AT&T, Verizon e T-Mobile US lanciano joint venture satellitare D2D per contrastare la minaccia Starlink

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Spaventate da Starlink, e tre principali società di telecomunicazioni degli Stati Uniti, AT&T, Verizon e T-Mobile, hanno emesso un comunicato congiunto, annunciando un accordo di principio per la creazione di una nuova joint venture al fine di promuovere lo sviluppo della tecnologia di comunicazione satellitare diretta al dispositivo (D2D). La mossa sembra disegnata per neutralizzare alla radice, in un certo senso inglobare, la minaccia di invasione di campo degli operatori satellitari, in particolare Starlink, nell’arena delle comunicazioni mobili.

Obiettivo colmare i gap di copertura in aree rurali

L’obiettivo dichiarato nel comunicato è colmare le lacune nella copertura della rete wireless, in particolare nelle aree rurali e remote, scarsamente servite e non coperte. La dichiarazione sottolinea che, nelle aree in cui i servizi cellulari tradizionali sono difficili da coprire, questa cooperazione dovrebbe “quasi eliminare” le zone d’ombra dell’attuale mancanza di servizi mobili negli Stati Uniti, coprendo aree precedentemente non servite. Allo stesso tempo, quando le reti terrestri esistenti vengono interrotte a causa di calamità naturali estreme o altre anomalie, le reti satellitari possono fornire connessioni ridondanti.

Data la quota di mercato dei tre colossi, la cooperazione tripartita potrebbe modificare il loro rapporto con SpaceX, Starlink, AST SpaceMobile, nonché la modalità di cooperazione tra Amazon e i fornitori globali di servizi di rete satellitare.

Accordi già siglati con operatori satellitari

Secondo il loro annuncio congiunto, la joint venture rimane oggetto di negoziati. Potrebbe anche essere soggetto all’approvazione normativa. Ma, qualora verrà raggiunto un accordo definitivo, i tre operatori collaboreranno per condividere IP e spettro terrestre per sviluppare specifiche industriali che, sostengono, offriranno un’esperienza più fluida per clienti e operatori satellitari.

Tutti e tre gli operatori hanno sviluppato strategie di servizio D2D e stretto partnership satellitari, con T-Mobile US che ha già lanciato il proprio servizio D2D, T-Satellite, in collaborazione con Starlink, mentre cerca di colmare le lacune di copertura nelle aree rurali più difficili da raggiungere.

“Avendo lanciato la prima rete nazionale satellitare diretta al dispositivo per testi e dati, abbiamo visto in prima persona quanto possa essere cruciale una connettività affidabile quando l’America ne ha più bisogno,” ha dichiarato Srini Gopalan, presidente e CEO di T-Mobile US. “Con l’espansione delle costellazioni satellitari, che presto saranno supportate da molteplici operatori spaziali, questa joint venture utilizzerà capacità ampliate e prestazioni migliorate per offrire il miglior servizio possibile ai clienti. Insieme, puntiamo a promuovere un futuro in cui l’America rimanga connessa in più luoghi, con meno zone morte e un maggiore accesso ai prodotti e alle esperienze su cui le persone fanno affidamento ogni giorno”, ha aggiunto.

John Stankey, presidente e CEO di AT&T, ha commentato: “Il nostro obiettivo è rendere semplice la connessione, ovunque tu sia – su un’autostrada rurale, in un parco nazionale, su una barca o durante un’emergenza. Unendoci ad altri operatori, portiamo la nostra esperienza combinata per accelerare l’accesso dei nostri clienti a una copertura affidabile e sempre disponibile ovunque. Questa collaborazione non solo rende più facile la connettività; rafforza la leadership americana nelle comunicazioni.”

Dan Schulman, CEO di Verizon, ha dichiarato che la partnership “offre ai clienti più opzioni, continua a rafforzare le infrastrutture americane e ad aumentare la concorrenza per i fornitori di satelliti”.

La mossa arriva mentre il mercato satellitare si sta riscaldando. Aziende come SpaceX (tramite Starlink) hanno messo migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa, mentre aziende come Amazon (tramite Project Kuiper) ed Eutelsat OneWeb cercano di tenere il passo con l’azienda di Elon Musk.

Gli operatori Usa sostengono che la joint venture proposta porterà benefici ai clienti in diversi modi, tra cui minori lacune di copertura, connettività affidabile in caso di emergenza, prestazioni di rete migliorate e un’esperienza più costante.

Secondo gli operatori, la joint venture avvantaggerà anche il settore, ampliando l’accesso per i fornitori satellitari, facilitando l’integrazione tecnica e creando una piattaforma di innovazione tecnologicamente neutrale che includa la “compatibilità dei dispositivi a livello industriale”.

Almeno un fornitore di satelliti ha accolto con favore la joint venture proposta: AST SpaceMobile ha già partnership con AT&T e Verizon per fornire servizi satellitari in zone remote degli Stati Uniti.

Rispondendo alla notizia, il CEO dell’azienda satellitare, Abel Avellan, ha detto di essere “felice di vedere come l’industria si sta preparando a abilitare la connettività a banda larga cellulare spaziale a ogni americano”, aggiungendo che la sua azienda intende essere un “facilitatore chiave” di questa trasformazione.

No comment invece da parte di Starlink.

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