Il bug permette di avviare l’esecuzione di codice in remoto. Pubblicata la patch, ma per il momento i server che l’hanno installata sono… quattro!
Si chiama ProFTPd ed è uno di quei componenti che probabilmente non abbiamo mai sentito nominare. Si tratta di un server FTP cross-platform che supporta sia i sistemi basati su Unix, sia Windows. Il software, però, contiene una falla di sicurezza (CVE-2019-12815) che apre la strada ad attacchi in remoto.
Come spiega Tobias Mädel, il ricercatore che ha individuato la vulnerabilità, il problema riguarda il modulo mod_copy, che nelle installazioni di ProFTPd è attivato come impostazione predefinita.
Il bug, che rappresenta una variante di una vulnerabilità del 2015, consentirebbe di usare i comandi SITE CPFR e SITE CPTO per eseguire operazioni di lettura e scrittura sui server vulnerabili aggirando i sistemi di autenticazione. In pratica, spiega Mädel, è possibile copiare qualsiasi file in remoto sui server.
Eseguendo una ricerca su Shodan (il servizio online che permette di individuare qualsiasi dispositivo o processo su Internet) risultano più di un milione di server con ProFTPd attivo.
La maggior parte di questi sarebbe vulnerabile a un eventuale attacco. La vulnerabilità, infatti, non interessa la versione 1.3.6 del componente, pubblicata il 17 luglio scorso. Peccato che, sempre su Shodan, i server con la versione aggiornata siano soltanto quattro.
Non è detto però che tutti i server non aggiornati siano vulnerabili. Come spiegano i ricercatori, per eliminare il rischio di un attacco è sufficiente disabilitare il modulo mod_copy. Accettiamo scommesse su quanti amministratori lo abbiano fatto.
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