Anthropic sceglie Milano: la capitale italiana dei data center e dell’AI accelera la sua corsa digitale (trainando l’Italia intera)
L’intelligenza artificiale (AI) sta ridefinendo le geografie dell’innovazione globale e Milano si candida sempre più a diventare uno degli hub digitali di riferimento europei per questa trasformazione. A confermarlo è la scelta di Anthropic, una delle aziende più influenti nel panorama mondiale dell’AI, di aprire un nuovo ufficio nel capoluogo lombardo (il primo nel nostro Paese), inaugurando una presenza che va ben oltre la semplice espansione commerciale e che si inserisce in un più ampio processo di consolidamento dell’ecosistema tecnologico italiano.
L’annuncio arriva in una fase di crescita straordinaria per la società fondata nel 2021 da Dario Amodei insieme ad altri ex ricercatori di OpenAI. Anthropic, sviluppatrice dell’assistente AI Claude, ha appena chiuso un nuovo round di finanziamento da 65 miliardi di dollari che porta la sua valutazione post-money a 965 miliardi di dollari, superando quella di OpenAI e diventando la startup AI con il più alto valore al mondo.
L’operazione, denominata Series H, è stata guidata da Altimeter Capital, Dragoneer, Greenoaks e Sequoia Capital, con la partecipazione di Capital Group, Coatue, D1 Capital Partners, GIC, ICONIQ e XN. Nel finanziamento sono inclusi anche 15 miliardi di dollari di investimenti precedentemente impegnati da grandi operatori infrastrutturali del settore tecnologico, tra cui Amazon con 5 miliardi di dollari. Solo pochi mesi fa, a febbraio, Anthropic era valutata 380 miliardi di dollari: in meno di un anno il valore della società è aumentato di oltre due volte e mezzo.
Anthropic in espansione finanziaria
A sostenere questa crescita è soprattutto l’espansione del business. All’inizio del mese il fatturato annualizzato di Anthropic ha superato i 47 miliardi di dollari, dopo che l’azienda aveva già rivisto al rialzo una precedente stima di 30 miliardi. Una progressione che porta il gruppo a viaggiare a una velocità circa cinque volte superiore rispetto a quella registrata l’anno precedente. Una quota significativa di questo sviluppo deriva dagli strumenti di AI per la programmazione software, tra cui Claude Code, sempre più adottati dalle imprese.
“Questo finanziamento ci aiuterà a soddisfare la domanda storica che stiamo registrando, a rimanere all’avanguardia nella ricerca e a portare Claude in un numero crescente di luoghi in cui si svolge il lavoro”, ha dichiarato Krishna Rao, Chief Financial Officer di Anthropic.
Contestualmente alla raccolta di capitale, la società ha presentato Claude Opus 4.8, nuova versione della famiglia di modelli Opus che promette prestazioni superiori nelle attività di coding, nei sistemi agentici e nelle applicazioni professionali avanzate.
L’espansione finanziaria è accompagnata da una massiccia strategia infrastrutturale. Tra i nuovi partner figurano Micron, Samsung e SK hynix, coinvolti per supportare l’aumento della capacità di calcolo necessaria a sostenere la domanda globale di servizi AI. Anthropic ha inoltre sottoscritto accordi con Amazon per fino a cinque gigawatt di nuova capacità computazionale, con Google e Broadcom per ulteriori cinque gigawatt basati sulle nuove generazioni di TPU e con SpaceX per l’accesso a capacità GPU dedicate.
Perché Anthropic ha scelto Milano
È in questo scenario che si inserisce la decisione di aprire una sede italiana a Milano, il sesto ufficio europeo dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco.
La struttura sarà il punto di riferimento per le relazioni con le imprese italiane e con la comunità nazionale degli sviluppatori, si legge in un comunicato ufficiale della società, con l’obiettivo di favorire la diffusione di Claude e promuovere un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale. Il team milanese lavorerà inoltre per contribuire al dibattito sull’impatto economico e sociale dell’AI nel sistema produttivo italiano.
L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo la pubblicazione di Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Papa Leone XIV dedicata all’intelligenza artificiale e il primo documento pontificio ad affrontare direttamente il tema. Alla presentazione ha partecipato anche Chris Olah, co-founder di Anthropic, che ha richiamato l’attenzione sulle implicazioni etiche della tecnologia, sostenendo la necessità che comunità religiose, società civile, università e governi contribuiscano insieme a orientarne lo sviluppo verso benefici concreti per l’umanità.
La presenza italiana dell’azienda è già una realtà. Guidato da Thomas Remy, Head of Southern Europe di Anthropic, il team locale collabora con alcuni dei principali gruppi industriali nazionali. Nel settore finanziario figurano Generali Group e Unipol Group; nelle life sciences Angelini Pharma e Bracco Group; nell’energia Enel Group; nell’automotive Pirelli.
L’espansione italiana di Anthropic
Anthropic ha inoltre avviato una partnership con JAKALA, tra i maggiori operatori europei nel settore Data & AI. L’accordo prevede l’estensione dell’utilizzo di Claude a oltre 3.000 collaboratori, con l’obiettivo di liberare circa il 70% del tempo del management senior per attività strategiche ad alto valore aggiunto.
Anche il tessuto dell’innovazione italiana sta adottando rapidamente la piattaforma. Satispay, utilizzata da oltre sei milioni di utenti, ha introdotto Claude all’interno dei propri team di ingegneria riuscendo a comprimere una roadmap prevista in 18 mesi a soli sette mesi e accelerando di dieci volte l’aggiornamento del sistema di pagamento core. In Bending Spoons, una delle aziende tecnologiche italiane più internazionalizzate, la maggior parte delle modifiche al codice viene oggi sviluppata con il supporto di Claude Code.
La società guarda inoltre al mondo creativo. Durante la Milano Design Week ha collaborato con Alcova Milano per un workshop dedicato a designer e professionisti della progettazione, mostrando come l’intelligenza artificiale possa integrarsi nei processi di design industriale, dell’arredo e degli spazi.
“Siamo in Italia per accompagnare grandi aziende e supportare ricerca e cultura in una transizione sicura verso l’intelligenza artificiale. L’Italia è un Paese che ha sempre saputo accogliere trasformazioni profonde e siamo ottimisti riguardo a ciò che la frontier AI può offrire a questo Paese, a grandi gruppi industriali, imprenditori, università e istituzioni culturali”, ha dichiarato Chris Ciauri, Managing Director International di Anthropic.
Milano sempre più hub europeo delle tecnologie strategiche
La scelta di Anthropic non è un caso isolato. Negli ultimi mesi Milano è diventata una delle principali destinazioni europee per gli investimenti nelle tecnologie emergenti e nelle infrastrutture digitali.
Un segnale significativo arriva da Algorithmiq, società specializzata nello sviluppo di software quantistico, che ha deciso di trasferire il proprio quartier generale globale dalla Finlandia a Milano, pur mantenendo importanti attività operative nel Paese nordico. La decisione è stata presa dopo il lancio della Strategia Nazionale Quantistica italiana del 2025, che punta alla costruzione di una solida infrastruttura nazionale per le tecnologie quantistiche.
Contestualmente, Algorithmiq ha raccolto 18 milioni di euro in un round guidato da United Ventures e CDP Venture Capital, con la partecipazione di Inventure VC. L’operazione porta a 36 milioni di euro il totale dei capitali raccolti dalla società e rappresenta il più grande investimento di venture capital mai realizzato in Italia nel settore delle startup quantistiche.
Guidata dalla CEO e co-fondatrice Sabrina Maniscalco, insieme al CSO e co-fondatore Guillermo García-Pérez, al CTO e co-fondatore Matteo Rossi e al Lead Researcher e co-fondatore Boris Sokolov, Algorithmiq utilizzerà Milano come base per sviluppare relazioni commerciali con i principali produttori mondiali di hardware quantistico.
Nel corso del 2025 la società ha inoltre siglato accordi strategici con Microsoft, IBM e Rigetti, rafforzando il proprio posizionamento come partner software di riferimento per alcune delle più importanti aziende tecnologiche globali.
Il ruolo dei data center e la centralità della Lombardia
Dietro l’arrivo di aziende come Anthropic e Algorithmiq c’è anche una ragione infrastrutturale. L’intelligenza artificiale e il quantum computing richiedono enormi capacità di elaborazione dati e disponibilità energetica. In questo contesto la Lombardia rappresenta il principale polo italiano.
Secondo i dati regionali, nel 2024 erano operativi 67 data center in Lombardia, di cui 33 nella sola Milano, su un totale nazionale di 168 strutture nazionali.Si tratta della più elevata concentrazione italiana e di una delle più importanti in Europa.
Le prospettive di crescita sono altrettanto significative. Nei prossimi cinque anni il settore prevede investimenti per 22 miliardi di euro in Italia, dei quali circa 11 miliardi destinati alla Lombardia. Il fabbisogno energetico stimato raggiungerà i 3 gigawatt a livello nazionale, con circa 1,5 gigawatt concentrati nella regione.
Non è un caso che a Milano hanno aperto uffici negli ultimi anni altre grandi società tecnologiche, tra cui Cisco, Ericsson, Capgemini, IBM, Accenture, Avenade e DXC Technology, ma già prima avevano preso posto giganti del calibro di Microsoft, Google, Meta, Amazon, Samsung, SAP e Oracle.
Per governare questa espansione, il Consiglio regionale lombardo ha approvato una nuova legge dedicata all’insediamento dei data center. Il provvedimento punta a favorire il riutilizzo di aree industriali dismesse e siti di rigenerazione urbana, limitando il consumo di nuovo suolo e introducendo procedure autorizzative coordinate attraverso uno Sportello regionale dedicato.
Data center fondamentali per la crescita e la competitività, ma attenzioni alla questione ambientale e sociale
L’obiettivo è trasformare la crescita delle infrastrutture digitali in un fattore di sviluppo sostenibile e competitivo, capace di attrarre investimenti internazionali senza compromettere l’equilibrio ambientale del territorio.
In questo quadro, l’apertura della sede milanese di Anthropic assume un significato che va oltre la singola azienda. È il segnale di una trasformazione più profonda: Milano si sta consolidando come punto di incontro tra capitale finanziario, ricerca avanzata, infrastrutture digitali e innovazione industriale. Un ecosistema che oggi attrae alcune delle imprese più importanti al mondo dell’intelligenza artificiale e che potrebbe diventare uno dei principali motori della competitività tecnologica italiana ed europea nei prossimi anni.
Tutto questo però ha un costo, energetico in primis, ma anche ambientale e quindi sociale. Non sono poche le resistenze politiche all’arrivo dei data center sui territori e le comunità locali si iniziano ad organizzare per chiedere maggiore attenzione ai consumi energetici, idrici e di suolo di queste infrastrutture vitali, sì, ma anche dall’elevato impatto ambientale. Un nuovo capitolo questo che si è appena iniziato a scrivere e che probabilmente vedrà crescere critiche e opposizioni ai data center, come già sta accadendo in altri Paesi, tra cui certamente gli Stati Uniti.
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