Sky rileva i canali free e lo streaming di ITV, la principale emittente commerciale britannica, nata nel 1955 e principale concorrente della BBC, per un totale di 1,6 miliardi di sterline e crea così un colosso che ridisegna completamente il mercato britannico dei media. Un’operazione disegnata per creare un campione nazionale in grado di competere con i big dello streaming come Netflix, Amazon e Disney. La nuova entità avrà circa il 70% del mercato pubblicitario.
Il Ceo di Sky Dana Strong ha detto che l’accordo, annunciato oggi, rappresenta un momento topico, uno dei più importanti nel panorama britannico del broadcasting. L’accordo dovrà ora passare all’esame delle autorità regolatorie. Ma il senso è chiaro: ol principale operatore pay per view del paese, vale a dire Sky, acquisisce la principale emittente commerciale in chiaro, ITV, per difendere un business che rischia di essere spazzato via dallo streaming. A partire da YouTube e dai big dello streaming, i broadcaster tradizionali sono a rischio.
La nuova entità ha il 70% del mercato pubblicitario
Secondo gli analisti, la fusione dei canali di servizio pubblico di ITV con Sky, leader nel settore della pay-tv fondata da Rupert Murdoch nel 1989, rappresenterebbe oltre il 70% del mercato pubblicitario televisivo del Regno Unito.
Strong ha affermato che l’accordo garantirebbe “una programmazione britannica eccezionale” in un mondo in rapida evoluzione.
“ITV rimarrà un’emittente di servizio pubblico al centro della vita britannica e siamo entusiasti del futuro che possiamo costruire insieme”, ha dichiarato.
Per soddisfare le esigenze normative, Sky potrebbe essere costretta a rinunciare ai contratti di vendita di spazi pubblicitari di terzi, ad esempio per Channel 5, di proprietà di Paramount, poiché la quota del 70% del mercato pubblicitario televisivo include anche tali contratti.
Gli operatori finanziari e le aziende britanniche seguiranno da vicino questa transazione, per verificare se un accordo che un tempo sarebbe stato bloccato potrà essere approvato dopo che il governo, nel 2025, ha invitato le autorità di regolamentazione a dare priorità alle condizioni per la crescita e gli investimenti.
La ministra della Cultura Lisa Nandy ha dimostrato la sua volontà di influenzare gli accordi nel settore dei media quando, la scorsa settimana, ha affermato di poter intervenire nella fusione tra la statunitense Paramount e la Warner.
La nuova società risultante dalla fusione raggiungerà oltre 20 milioni di famiglie. Tuttavia, in un momento in cui la televisione tradizionale sta perdendo pubblico a favore dello streaming e di YouTube, soprattutto tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni, le società sosterranno la necessità di fondersi per rimanere competitive.
ITV rimane un’azienda di produzione indipendente
Le azioni di ITV hanno guadagnato lo 0,5%, raggiungendo quota 82 pence nelle prime contrattazioni di lunedì. L’azienda ha lottato per anni con un mercato pubblicitario difficile e le sue azioni hanno perso il 36% negli ultimi cinque anni.
L’accordo lascerà ITV come azienda di produzione indipendente, che realizzerà programmi per la nuova società ITV-Sky, come Love Island e Coronation Street, nonché per altre emittenti e piattaforme di streaming a livello globale, come Rivals, prodotto per Disney, e The Reluctant Traveller per Apple TV.
La società risultante dalla fusione tra ITV e Sky si è impegnata a investire un minimo di 2,1 miliardi di sterline nel periodo 2028-2032.
ITV riceverà 1,2 miliardi di sterline in contanti e, in base a un accordo di earn-out, potrà ottenere fino a 200 milioni di sterline in base ai risultati pubblicitari dell’anno fiscale 2027. ITV acquisirà anche Love Productions, la casa di produzione di “The Great British Bake Off”, che andrà ad aggiungersi alla restante divisione ITV Studios, hanno dichiarato le società.
In Gran Bretagna, Sky è stata per decenni sinonimo della famiglia Murdoch, con il figlio di Rupert, James, che ha ricoperto posizioni chiave.
Sky è stata venduta a Comcast nel 2018. Il colosso statunitense ha annunciato a giugno la separazione delle sue attività mediatiche, tra cui NBCUniversal e Sky, dalla sua divisione via cavo, a causa della crescente pressione esercitata dai concorrenti dello streaming.
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