Bruxelles verso regole meno severe sui merger per creare dei Campioni Europei del digitale. Ma basterà?

  ICT, Rassegna Stampa
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Una delle principali raccomandazioni di Mario Draghi nel suo report per il rilancio competitivo dell’Europa affidato a Ursula von der Leyen a inizio mandato riguarda la necessità di allentare le regole su fusioni e acquisizioni. L’obiettivo dichiarato è la nascita di Campioni Europei in grado di competere sul palcoscenico globale con i grandi player americani e cinesi, superando la frammentazione e il nanismo delle nostre aziende. Insomma, piccolo non è più considerato belle e la Commissione Ue si sta muovendo in questa direzione.

Merger, in arrivo regole più soft

E così le nuove regole sui merger allo studio in Europa hanno lo scopo di allentare i criteri con cui la Commissione Ue decide se dare disco verde o meno alle fusioni aziendali. Lo scrive il Financial Times, secondo cui la riforma delle norme antitrust allo studio a Bruxelles è una delle più significative dal 2000, epoca in cui le decisioni relative ai merger aziendali erano più focalizzate sulle esigenze dei consumatori che delle stesse aziende.

Uno dei pillar del rapporto Draghi è quello di migliorare la competitività industriale della Ue per tenere il passo di Usa e Cina. Per farlo l’ex premier italiano propone di rendere meno cogenti le regolazioni in materia antitrust.

Troppa frammentazione penalizza la Ue

Draghi sottolinea nel suo report che un ampio numero di aziende a livello nazionale non è in grado di competere contro i pochi, ma grandi conglomerati americani e cinesi. Ed è per questo motivo che Draghi spinge per la nascita in Europa di un nuovo quadro per la promozione di acquisizioni soprattutto un settori come le telecomunicazioni e l’energia.

Secondo la bozza di riforma antitrust citata dal Financial Times, Bruxelles vuole dare maggior peso all’innovazione, agli investimenti, alla resilienza e all’auto sostenibilità del mercato unico europeo nella valutazione delle transazioni di business e delle acquisizioni. Le nuove regole hanno lo scopo di rompere con il passato e di intraprendere una profonda e ambiziosa trasformazione per adattare il tessuto economico europeo alla feroce concorrenza globale.

Crescere peer diventare attori globali

Questo cambio di prospettiva verrà attuato ponendo maggiore enfasi sulla crescita (espansione) delle imprese nei mercati globali. Sebbene le nuove norme mirino a preservare i fondamenti della concorrenza a livello europeo, danno priorità alla possibilità per le imprese europee di crescere ed espandersi per diventare attori globali.

La Commissione europea ritiene che questa situazione possa avere un impatto positivo sull’economia europea. Tuttavia, non mancano voci scettiche su questo ottimismo. Non solo all’interno dell’UE, ma anche negli stessi Stati membri, si teme che questo allentamento possa avere un impatto negativo sull’innovazione e, in ultima analisi, sui consumatori, che potrebbero trovarsi a dover affrontare costi più elevati per gli stessi beni e servizi.

Anche il DNA spinge verso maggior flessibilità nei merger

Anche il Digital networks Act spinge nella direzione di una maggior flessibilità sul fronte delle fusioni, anche se la nascita di grandi player paneuropei nel mondo delle Tlc sembra comunque difficile. Troppo importante il controllo nazionale delle reti e delle frequenze per i singoli governi, che non sembrano ancora pronti a cedere sovranità su questo fronte.

Settore Spazio diverso da Tlc

Diverso il discorso nel settore dello Spazio, dove l’accordo fra Airbus, Thales e Leonardo (noto come il progetto BROMO) per sfidare Starlink con la creazione di un maxi gruppo satellitare europeo è stato siglato a ottobre dello scorso anno. Fissati 18 mesi di tempo per vedere se si riuscirà a chiudere con successo un’operazione davvero molto ambiziosa.

Vedremo se la stessa cosa potrà realizzarsi nel mondo dell’AI, con il venture capita europeo che soffre un gap enorme rispetto a quello made in Usa.

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