Gli esami di maturità del Consiglio europeo. Ecco le materie: intelligenza artificiale, quantistica, clean tech, Space Economy, nuove fonti energetiche e indipendenza digitale
Si è appena concluso il G7 di Evian, in Francia. Uno degli ultimi tavoli ha visto sedere assieme capi di Stato e di Governo con i CEO delle Big Tech. Le grandi aziende tecnologiche americane hanno detto la loro, le grandi democrazie occidentali hanno ascoltato e preso nota. Nel frattempo a Bruxelles si è riunito il Consiglio europeo e inevitabilmente al centro del tavolo ci sono quasi gli stessi temi.
Iran, Russia, Ucraina, Israele, Difesa, Stretto di Hormuz, Nato, certo le priorità sono tutte politiche, geopolitiche ed economico-finanziarie, ma per i leader europei la posta in gioco è molto più alta in questo caso: la sopravvivenza dell’Unione europea (Ue) in un tempo di drammatiche tensioni internazionali, di guerre (anche alle porte dell’Unione), di incertezze nei rapporti internazionali e sui mercati delle materie prime più strategiche (energetiche in primis).
E poi ci sono i nuovi capitoli di spesa, che impongono la massima attenzione perché rappresentano le priorità del futuro. un futuro che per l’Ue è ancora piuttosto nebuloso, a tratti difficile anche solo da tratteggiare.
La questione del bilancio pluriennale dell’Ue
I Paesi dell’Unione si ritrovano a discutere di tutto questo e di bilancio pluriennale, argomento complesso, su cui i leader europeo dispiegano trame, creano alleanze (alcune impensabili, se viste dalle singole capitali d’Europa) e consumano duelli all’ultimo social.
La domanda che ci poniamo è la seguente: dove e come trovare nuove risorse finanziarie per Spazio, intelligenza artificiale (AI), calcolo quantistico, tecnologie pulite, biotecnologie e fonti energetiche alternative? È qui che si gioca la partita di domani. Non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di qualcosa che già è prioritario, ma scarsamente avvertito come tale dalla maggioranza dei cittadini europei e di conseguenza (almeno all’apparenza) sottovalutato dai politici europei.
Solo nell’ultimo biennio (2024-2025) gli Stati Uniti hanno investito in Spazio, AI, calcolo quantistico e tecnologie pulite, più di 500 miliardi di dollari. Nei prossimi dieci anni questa cifra è destinata a crescere in maniera esponenziale, secondo alcune stime la spesa cumulata di queste voci potrebbe raggiungere i 29 trilioni di dollari entro il 2040.

Autonomia strategica e sovranità tecnologica
Questi sono i parametri di riferimento: giganteschi, dimensioni anche difficili da immaginare. Oggi, secondo la stampa internazionale, i capi di Stato e di Governo europei cercano prima di tutto di affrontare i capitoli tradizionali della Politica Agricola Comune (la celebre PAC) e quelli della politica di coesione. Tutti dobbiamo mangiare e nessuno vuole subire disparità economiche, sociali e territoriali tra Stati europei. La crescita economica e sociale, equa e armoniosa dell’Unione, è da sempre un principio guida, ma i tempi cambiamo e impongono delle nuove o delle altre priorità, appunta legate all’impetuoso sviluppo tecnologico.
La nostra Premier Giorgia Meloni, pur occupando si “molto” di PAC e coesione, in un videomessaggio inviato al “Future Investment Initiative Priority Summit Europe 2026” di Roma, ha comunque dichiarato perentoria ad avvio del Consiglio europeo: “Servono autonomia strategica, capacità industriale, sovranità tecnologica e potenza finanziaria”.
Dal palco del Viva Tech di Parigi, parlando del caso Anthropic e del blocco dell’AI Mythos, il ministro tedesco per la Trasformazione digitale e la modernizzazione del governo, Karsten Wildberger, ha dichiarato: “La sospensione dell’accesso ai più avanzati modelli rende chiara una cosa a tutti quanti. Non si tratta più di un dibattito sull’accesso; le regole sono cambiate dalla sera alla mattina, e la sovranità significa che noi siamo in grado di agire se succedono cose del genere”.
La dipendenza dagli USA è una minaccia esistenziale per l’Ue
E hanno ragione. Come ha spiegato il presidente del prestigioso ifo Institute – Leibniz Institute for Economic Research dell’Università di Monaco, Clemens Fuest: “La dipendenza dalle aziende statunitensi specializzate in AI rappresenta una minaccia esistenziale per l’economia europea”.
Secondo Fuest, ci sono tre compiti chiave di estrema urgenza per l’Europa al fine di contrastare questa minaccia esistenziale. Primo punto, l’espansione dei data center, degli stabilimenti di produzione di chip e delle infrastrutture energetiche deve essere significativamente accelerata e sostenuta, e i processi di approvazione devono essere drasticamente abbreviati.
Per far questo serve però più energia e Fuest invita a lavorare sul nucleare, anche riavviando le centrali dismesse (soluzione controversa sia per gli altissimi costi finanziari, sia per i tempi incerti e a suo dire non c’è più tempo).
Terzo punto, l’Unione deve mettersi d’accordo su una strategia coerente per espandere rapidamente le capacità nel campo dell’AI, affiancata da semplificazione normativa.

Dove e come trovare le risorse finanziarie per il salto tecnologico europeo? Il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034
Il punto chiave di tutto questo discorso è sempre uno: dove e come trovare i soldi?
Seguendo quanto riportato da Christian Spillmann su La Matinale Européenne, un negoziatore europeo avrebbe dichiarato: “Per la prima volta, nel tavolo delle trattative ci sono delle cifre, ma sono state messe in sospeso perché al momento non c’è accordo su nulla”.
Parliamo di 2.000 miliardi di euro per il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, non molto per tutte le voci di spesa e per le priorità vecchie e nuove a cui far fronte, ma è già qualcosa. Ora dobbiamo però rispondere alla domanda. Ci sono solo tre strade: o trovare nuove risorse interne (quindi le famigerate tasse europee), o si fa nuovo debito, o si rimanda il rimborso dei debiti già contratti.
Il Next Generation EU, con i suoi quasi 800 miliardi di euro, va rimborsato (da qui viene il nostro PNRR). In molti chiedono maggiore flessibilità nel rimborsare questo debito (debito diretto per gli Stati per circa 390 miliardi di euro).
Le proposte dell’Europarlamento e della Commissione europea
Come ha ricordato Spillman, il Parlamento europeo ha proposto tre nuove opzioni: una tassa sul digitale, una tassa sulle criptovalute e una tassa sulle scommesse e sui giochi online. Si tratta di soluzioni che potrebbero generare entrate significative. Secondo le stime della Commissione europea, consultate da Agence Europe, le tre imposte potrebbero generare rispettivamente 35 miliardi, 20 miliardi e 13 miliardi di euro all’anno tra il 2028 e il 2034.
Anche la Commissione europea ha presentato una proposta per il bilancio UE 2028-2034, introducendo 5 nuove risorse proprie che genereranno 58,5 miliardi di euro all’anno di entrate, senza aumentare i contributi degli Stati membri. Il nuovo sistema fiscale europeo prevede: proventi dal Sistema di scambio di quote di emissione dell’UE, che monetizza il mercato delle emissioni di CO2; meccanismi di adeguamento del carbonio alle frontiere; un’imposta sui rifiuti elettronici non raccolti; accise sul tabacco; contributi dalle grandi imprese che operano nel mercato unico europea.
Le grandi sfide dell’Ue: tenere testa a Trump (e alle Big Tech) e sopravvivere a sé stessa
Inutile dire che ci vorrà “molto” coraggio politico per affrontare i giganti tecnologici americani e il loro protettore, il presidente Donald Trump. La loro presenza al G7 ne ha di fatto aumentato enormemente il peso politico, oltre che finanziario.
Con il vertice del Consiglio europeo di ieri e oggi sono ufficialmente iniziate le discussioni: occorre raggiungere un accordo sull’entità definitiva del Quadro Finanziario Pluriennale. Un lavoro non facile, tra lacune da colmare, differenze politiche e culturali a prima vista insuperabili tra Stati partner, e ricerca di opzioni alternative.
Nel 2027 si vota in diversi Paesi chiave dell’Unione, tra cui l’Italia, la Spagna e la Francia, potrebbero emergere nuove maggioranze e non è detto che condividano più la stessa idea di Union europea. il rischio, che molti intravedono, è che a seconda di come andranno le cose potrebbe proprio non esserci più un’Unione.
Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui
Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz
https://www.key4biz.it/spazio-ai-calcolo-quantistico-tecnologie-pulite-energia-le-nuove-priorita-del-bilancio-ue/576015/



