuovere una strategia più ampia: ridurre l’astensionismo (anche quello “involontario”) e semplificare l’accesso al voto, soprattutto per le nuove generazioni, che apprezzano sempre l’approccio digitale.

Il ritorno dei giovani alle urne in occasione dei referendum (secondo l’instant poll Youtrend, il “No” ha vinto nettamente tra gli under 35, con il 57%, ma secondo Opinio per Rai anche con il 61,1% tra chi ha meno di 35 anni) ha mostrato un segnale chiaro: quando gli strumenti sono accessibili e moderni, la partecipazione cresce. La tessera digitale, integrata nei sistemi pubblici e accessibile magari da smartphone, può rappresentare un cambio di paradigma, rendendo il voto più facile.

E il passo successivo, dal nostro punto di vista, potrebbe essere l’election pass, cioè la possibilità di votare anche fuori dal Comune di residenza, senza vincoli burocratici. Una misura che punta direttamente a studenti e lavoratori fuori sede, tra i principali esclusi di fatto dalle operazioni di voto.

La digitalizzazione della tessera elettorale, lo abbiamo detto tempo fa, è il prerequisito tecnico per introdurre strumenti più avanzati, come l’election pass. Si tratta di una soluzione già proposta nel Libro Bianco “Per la partecipazione dei cittadini: come ridurre l’astensionismo e agevolare il voto“, avanzato da una Commissione di esperti istituita nel 2021: una tessera elettorale digitale integrata con le liste, che permetta di votare senza doversi recare nel Comune di residenza. In prospettiva, questo può aprire anche a modalità di voto da remoto, mantenendo la sicurezza e la privacy.

L’obiettivo è ambizioso: ridurre l’astensionismo fino al 20%, come indicato già nel 2022 dall’allora ministro Federico D’Incà, intervistato da Key4Biz sul tema.

Una soluzione utile anche per superare il vecchio e tedioso problema del voto fuori sede, che ha visto coinvolte più di 5 milioni di persone nell’ultima tornata referendaria e che alimenta il fastidioso e inaccettabile fenomeno dell’“astensionismo involontario”.

SIEL: infrastruttura e digitalizzazione del voto

Gli emendamenti del Governo (6.9 e 11.13) intervengono sostanzialmente su due piani distinti ma complementari.

La prima norma (emendamento 6.9) finanzia l’evoluzione del sistema elettorale digitale, in particolare il SIEL (Sistema Informativo Elettorale) e la sua integrazione con le piattaforme nazionali come l’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente). Consente inoltre l’avvio della procedura di gara per il nuovo appalto quinquennale per la gestione del Sistema e della piattaforma di diffusione dati “Eligendo”.

La gara prevede un importo base di 5,3 milioni di euro per una durata di 60 mesi, ma io valore complessivo dovrebbe essere pari al doppio (oltre 10,43 milioni di euro) per ulteriori opzioni: estensione del quinto d’obbligo, proroga tecnica e affidamento servizi analoghi.

Le risorse servono a digitalizzare la tessera elettorale, rendendola disponibile in formato elettronico; integrare le liste elettorali nei sistemi nazionali; sostenere lo sviluppo software e la manutenzione del sistema; garantire la continuità operativa durante le elezioni (soprattutto nel 2027, anno di picco); gestire la fase di transizione (take-over e subentro tecnologico).

In particolare, il 2027 concentra gli investimenti perché coincide con la conclusione della legislatura e quindi con le elezioni politiche, richiedendo sistemi robusti e scalabili.

L’evoluzione dell’IT Wallet, accessibile a chi ha almeno 14 anni di età

Il secondo intervento riguarderebbe invece l’ecosistema digitale dei cittadini. L’emendamento amplia le funzionalità dell’IT Wallet, il portafoglio digitale pubblico, introducendo una novità significativa:
l’accesso ai servizi digitali anche per i cittadini a partire dai 14 anni, senza necessità di autorizzazione genitoriale in molti casi.

Questo significa una maggiore autonomia digitale per i giovani; l’accesso diretto a certificati, attestazioni e servizi pubblici; un primo passo verso una cittadinanza digitale attiva già in età adolescenziale. Rimane aperto il problema di come verificare online l’età degli utenti, un problema non da poco e che al momento è già sotto la lente dell’esecutivo italiano (ma un po’ di tutti i Paesi dell’Unione europea per il problema della tutela dei minori sui social e i chatbot AI.

Una riforma piccola nei numeri, grande nell’impatto

Dal punto di vista finanziario, l’intervento è contenuto. Ma il valore strategico è elevato: si tratta di uno dei primi tasselli concreti della digitalizzazione del processo democratico.

Se ben implementata, la tessera elettorale digitale potrà eliminare passaggi burocratici, facilitare il voto dei giovani e dei fuori sede, migliorare l’efficienza amministrativa, preparare il terreno per nuove forme di partecipazione. In altre parole, non è solo una riforma tecnologica. È un investimento sulla qualità della democrazia.

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