
Oggi la relazione annuale dell’Agcm, l’ultima del settennato del presidente Roberto Rustichelli, connotato da una crescente attenzione dell’autorità per l’ecosistema del digitale, con particolare attenzione al ruolo dell’algoritmo e delle Big Tech. “Nel corso del 2025 l’Autorità ha concluso 21 procedimenti istruttori in materia di concorrenza e sono state comminate sanzioni per un miliardo e quattrocento milioni di euro. Tre istruttorie di rilievo sono state dirette a salvaguardare il corretto funzionamento dei mercati digitali”: sanzione di oltre 936 milioni di euro alle principali compagnie petrolifere per coordinamento collusivo sul valore della “componente bio” del prezzo dei carburanti per autotrazione; sanzione di circa 100 milioni di euro ad Apple per l’App tracking transparency; misure cautelari per ripristinare l’accesso a Whatsapp da parte delle imprese che competono con Meta nei servizi di chatbot di intelligenza artificiale.
Rustichelli: “Tutelare la valenza strategica delle reti Tlc”
Accanto ai profili inerenti all’accesso alle reti esistenti, l’Autorità “ha prestato una particolare attenzione alla tematica degli investimenti in nuove infrastrutture, atteso che la concorrenza non si esaurisce in una dimensione statica, ma si sviluppa in una prospettiva dinamica di espansione della capacità produttiva e tecnologica”. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale dell’Antitrust sull’attività svolta nel 2025. “Tali tematiche – aggiunge l’Autorità – sono state oggetto di un particolare approfondimento nel settore delle telecomunicazioni, nell’ambito dell’istruttoria avviata per accertare eventuali restrizioni concorrenziali connesse all’accordo tra Fibercop e Tim. In tale sede, infatti, si pone la delicata questione di tutelare, nell’ambito della valutazione di accordi di esclusiva tra operatori con posizioni di mercato particolarmente significative, tanto la concorrenza statica quanto quella dinamica, preservando adeguati incentivi alla realizzazione di nuovi investimenti”. “Anche in un’economia sempre più dematerializzata – sottolinea l’Antitrust – le infrastrutture fisiche – quali reti energetiche, di trasporto e di telecomunicazioni – rivestono non soltanto una significativa funzione economica, ma assumono altresì una primaria valenza strategica, in termini di obiettivi di policy quali la sostenibilità ambientale e l’inclusione digitale”.
Tre istruttorie sul digitale: Apple, Meta-SIAE e Whatsapp
Tre istruttorie di rilievo sono state dirette a salvaguardare il corretto funzionamento dei mercati digitali, ha ricordato Rustichelli nel suo intervento.
In primo luogo, l’Autorità ha imposto una sanzione di circa 100 milioni di euro ad Apple per aver ostacolato l’acquisizione del consenso necessario alla profilazione degli utenti da parte degli sviluppatori di app, mediante l’imposizione di condizioni non oggettive, non trasparenti e non proporzionate all’esigenza di garantire il rispetto della normativa in materia di privacy.
In secondo luogo, l’Autorità ha reso obbligatori gli impegni di Meta nel procedimento sul rinnovo del contratto con SIAE, assicurando maggiore trasparenza negoziale e condivisione delle informazioni, al fine di garantire la disponibilità delle opere musicali italiane sulle piattaforme Instagram e Facebook.
In terzo luogo, l’Autorità ha adottato misure cautelari volte a ripristinare l’accesso a WhatsApp da parte delle imprese che competono con Meta nei servizi chatbot di intelligenza artificiale. Si è infatti ritenuto che la limitazione dell’accesso alla piattaforma potesse compromettere rapidamente la capacità competitiva di tali operatori, in particolare di quelli nuovi entranti. Le medesime condotte sono ora oggetto di un intervento della Commissione europea con riguardo agli altri Paesi dell’Unione.
Indagine su editoria scolastica
La rilevanza del corretto funzionamento delle piattaforme per l’accesso a beni e servizi non riguarda solo i grandi ecosistemi digitali, ma anche settori più tradizionali. Ad esempio, l’indagine sull’editoria scolastica ha evidenziato che, in un mercato altamente concentrato, la distribuzione dei libri di testo digitali tramite sistemi proprietari e licenze restrittive limita l’interoperabilità e la trasferibilità, aggravando i costi per le famiglie. Anche in un’economia sempre più dematerializzata, le infrastrutture fisiche – di trasporto, di telecomunicazioni ed energetiche – continuano a rivestire un ruolo strategico, sia per sostenere la competitività, sia per promuovere obiettivi di policy quali la sostenibilità ambientale e l’inclusione digitale.
Fibercop-Tim, disco verde al Master Service Agreement
Nel settore delle telecomunicazioni, l’Autorità ha chiuso con impegni l’istruttoria sull’accordo siglato tra FiberCop e TIM a valle dello scorporo della rete, per favorire il dispiegarsi della concorrenza nei mercati al dettaglio e all’ingrosso e per preservare i necessari incentivi agli investimenti futuri nelle reti in fibra.
Il settore digitale
La diffusione degli ecosistemi digitali ha creato nuovi mercati, in cui gli utenti pagano con i propri dati, e ha dato vita a nuove catene del valore, in cui le piattaforme diventano intermediari imprescindibili e controllano i flussi informativi e commerciali che alimentano il funzionamento anche dei settori più tradizionali dell’economia. In questo contesto, gli interventi dell’Autorità hanno riguardato i rapporti delle
principali Big Tech sia con i consumatori finali, sia con le imprese che devono accedere agli ecosistemi digitali.
Innanzitutto, si è intervenuti sul tema dei dati personali ceduti dagli utenti alle piattaforme digitali, per garantire maggiore trasparenza nel loro utilizzo e prevenire nuove forme di vulnerabilità dei consumatori. Più di recente, il tema dell’accesso ai dati è stato affrontato anche nei rapporti tra le piattaforme e le imprese che se ne servono per raggiungere gli utenti finali.
Anticipando i futuri sviluppi del diritto dell’Unione, particolare attenzione è stata poi dedicata al rapporto più generale che si instaura tra consumatori ed ecosistemi digitali, spesso caratterizzato da forti asimmetrie informative e da pregiudizi comportamentali, sfruttati per orientare impropriamente le scelte dei consumatori attraverso il design delle interfacce e degli algoritmi.
L’Autorità è intervenuta, ad esempio, nei confronti dei social che, attraverso sistemi di raccomandazione basati sulla profilazione algoritmica, espongono gli utenti, soprattutto quelli più giovani, a contenuti pericolosi.
L’esigenza di stimolare l’innovazione e lo sviluppo di nuovi servizi ha indotto l’Autorità, nel contesto di un procedimento istruttorio volto ad accertare l’abusività del rifiuto opposto da una piattaforma ad un nuovo entrante, a delineare nuovi principi in tema di accesso agli ecosistemi digitali, poi confermati anche dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Un’istruttoria particolarmente rilevante – anche per il rilievo internazionale e l’importo della sanzione comminata – ha riguardato le indebite condotte leganti e discriminatorie poste in essere da Amazon in danno dei concorrenti.
Nel settore del commercio elettronico, che assorbe una quota crescente della spesa delle famiglie, si è intervenuti per assicurare che i consumatori ricevano informazioni trasparenti e veritiere in merito ai prezzi, ai criteri utilizzati per ordinare i risultati delle ricerche, alle condizioni di vendita e alle caratteristiche dei servizi acquistati, salvaguardando altresì il pieno esercizio del diritto di recesso e delle altre garanzie contrattuali.
Il grande sviluppo dei contenuti generati dagli utenti sulle piattaforme digitali ha determinato anche la diffusione di nuove strategie di marketing che, ad esempio, fanno leva sulle recensioni dei consumatori e sfruttano la visibilità degli influencer.
Il settore del marketing di influenza, caratterizzato dalla sovrapposizione di elementi commerciali e contenuti di carattere sociale e culturale generati dagli utenti, può presentare un più alto rischio di pubblicità occulta e ingannevole rispetto alle altre forme di pubblicità online.
L’azione dell’Autorità ha evidenziato, inoltre, che il comportamento dei consumatori può essere pregiudicato da una comunicazione fondata su un’ambigua commistione tra sponsorizzazione e iniziative di beneficenza.
Merita, infine, di essere menzionato il recentissimo avvio di due istruttorie per possibili pratiche commerciali scorrette relative all’uso precoce di cosmetici da parte di bambini e adolescenti, attuate anche tramite il coinvolgimento di giovani influencer.
L’enforcement antitrust e consumeristico si adatta costantemente all’evoluzione dei mercati e già si confronta con le sfide poste dall’intelligenza artificiale.
Anche in questi nuovi scenari, l’Autorità sarà chiamata a svolgere un ruolo di apripista, contribuendo a definire i principi necessari ad assicurare che l’innovazione si sviluppi in un contesto di mercati aperti, trasparenti e contendibili.
Indagine conoscitiva sul Quantum Computing
A tal proposito, si segnala il recente avvio dell’indagine conoscitiva sul settore del Quantum Computing, al fine di approfondire una serie di possibili criticità concorrenziali in una fase di grande espansione di tali nuove tecnologie.
Al contempo, assumono rilievo i provvedimenti relativi al fenomeno delle “allucinazioni” dei chatbot di intelligenza artificiale, volti a chiarire agli utenti che gli stessi possono generare risposte contenenti informazioni inesatte e fuorvianti.
Gli ingenti investimenti, sostenuti da un numero limitato di operatori, si concentrano in ecosistemi tecnologici che integrano infrastrutture fisiche – come data center e GPU – e risorse immateriali, quali dati e applicazioni.
In questo contesto, emergono nuove scarsità nei mercati dei talenti, degli input tecnologici e nell’accesso ai dati, mentre nuove forme di intermediazione rischiano di creare ulteriori colli di bottiglia.
Le telecomunicazioni
Un’economia sempre più digitalizzata richiede reti di telecomunicazione capillari e ad alte prestazioni. Si tratta di un obiettivo di rilevanza strategica, sostenuto sia dalla concorrenza tra operatori, che ha incentivato gli investimenti privati nelle reti in fibra, sia dall’intervento pubblico nelle aree interessate da fallimenti di mercato, anche nell’ambito del PNRR.
L’Autorità ha vigilato sul processo di consolidamento del settore e ne ha indirizzato l’evoluzione attraverso diverse istruttorie, esaminando progetti di co-investimento nelle reti in fibra e accertando un abuso di posizione dominante legato allo sviluppo della fibra ottica.
L’obiettivo di promuovere gli investimenti e il rapporto tra progresso tecnologico e dinamiche concorrenziali rappresentano il filo conduttore che accomuna l’azione dell’Autorità in questo settore. L’esperienza italiana dimostra che investimenti e concorrenza non sono obiettivi in conflitto, ma elementi interconnessi che operano come pilastri indispensabili per un comparto così strategico per l’intera economia.
I consumatori italiani hanno beneficiato, in questi anni, di servizi migliori e di prezzi contenuti per i servizi di connettività. Anche in mercati concorrenziali come quelli delle telecomunicazioni, tuttavia, è stato necessario intervenire nei confronti di omissioni informative e di modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali non adeguatamente comunicate. Di particolare rilievo poi è stata l’azione di contrasto alle attivazioni di servizi non richiesti, realizzati anche mediante meccanismi di opt-out, che sfruttano l’inerzia del consumatore, facendo ricadere su quest’ultimo l’onere di opporsi.
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