5G, Germania e Spagna contro il bando Ue a Huawei e ZTE (Pechino potrebbe vendicarsi sull’AI)

  ICT, Rassegna Stampa
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Germania e Spagna si sono messi alla guida dell’opposizione nei confronti del piano della Commissione Ue di mettere al bando Huawei e ZTE, i fornitori cinesi di attrezzature di reti 5G considerati ad alto rischio cybersecurity. Lo scrive Bloomberg, aggiungendo che le autorità dei due paesi vogliono mantenere a livello nazionale il controllo delle reti. Madrid e Berlino dietro le quinte avrebbero espresso preoccupazioni sul fatto che il bando di tecnologie cinesi di Huawei e altri fornitori (ZTE) potrebbe portare al rischio di una rappresaglia da parte di Pechino.

I due paesi hanno inoltre messo in guardia sul fatto che il bando rischia di rendere più cari i piani europei per la realizzazione di un’infrastruttura di Intelligenza Artificiale.   

Il piano Ue contro fornitori extra-ue ad alto rischio per le reti 5G

La Commissione Ue ha etichettato Huawei e ZTE come “fornitori ad alto rischio” per le reti di telecomunicazioni, e Bruxelles ha chiesto agli Stati membri di escludere le due aziende dalle infrastrutture di connettività.

C’è da dire che le decisioni sulle infrastrutture vengono prese a livello di governi nazionali, ma la Commissione Ue sta spingendo per un controllo più rigoroso attraverso una revisione della sua legge sulla cybersecurity.

Le modifiche amplierebbero le valutazioni di cybersicurezza per includere i rischi di influenza di Stati esteri e di dipendenza da fornitori specifici, e renderebbero le raccomandazioni della Commissione giuridicamente vincolanti in tutta l’UE. I governi europei si trovano nel mezzo di una lotta di potere tra Stati Uniti e Cina, in bilico tra i vantaggi degli scambi commerciali con la nazione asiatica e la necessità di esaminare attentamente le fonti estere di infrastrutture critiche.

Il cancelliere Merz si sta riavvicinando a Pechino

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che in passato si era mostrato critico nei confronti di un’eccessiva dipendenza dalla Cina, ha detto quest’anno che cambierà registro spingendo per rafforzare i legami sino-tedeschi.

L’UE sta anche pianificando di proporre la revoca temporanea delle sanzioni contro un fornitore cinese di chip per rafforzare la catena di approvvigionamento del settore automobilistico.

Da anni, legislatori ed esperti di sicurezza in Europa e negli Stati Uniti esprimono preoccupazione per la possibilità che le aziende cinesi possano inserire backdoor nelle loro apparecchiature, consentendo l’accesso non autorizzato ai dati personali dei cittadini europei. Sia Huawei che ZTE hanno negato tali affermazioni e non ci sono mai state prove concrete in questo senso.

Angela Merkel e Deutsche Telekom aperti con fornitori cinesi

In passato, Angela Merkel aveva avuto un atteggiamento aperturista nei confronti delle aziende tecnologiche cinesi, in particolare con i fornitori di attrezzature di rete 5G.  Lo stesso vale per Deutsche Telekom.

Secondo Huawei la proposta di escludere i fornitori cinesi in base al loro paese di origine “viola i principi giuridici fondamentali di equità dell’UE”.

La Commissione ha stimato che le compagnie di telefonia mobile dovranno spendere dai 3,4 ai 4,3 miliardi di euro in tre anni per sostituire la tecnologia e toglierla dalle reti dove si trova attualmente montata.

Berlino e Madrid al lavoro

Un portavoce del Ministero dell’Interno tedesco ha detto che le discussioni sulla legge sulla sicurezza informatica sono in corso, aggiungendo che le consultazioni tra i ministeri sono iniziate questa settimana.

Un rappresentante della Spagna ha detto che il Paese sostiene la revisione della legge e “ritiene che gli Stati membri debbano continuare ad avere un’adeguata partecipazione al processo decisionale in merito alla presenza di determinati rischi strutturali in un Paese, un fornitore o un prodotto”.

Anche la Spagna è diventata negli ultimi anni una sostenitrice più attiva degli interessi cinesi nell’UE. Il Primo Ministro Pedro Sánchez si è recato a Pechino quattro volte in altrettanti anni per corteggiare gli investimenti cinesi in settori come i veicoli elettrici e le energie rinnovabili.

Anche la Germania si è unita a questo sforzo, nonostante i disaccordi all’interno della coalizione di governo e tra i diversi ministeri coinvolti nel processo, secondo quanto riferito da alcune fonti.

Mentre parte del governo concorda generalmente sulla necessità di ridurre la dipendenza dalla Cina, altri hanno definito l’idea una bomba politica, hanno aggiunto le fonti.

Il governo tedesco ha concordato nel 2024 di rimuovere i componenti Huawei e ZTE dalla rete mobile 5G principale entro la fine di quest’anno per motivi di sicurezza nazionale.

Mercoledì, il Ministro dell’Economia tedesco Katherina Reiche ha affermato che l’UE dovrebbe garantire che qualsiasi misura applicata al commercio con la Cina non danneggi le esportazioni del blocco verso il Paese.

“In quanto nazione esportatrice, abbiamo due interessi”, ha dichiarato Reiche ai giornalisti durante una visita a Pechino. “Dobbiamo contrastare la concorrenza sleale, ad esempio nel settore dell’acciaio e delle ferroleghe, con misure adeguate, garantendo al contempo che le nostre aziende possano continuare a esportare”.

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