L’Italia può contare su scorte alte di gas, con un livello di riempimento superiore rispetto alla media europea. Poter fare affidamento su questi stock aiuterà a proteggersi da eventuali rallentamenti nelle forniture nei mesi più freddi o da picchi nei prezzi. La situazione degli stoccaggi, però, da sola non basta a scongiurare il rischio di nuovi rincari, rischio a cui i mercati europei risultano particolarmente esposti a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.
Proprio il costo della materia prima gas rimane sotto i riflettori: il conflitto in Medio Oriente continua a creare tensioni sui mercati energetici e genera incertezza sull’andamento futuro dei prezzi e delle forniture provenienti dall’area del Golfo Persico. Confrontare sin da ora le offerte gas e monitorare le proposte più convenienti del mercato libero è una buona soluzione per prepararsi all’inverno. Con il supporto di SOStariffe.it si possono analizzare le opzioni tariffarie di più fornitori partner del comparatore e valutare il risparmio.
L’Italia è vicina all’obiettivo di stoccaggio
A seguito della crisi energetica del 2022, l’UE ha adottato una politica comune di stoccaggio del gas, invitando gli Stati membri a creare scorte che potessero mettere al riparo famiglie e imprese da improvvisi shock energetici o da interruzioni nelle forniture internazionali.
L’Italia aveva già attivato un proprio sistema di stoccaggio che ora si sta rivelando più efficiente rispetto a quello di altri Paesi. Per l’anno in corso l’obiettivo europeo è quello di avere stock pieni al 90% entro il 31 ottobre.
Il nostro Paese è già molto vicino all’obiettivo, con uno stock di circa l’85%. Meglio di noi hanno fatto soltanto la Polonia e il Portogallo, mentre la media europea è del 69%. Colpisce, in particolare, il caso della Germania, che ha stoccato solo il 54% del gas di cui avrebbe bisogno.
Questa forte differenza tra l’Italia e gli altri Paesi è dovuta anche al fatto che l’Italia prevede un meccanismo di compensazione che altri Stati non hanno. Il sistema italiano prevede un premio di giacenza che tutela le aziende che acquistano il gas in anticipo nel caso in cui il prezzo di rivendita fosse inferiore rispetto a quello d’acquisto.
Il fatto che molte aziende estere siano restie ad acquistare ora il gas e a stoccarlo in vista dell’inverno è dovuto proprio al rischio che il prezzo del gas nei prossimi mesi scenda, giudicato concreto in base all’andamento dei futures.
Il prezzo del gas rimane alto, ma l’incertezza resta protagonista
Il meccanismo di stoccaggio prevede l’acquisto anticipato del gas durante i mesi estivi, quando il prezzo è tendenzialmente inferiore rispetto all’inverno a causa della domanda più bassa.
Questo andamento stagionale dei prezzi negli ultimi anni ha risentito delle distorsioni di mercato causate dalle guerre. Prima la guerra in Ucraina e lo stop alle importazioni del gas russo e poi la guerra in Iran con il forte calo dei traffici marittimi attraverso lo stretto di Hormuz e delle forniture di gas dal Qatar hanno causato una situazione di forte incertezza, con il prezzo del gas che attualmente è ai massimi da fine 2022.
Il TTF, l’indice internazionale usato come benchmark per determinare il prezzo all’ingrosso del gas, nelle ultime settimane si è mantenuto tra i 77 e gli 80 €/MWh, un valore che è circa il 20% più alto rispetto al mese di agosto e circa il 130% più alto di un anno fa.
Consumi in crescita e timori per l’inverno: come proteggersi dai rincari?
Nel periodo estivo le condizioni climatiche non hanno aiutato famiglie e imprese: il grande caldo ha spinto a usare più spesso i condizionatori e, non riuscendo a soddisfare la domanda di energia con rinnovabili e idroelettrico, si è dovuto far ricorso alla produzione termoelettrica (aumentata del 36% a livello mensile).
Come risultato, nel mese di agosto il consumo di gas in Italia è cresciuto del 15% rispetto a luglio, arrivando a quota 3,7 miliardi di metri cubi. Tenendo conto che d’inverno il consumo è circa il triplo rispetto a quello estivo, è importante non farsi trovare impreparati al momento dell’arrivo delle basse temperature.
Se l’Italia può contare su una buona scorta di gas in vista dell’inverno, le famiglie devono verificare di avere una tariffa competitiva. Bolletta alla mano, è importante verificare le condizioni applicate dal proprio fornitore attuale e confrontarle con quelle disponibili sul mercato libero.
Chi ha un contratto a prezzo indicizzato può confrontare lo spread applicato al PSV e verificare se ci sono margini per ridurlo oppure stimare il risparmio ottenibile passando a un’offerta a prezzo fisso. Chi invece ha già un’offerta a prezzo bloccato può confrontare la tariffa attuale e verificare se il costo della materia prima è inferiore o superiore rispetto a quella di altri fornitori. Nel fare il confronto è utile anche tener conto della data di scadenza dell’offerta in corso e delle previsioni sull’andamento futuro dei prezzi del gas.
A livello indicativo, si può considerare che le migliori offerte gas dei fornitori partner di SOStariffe.it al 22 settembre hanno prezzi molto simili, dal momento che partono da 0,648 €/Smc per le forniture a prezzo variabile e da 0,64 €/Smc per quelle a prezzo fisso.
In un mercato in cui le condizioni delle forniture possono cambiare rapidamente, monitorare periodicamente le offerte consente di individuare eventuali opportunità di risparmio senza aspettare l’avvio della stagione fredda. Grazie al confronto delle tariffe più recenti si possono valutare le alternative disponibili e ridurre la spesa per le bollette del gas.
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