
Fascicolo sanitario elettronico, Cartabellotta (Gimbe): “Un passaggio ancora incompleto e disomogeneo tra le Regioni”
Siamo lontani dall’obiettivo di un Fascicolo sanitario elettronico veramente funzionante, da tutti accessibile e soprattutto interoperabile a livello regionale. Qualcosa in questi mesi non è andato per il verso giusto, forse una mancanza di comunicazione in grado di coinvolgere i cittadini, forse uno scarso impegno da parte delle istituzioni locali, sta di fatto che il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) 2.0, il pilastro della trasformazione digitale del Sistema sanitario nazionale (Ssn), rimane incompleto.
A confermarlo sono i nuovi dati del Gimbe, illustrati dal Presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta: “Oggi, 31 marzo 2026, scade il termine per l’adeguamento delle strutture sanitarie pubbliche e private al modello standard di trasmissione dei dati per alimentare il Fasciolo sanitario elettronico. Un passaggio cruciale, ma ancora incompleto e molto disomogeneo tra le Regioni”.
Serve una reale interoperabilità a livello regionale, solo così il cittadino percepisce i benefici del Fse
“Senza una interoperabilità reale, il Fse resta un’infrastruttura incapace di generare benefici concreti per l’assistenza sanitaria“, ha sottolineato Cartabellotta.
L’interoperabilità regionale nel contesto del Fse è un elemento fondamentale per la sanità nazionale del futuro, perchè si riferisce alla capacità dei sistemi informativi sanitari delle diverse Regioni e Province Autonome di comunicare e scambiare dati in modo standardizzato e sicuro.
Si tratta di un meccanismo tecnico-normativo che garantisce la compatibilità tra le piattaforme FSE regionali, permettendo la ricerca, il recupero, la registrazione e la cancellazione di documenti sanitari tra domini diversi, tramite l’Infrastruttura Nazionale per l’Interoperabilità (INI).
I cittadini non conoscono il Fascicolo sanitario elettronico? Solo il 44% ha dato il proprio consenso alla consultazione da parte dei medici
Ovviamente, è necessario che i cittadini diano il proprio consenso esplicito al trattamento dei dati personali e quindi alla consultazione da parte dei professionisti sanitari anche di altre regioni. Se si è residenti a Roma e ci si trova in vacanza in Alto Adige, in caso di necessità (ricovero ad esempio) i medici delle strutture ospedaliere locali possono accedere così ai dati del paziente e conoscere la situazione clinica in tempo reale.
E qui siamo di fronte ad un secondo grande problema, che si collega direttamente al primo, quello dell’interoperabilità: “Al 30 settembre 2025 – ha spiegato Cartabellotta – solo il 44% dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione del Fse da parte di medici e operatori del Ssn, con forti disomogeneità regionali: dal 2% in Abruzzo e Campania al 92% in Emilia-Romagna. Tra le Regioni del Mezzogiorno, solo la Puglia supera la media nazionale (44%), raggiungendo il 75%. Se nemmeno la metà dei cittadini consente l’accesso al proprio Fse – ha aggiunto il Presidente della Fondazione Gimbe – non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a un fallimento culturale e organizzativo”.
Emergono come fattori critici il solito problema dell’analfabetismo digitale, ma anche la scarsa fiducia sulla sicurezza dei dati e una limitata percezione dell’utilità del Fse.
Cosa cambia da oggi? Nei Fascicoli dovranno esserci tutti i documenti. Dati caricati entro 5 giorni dopo ogni visita/esame
Da oggi inizia l’ultima fase (la III) del cronoprogramma stilato dal ministero della Salute per la piena implementazione del Fse.
In teoria, la scadenza impone alle Regioni di dotare i Fascicoli di tutti i contenuti/documenti sanitari previsti dalla legge: referti, verbali pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, prescrizioni specialistiche e farmaceutiche, cartelle cliniche, erogazione di farmaci, vaccinazioni, erogazione di prestazioni di assistenza specialistica, taccuino personale dell’assistito, dati delle tessere per i portatori di impianto, lettere di invito per screening, esenzioni.
Per le strutture pubbliche e private scatta l’obbligo di rispettare “stringenti criteri tecnologici” (per esempio in merito alla tutela della privacy), ma anche di “aggiornamento tempestivo dei dati dopo l’esecuzione di esami, visite o erogazioni di farmaci” (entro 5 giorni).
Anche qui, la Fondazione Gimbe restituisce una fotografia poco confortevole: “Al 30 settembre 2025, nessuna Regione rende disponibili tutte le 20 tipologie di documenti previste dal Dm 7 settembre 2023. Il livello di completezza varia dai 17 documenti dell’Emilia-Romagna agli 11 della Puglia”.
Perché è importante il Fascicolo sanitario elettronico
È il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l’assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente.
Tutte le informazioni e i documenti contenuti nel Fse dovranno essere interoperabili per consentire la sua consultazione e il suo popolamento in tutto il territorio nazionale e non solo nella Regione di assistenza dell’assistito. Questa condizione permette all’assistito una maggiore libertà nella scelta della cura e nella condivisione delle informazioni, che sono tutte disponibili tramite l’accesso al Fascicolo da parte dei professionisti sanitari, se l’assistito ha dato il consenso alla consultazione nell’area dedicata disponibile nel suo Fascicolo.
L’accesso al Fascicolo da parte dei professionisti sanitari, in special modo in situazioni di emergenza, consente di conoscere tutto ciò che è necessario per intervenire con prontezza e garanzia del risultato.
Per gli usi di tutti i giorni, quando il medico di famiglia rilascia un’impegnativa (o ricetta specialistica), questa viene registrata digitalmente nel Fascicolo, rendendola disponibile in tempo reale per prenotazioni, erogazioni e consultazioni.
Il dottore usa il suo sistema gestionale collegato al Fse per generare l’impegnativa elettronica, che si popola automaticamente nel fascicolo con barcode univoco e dettagli (es. prestazione richiesta, esenzioni). Si visualizza via app o portale regionale/nazionale con SPID ed è possibile usarla per prenotare esami/visite in strutture pubbliche, mentre i professionisti sanitari possono accedono ai dati per conferme o integrazioni grazie all’interoperabilità.
Come si accedere al Fascicolo
Ogni utente iscritto al Servizio sanitario nazionale, o al Servizio sanitario assistenza naviganti, può accedere al proprio Fascicolo sanitario elettronico selezionando sulla mappa interattiva proposta dal sito ufficiale la Regione o Provincia Autonoma di assistenza.
Per accedere al Fascicolo, sarà necessario effettuare l’autenticazione tramite identità digitale, utilizzando uno dei seguenti strumenti: SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Tessera Sanitaria/Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
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