Il valore crescente delle certificazioni in cybersecurity nel 2026

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Le certificazioni in cybersecurity rappresentano oggi uno strumento chiave per colmare i gap di competenze, validare le capacità professionali e rafforzare la resilienza dei team nell’era dell’intelligenza artificiale e della crescente complessità normativa. In questo articolo analizziamo come le certificazioni stiano ridefinendo la workforce della cybersecurity, il ruolo dell’AI nella trasformazione delle competenze e l’impatto della compliance sui modelli organizzativi.

La cybersecurity è entrata in una nuova fase. La sfida non è più soltanto assumere più persone, ma dimostrare che i team possiedono le competenze giuste, sono in grado di adattarsi ai cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale e possono comprovare il proprio livello di preparazione in un contesto sempre più regolamentato. Nel 2026, le certificazioni diventano molto più di semplici credenziali professionali: sono uno strumento per validare le capacità, standardizzare i ruoli e creare fiducia tra team di sicurezza, executive, clienti, auditor e autorità regolatorie.

Il 2026 Cybersecurity Workforce Research Report di SANS | GIAC evidenzia chiaramente questo cambiamento: il 60% delle organizzazioni afferma che i gap di competenze rappresentano oggi una sfida più rilevante della carenza di personale, mentre l’81% segnala lacune nelle competenze cybersecurity richieste. Allo stesso tempo, il 74% dichiara che l’AI ha già avuto un impatto sulle dimensioni dei team di cybersecurity o sulla struttura dei ruoli, e solo il 21% dispone di policy complete di sicurezza e governance dell’AI.

Dalla carenza di personale ai gap di competenze

Per anni, il dibattito sulla workforce cybersecurity si è concentrato soprattutto sulla mancanza di talenti. Oggi la conversazione si sta evolvendo. Le organizzazioni hanno ancora bisogno di persone, ma la domanda più urgente è se le persone già presenti siano davvero preparate per le attività che oggi vengono loro richieste. AI, adozione del cloud, esposizione della supply chain, ransomware e requisiti normativi sempre più complessi stanno generando una domanda crescente di competenze più profonde, più specialistiche e più misurabili.

È per questo che le certificazioni continuano ad avere un ruolo centrale. Offrono un metodo strutturato per valutare se un professionista sia in grado di operare rispetto a un corpus di conoscenze definito e, sempre più, se sappia applicare tali conoscenze in scenari pratici. Per i responsabili della sicurezza, questo consente di trasformare gli investimenti in formazione in una strategia visibile e difendibile di sviluppo delle capacità.

L’AI sta ridefinendo i ruoli nella cybersecurity

L’AI sta cambiando entrambi i lati dell’equazione cybersecurity. I difensori la utilizzano per accelerare rilevamento, automazione, analisi e risposta, mentre gli attaccanti sfruttano le stesse tecnologie per scalare social engineering, scoperta di vulnerabilità e automazione malevola. Di conseguenza, i team cybersecurity devono capire non solo come proteggere i sistemi di AI, ma anche come utilizzare l’AI in modo sicuro ed efficace nei propri flussi di lavoro.

Questo crea nuove aspettative in termini di pianificazione della workforce. Alcune attività entry-level potranno essere sempre più automatizzate, ma questo non elimina la necessità di sviluppare talenti. Cambia piuttosto le competenze che i professionisti junior e mid-level devono costruire: pensiero critico, uso sicuro degli strumenti di AI, validazione degli output automatizzati, consapevolezza della governance e capacità di operare in ambienti tecnici sempre più complessi.

SANS ha risposto con risorse pratiche pensate per aiutare le organizzazioni a costruire team di sicurezza capaci di operare nell’era dell’AI, tra cui il SANS AI Security Maturity Model, il Secure AI Blueprint, risorse formative dedicate all’AI, l’AI Cybersecurity Careers Guide e gli insight del SANS AI Survey. Nel loro insieme, queste risorse aiutano le organizzazioni a valutare la propria maturità, individuare i gap di competenze e definire passi concreti per governare, proteggere e rendere operativa l’AI in modo sicuro.

La compliance sta ridefinendo il concetto di “qualificato”

Anche la regolamentazione sta cambiando l’equazione della workforce. NIS2, DORA, AI Act europeo, ISO 27001, ISO 42001, IEC 62443 e altri framework richiedono sempre più spesso alle organizzazioni di dimostrare che i rischi cyber siano gestiti da persone con competenze, responsabilità e supervisione adeguate.

Secondo la ricerca 2026 SANS | GIAC sulla workforce, il 68% delle organizzazioni segnala un impatto da moderato a estremo delle direttive regolatorie sulle decisioni di hiring, e il 53% afferma che sono necessari nuovi ruoli specialistici per soddisfare i requisiti normativi. Le certificazioni aiutano le organizzazioni a fornire evidenze del fatto che le persone responsabili del rischio cyber, dell’incident response, della sicurezza cloud, degli ambienti industriali, della sicurezza AI o della governance siano state formate e valutate rispetto a standard riconosciuti.

Man mano che i ruoli cybersecurity diventano più specialistici, le organizzazioni hanno bisogno di un linguaggio comune per definire le capacità. Framework di workforce come NICE, l’European Cybersecurity Skills Framework (ECSF) e il framework dello UK Cyber Security Council offrono una struttura per mappare ruoli, competenze e percorsi di carriera. Le certificazioni completano questi framework fornendo alle organizzazioni un modo coerente per validare le competenze tra team, regioni e business unit.

Se utilizzato correttamente, questo approccio aiuta le organizzazioni a:

  • Individuare i gap di competenze prima che diventino rischi operativi
  • Allineare i piani di formazione a ruoli specifici e priorità di business
  • Supportare decisioni di assunzione, promozione e sviluppo di carriera
  • Dimostrare il livello di preparazione a executive, clienti, auditor e regolatori
  • Costruire pipeline di talento sostenibili, invece di dipendere solo dall’assunzione esterna

Le certificazioni in cybersecurity come strumento di validazione delle competenze

La certificazione resta uno dei metodi più utilizzati per validare le competenze cybersecurity. La ricerca 2026 SANS | GIAC sulla workforce ha rilevato che il 64% delle organizzazioni utilizza le certificazioni per validare le competenze cybersecurity e che il 58% le considera molto importanti nei processi di selezione.

Il valore non risiede soltanto nella credenziale in sé, ma in ciò che essa rappresenta: conoscenze specifiche per ruolo, applicazione pratica e un benchmark coerente, comprensibile tra team e mercati diversi. In un contesto in cui le decisioni di hiring sono spesso prese a livello di senior leadership, le certificazioni aiutano anche a tradurre le capacità tecniche in un linguaggio comprensibile a executive e stakeholder non tecnici.

Come devono evolvere le certificazioni nel 2026

Per restare rilevanti, le certificazioni devono continuare a evolvere insieme alla workforce. Le certificazioni di maggiore valore saranno:

  • Pratiche e basate sulle competenze, con laboratori, simulazioni e scenari reali, non solo valutazioni teoriche
  • Specifiche per ruolo, allineate alle responsabilità di analyst, engineer, incident responder, specialisti cloud, difensori OT, practitioner di sicurezza AI e cyber leader
  • Aggiornate in modo continuo, per riflettere nuove minacce, tecnologie, strumenti e aspettative normative
  • Accessibili ai talenti emergenti, a supporto dello skills-based hiring e di percorsi di crescita strutturati
  • Allineate alle esigenze dell’organizzazione, aiutando i leader a collegare i percorsi di certificazione alla pianificazione della workforce e alla riduzione del rischio

Cosa significa per i CISO

Per i CISO, la sfida è sempre più una questione di orchestrazione. Devono comprendere dove si trovano le competenze, dove i gap generano rischio, quali ruoli mancano e come dimostrare i progressi alla leadership. Fogli di calcolo, piattaforme GRC, dashboard, matrici di competenze e framework di workforce hanno tutti un ruolo da svolgere, ma sono realmente utili solo quando sono collegati a competenze validate e a percorsi di sviluppo chiari.

Nel 2026, una strategia matura per la workforce cybersecurity dovrebbe combinare pianificazione della workforce, governance dell’AI, mappatura dei ruoli, formazione pratica e certificazioni. Questo aiuta i responsabili della sicurezza a passare da decisioni formative isolate a un modello misurabile di capacità, in grado di sostenere resilienza e accountability.

Key finding del 2026 Workforce Study

Il 2026 Cybersecurity Workforce Research Report di SANS | GIAC evidenzia diversi key finding che dovrebbero guidare il modo in cui i CISO valutano le capacità nel 2026: i gap di competenze pesano ormai più della carenza di personale, l’AI sta già modificando dimensioni e struttura dei team, la compliance sta influenzando assunzioni e nuovi ruoli specialistici, la formazione resta critica ma è limitata da tempo e budget, e le certificazioni continuano a essere il principale strumento utilizzato dalle organizzazioni per validare le competenze cybersecurity. Nel loro insieme, questi risultati mostrano che la strategia di workforce non può più essere separata dalla gestione del rischio, dalla governance dell’AI e dalla readiness regolatoria.

Finding Why it matters
60% say skills gaps are a bigger challenge than lack of staff Workforce planning must focus on capability, not only headcount.
81% report gaps in required cybersecurity skills Training plans need to be more targeted and role-based.
74% say AI has impacted team size or role structure AI skills are becoming part of mainstream cybersecurity readiness.
21% have comprehensive AI security and governance policies Most organizations still need to mature AI governance and security practices.
68% report hiring impact from regulatory directives Compliance is increasingly shaping the definition of qualified talent.
64% use certification to validate cybersecurity skills Certifications remain a central mechanism for proving capability.

Continuare la conversazione in Italia

Per i lettori di ICT Security Magazine, questa conversazione proseguirà al Forum ICT Security 2026, in programma il 18 e 19 novembre 2026 a Roma. SANS sarà presente all’evento, dove CISO, executive, policy maker e professionisti della cybersecurity discuteranno di workforce readiness, sicurezza dell’AI, compliance e delle competenze necessarie per costruire organizzazioni di sicurezza resilienti.

Conclusione

Le certificazioni cybersecurity stanno acquisendo sempre più valore perché la cybersecurity stessa sta diventando più misurabile, regolamentata e guidata dalle competenze. L’AI sta ridefinendo i ruoli, le normative stanno alzando le aspettative e le organizzazioni hanno bisogno di evidenze che dimostrino che i loro team siano pronti ad agire. In questo contesto, le certificazioni aiutano a tradurre la formazione in capacità validate e offrono una base concreta per costruire team cybersecurity resilienti e pronti per il futuro.

Risorse SANS utili

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