Zero-day nella piattaforma Zoho consente l’esecuzione di codice in remoto

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Il bug permette di aggirare il sistema di autenticazione della piattaforma Zoho ManageEngine ADSelfService Plus, che gestisce l’autenticazione.

La vulnerabilità verrebbe già sfruttata da gruppi di pirati informatici per colpire gli utenti Zoho. Lo dice la statunitense CISA (Cybersecurity and Infrastructure Security Agency), che ieri ha pubblicato un comunicato con cui invita tutti gli utenti a prendere le necessarie contromisure.

Il bug (CVE-2021-40539) interessa le versioni del ManageEngine ADSelfService Plus dalla 6113 in giù. SI tratta di una soluzione proposta da Zoho per la gestione delle password e accessi “single sign on” per Active Directory e applicazioni cloud.

Sfruttando la falla di sicurezza, un pirata informatico potrebbe prendere il completo controllo del sistema attraverso un attacco in remoto.

La situazione appare abbastanza delicata, anche se sul web non è ancora comparso alcun Proof of Concept (PoC) che possa essere sfruttato per gli attacchi. Il fatto che CISA e la stessa Zoho facciano riferimento ad attacchi in corso, però, è tutt’altro che tranquillizzante.

Per verificare se la propria installazione della piattaforma sia vulnerabile all’attacco è necessario controllare la cartella \ManageEngine\ADSelfService Plus\logs e verificare se siano presenti due stringhe:

/RestAPI/LogonCustomization

/RestAPI/Connection

Altro indizio è la presenza del file cer in \ManageEngine\ADSelfService Plus\bin e del file jsp in \ManageEngine\ADSelfService Plus\help\admin-guide\Reports.

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