Acronis, storico marchio del backup conosciuto tra utenti domestici e professionisti, si sposta sul mercato aziendale puntando sul cloud per mettere in sicurezza i dati.
Dal punto di vista della sicurezza, il cloud può essere un’arma a doppio taglio: difficile da maneggiare, e per questo rischioso, ma chi lo padroneggia ne trae grandissimi vantaggi. Questo assunto di base vale per tutte le operazioni di digitalizzazione del business e anche dal punto di vista della sicurezza, dove molte funzioni possono sfruttare la flessibilità della nuvola per moltiplicare la propria efficacia. Inoltre, i clienti lo apprezzano anche per il risparmio che spesso offre.

Non è un caso che Acronis, un tempo famosa solo nel segmento consumer, sia passata a offrire alle aziende un servizio di backup in cloud che in soli due anni è arrivato a costituire il 20% delle loro vendite in Italia.
Il ‘Pay per capacity’, del resto, permette di ottimizzare al massimo la spesa per il backup, eliminando la necessità di comprare infrastruttura per la seconda copia di sicurezza. E quello che forse sorprende di più è che il mercato di riferimento non è quello delle aziende piccole o medie, ma piuttosto dei colossi come automotive e automazione.
La nuova offerta, comunque, non spodesta quella vecchia. I clienti vogliono avere sia i dati di backup in cloud, sia all’interno della propria azienda, in modo da recuperarli con grande rapidità in caso di bisogno.
In futuro si prevedono sbocchi interessanti per l’azienda russa in settori quali la certificazione dei documenti tramite la piattaforma Acronis Notary, basata su blockchain, e l’estensione della tecnologia di Machine Learnig ad altri ambiti oltre a quello che attualmente viene usato nel processo anti ransomware incluso in molti dei prodotti Acronis.
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