La vulnerabilità interessa i dispositivi con architettura ARM e consentirebbe di accedere a informazioni conservate nel kernel del sistema.
Una vulnerabilità decisamente pericolosa, al punto che i ricercatori di Talos, che ne hanno rilevato l’esistenza, hanno aspettato quasi 5 mesi dalla sua correzione per renderne pubblici i dettagli.
La falla di sicurezza, spiegano gli esperti in un dettagliato report, riguarda il kernel dei sistemi Linux per dispositivi basati su architettura ARM a 32 bit e potrebbe consentire a un pirata informatico di accedere ai dati contenuti nella memoria del kernel stesso.
Stando a quanto viene riportato nel documento, il bug (CVE-2020-28588) è stato individuato in un’installazione di Azure Sphere ma interessa potenzialmente un numero ben più ampio di implementazioni di Linux.

La vulnerabilità, in pratica, consentirebbe un attacco in grado di aggirare il sistema Kernel Address Space Layout Randomization (KASLR), pensato per prevenire attacchi attraverso un posizionamento casuale di vari oggetti per impedire l’individuazione di pattern prevedibili nelle informazioni memorizzate.
In questo modo, un pirata informatico in grado di sfruttare il bug potrebbe ottenere l’accesso a varie informazioni riguardanti tutti i processi attivi. A peggiorare la situazione c’è il fatto che l’attacco stesso, per le sue caratteristiche, sarebbe impossibile da rilevare a livello di rete.
Nel report, i ricercatori di Talos incoraggiano tutti gli utenti a installare gli aggiornamenti con la massima urgenza. Le versioni del kernel affette sono la 5.10-rc4, 5.4.66 e la 5.9.8. La patch, invece, è stata rilasciata lo scorso 3 dicembre e tutte le versioni successive a quella data sono quindi “immuni” a eventuali attacchi.
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