TIM Brasil vale più di 5 miliardi. Pro e contro per un’eventuale cessione

  ICT, Rassegna Stampa
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Che fine farà Tim Brasil? Resterà nel perimetro della nuova Tim a trazione Poste oppure sarà venduta? Per ora non sembra esserci nulla di definitivo, anche se le parole di ieri dell’AD di Poste Matteo Del Fante, di fatto, aprono ad un possibile sacrificio della “gallina dalle uova d’oro” dell’operatore controllato all’86% dall’azienda dei pacchi. Ma per il momento non sembra che ci sia alcuna fretta.

AD Poste: Tim Brasil non strategica, la useremo in modo “tattico” in prossimi mesi

TIM Brasil “fa un sacco di soldi, produce molta cassa, non è in vendita, non è nemmeno strategico nel disegno descritto, quindi lo useremo in maniera tattica nel corso dei prossimi mesi”, ha sottolineato Del Fante. Del Fante ha spiegato che TIM “è un’azienda che, grazie anche al lavoro fatto negli ultimi anni dall’AD Labriola, è riuscita a diminuire il debito, quindi si è messa in una posizione molto più solida dal punto di vista finanziario; ha vissuto vent’anni di declino, un mercato con un eccesso di competitività, così aperto che abbiamo un prezzo medio meno della metà della media europea”.

Ma cosa vuol dire “in modo tattico”?

Il modo tattico, concretamente, significa una possibile ristrutturazione aziendale, una vendita o cessione / locazione di infrastrutture, di pezzi aziendali. Resta da capire la tempistica di una , ma non c’è fretta nelle parole di Del Fante. Quel che traspare è che Poste non considera strategica l’attività brasiliana di Tim. Tim Brasil è redditizia ma non sembra più essenziale per il piano che Poste sta perseguendo con l’acquisizione di Tim, e che sarà presentato ufficialmente nel primo semestre del 2027.

Cambio di strategia su Tim Brasil

Questo sembra, quindi, un cambio di strategia rispetto a quanto dichiarato in precedenza, quando Tim Brasil sembrava invece un asset da mantenere all’interno del perimetro. Sicuramente un cambio rispetto al passato. In particolare, l’ad di Tim Pietro Labriola ha sempre parlato di Tim Brasil come di un asset essenziale per la crescita, sottolinea la Reuters, fondamentale per sostenere i margini di TIM sul mercato interno, caratterizzato da una concorrenza sui prezzi spietata. Pietro Labriola non si è mai espresso a favore di una cessione di Tim Brasil. Al contrario, durante tutto il suo mandato come Amministratore Delegato del Gruppo TIM, ha sempre difeso fermamente la scelta di mantenere la controllata brasiliana, considerandola un pilastro strategico fondamentale per il gruppo.

Quanto vale Tim Brasil

Durante l’evento di ieri, Del Fante ha detto che la decisione di consentire la presenza di quattro operatori di telefonia mobile in Italia ha fatto crollare i prezzi.

Al momento del suo primo investimento in TIM, nel febbraio 2025, Poste aveva dichiarato di voler promuovere il consolidamento del settore in Italia.

TIM detriene il 68% di Tim Brasil

TIM detiene circa il 68% di TIM Brasil, la sua unica attività all’estero. Tale unità rappresenta quasi la metà degli utili operativi del gruppo e genera liquidità.

Ai prezzi di mercato attuali, la partecipazione in TIM Brasil ha un valore di circa 31,8 miliardi di real brasiliani (5,30 miliardi di euro).

Ugliarolo (UilFpc): “Ok a cessione Brasile ma per reinvestire in Europa, anche in ottica di consolidamento”

“In questi anni il Brasile ha mantenuto in piedi i conti di Tim che già erano non buoni – ha detto a Key4Biz Salvo Ugliarolo, segretario generale UilFpc – Diversamente dall’Italia, il Brasile ancora cresce e certamente ricopre un valore aggiunto. E’ chiaro che bisogna capire il piano di Poste in termini generali. Noi pensiamo che questo progetto con Poste possa dare una prospettiva non soltanto alle persone, in maniera particolare a quelle di Tim che vengono da un lungo periodo di politiche restrittive. L’opportunità di rilancio in un mondo che si sta evolvendo. E’ chiaro che rinunciare al Brasile significa dal mio punto di vista reinvestire in altri ambiti e, perché no, provare a giocare una partita a livello europeo. Perché forse oggi, possiamo giocarci una partita non da spettatori ma da protagonisti nello scenario europeo, anche in ottica di consolidamento. Il tutto in attesa di un piano industriale che ancora non c’è, molto atteso dai sindacati”.

Pro e contro

Una possibile cessione di Tim Brasil potrebbe fornire i fondi necessari per investire in qualche player europeo, in ottica di consolidamento ei di indipendenza digitale europea se questa sarà la linea del piano industriale. I proventi potrebbero altresì essere utilizzati per abbattere ulteriormente il debito di Tim, che al 30 giugno si attestava sotto i 7,3 miliardi di euro.

Cedere Tim Brasil implicherebbe però la rinuncia ad un flusso di cassa costante. I ricavi di TIM Brasil nel primo semestre del 2026 ammontano a 2,3 miliardi di euro (in crescita del 6,0% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), pesando per circa il 33,7% sui ricavi totali del Gruppo TIM, i quali si attestano a 6,83 miliardi di euro.

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