Conformità NIS2: una guida pratica ai requisiti di cybersecurity

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La conformità NIS2 segna un punto di non ritorno per la cultura della sicurezza informatica in Europa. Non si tratta più di adeguarsi a un obbligo normativo, ma di ripensare in profondità il rapporto tra organizzazioni e rischio digitale.

Con la scadenza di ottobre 2024 alle spalle e il recepimento italiano ormai operativo attraverso il D.Lgs. 138/2024, il messaggio è chiaro: la cybersecurity non è più delegabile a un reparto tecnico, ma diventa responsabilità diretta del vertice aziendale. Chi ancora la considera un costo accessorio si troverà esposto non solo a sanzioni fino a 10 milioni di euro, ma a un deficit di resilienza che nessun piano di recovery potrà colmare a posteriori.

Per sopravvivere in questo nuovo scenario, è necessario andare oltre le checklist dei requisiti NIS2 e iniziare a progettare per una reale resilienza operativa.

Punti chiave
  • Gli organi di gestione sono ora direttamente responsabili dell’approvazione delle misure di cybersecurity e possono affrontare responsabilità personali per violazioni della nuova direttiva.
  • Le entità essenziali devono implementare un rigoroso sistema di allerta precoce per segnalare incidenti significativi di cybersecurity entro 24 ore dalla rilevazione.
  • Le organizzazioni sono tenute a stabilire strategie solide di continuità operativa, che includano test regolari di simulazioni di recupero e la documentazione dei Recovery Time Objectives (RTO).

Cosa significa la conformità NIS2 e perché è importante

La Network and Information Security Directive 2 (NIS2), formalmente designata come Direttiva UE 2022/2555, stabilisce un quadro giuridico unificato per garantire standard elevati di cybersecurity in 18 settori critici dell’UE.

Con la trasposizione di questo mandato nella legislazione nazionale – in Italia, in particolare, tramite il Decreto Legislativo 138/2024 – il campo di applicazione si estende rispetto al suo predecessore per includere le entità “essenziali” e “importanti”, obbligando migliaia di organizzazioni a elevare la gestione del rischio e gli obblighi di reportistica.

Perché è Importante:

  • Sanzioni Finanziarie Drastiche: Le entità essenziali rischiano multe fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo globale, a seconda di quale importo sia maggiore.
  • Responsabilità della Leadership: Gli organi di gestione devono approvare le misure di cybersecurity e possono essere ritenuti personalmente responsabili per le violazioni.
  • Pressione sulla Supply Chain: Anche se non sei un’entità essenziale, devi rispettare questi standard per rimanere un fornitore valido per chi lo è.

I requisiti di cybersecurity della Direttiva NIS2

L’Articolo 21 della direttiva NIS2 stabilisce dieci specifiche misure di gestione del rischio informatico che le entità “essenziali” e “importanti” devono implementare.

Si tratta di requisiti tecnici, operativi e organizzativi obbligatori, progettati per gestire i rischi di sicurezza e ridurre al minimo l’impatto degli incidenti sui destinatari dei servizi.

  1. Gestione degli Incidenti:
    Le organizzazioni devono stabilire un protocollo dedicato per la rilevazione e gestione immediata degli incidenti, garantendo una risposta rapida che minimizzi l’interruzione dei servizi.
  2. Politiche di Analisi del Rischio e Sicurezza dei Sistemi Informativi:
    NIS2 impone la creazione di politiche chiare per valutare le vulnerabilità di tutti i sistemi e reti IT, al fine di prioritizzare la gestione dei rischi rilevati.
  3. Processi di Continuità Operativa:
    Questo requisito menziona esplicitamente la gestione dei backup e il disaster recovery come componenti chiave per mantenere le operazioni durante e dopo un attacco informatico rilevante.
  4. Sicurezza della Supply Chain:
    Le entità sono responsabili della valutazione della postura di sicurezza dei fornitori diretti e dei service provider per evitare che le vulnerabilità si propaghino lungo la catena di fornitura software.
  5. Sicurezza nell’Acquisizione e Manutenzione dei Sistemi Informativi:
    La sicurezza deve essere integrata nello sviluppo e nella manutenzione di tutti i sistemi informativi e di rete, incluso il trattamento sistematico e la comunicazione delle vulnerabilità.
  6. Formazione e Igiene Informatica:
    Le entità qualificanti devono implementare pratiche di igiene informatica di base e fornire formazione regolare al personale per mitigare rischi legati all’errore umano, come il phishing.
  7. Sicurezza delle Risorse Umane e Controllo degli Accessi:
    Devono essere applicate rigorose politiche sulla gestione degli asset e sul controllo degli accessi, per garantire che solo il personale autorizzato possa interagire con infrastrutture digitali critiche.
  8. Uso Efficace della Crittografia e della Protezione dei Dati:
    Le organizzazioni devono implementare politiche per l’utilizzo di crittografia e protezione dei dati ove appropriato, per garantire la riservatezza e l’integrità delle informazioni sensibili.
  9. Autenticazione Multi-Fattore e Comunicazioni Sicure:
    La direttiva richiede l’uso di autenticazione multi-fattore (MFA) o autenticazione continua per proteggere i sistemi di comunicazione interna, voce, video e di emergenza.
  10. Procedure di Valutazione dell’Efficacia:
    Le entità devono stabilire procedure formali per audit e valutazioni periodiche dell’efficacia complessiva delle misure di gestione del rischio informatico.

Come Object First può aiutare a conformarsi alla NIS2

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David Bennett, CEO di Object First, ha dichiarato:

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