La ricerca di NordPass è impietosa: nel 2020 la maggior parte degli utenti utilizza password banali che i pirati impiegano una manciata di secondi a violare.
Può sembrare assurdo, ma all’alba del 2020 c’è ancora chi usa password come “123456” e… ”password”. A rilevarlo è una ricerca di NordPass, che ha passato al setaccio 275.699.516 parole di accesso in vendita sul Dark Web analizzando quali siano quelle più utilizzate a livello globale.
Un metodo abbastanza affidabile per valutare come gli utenti scelgono le loro password, visto che i database in questione provengono normalmente da data breach subiti da vari servizi Internet e rappresentano quindi un campione “neutro” degli account utilizzati.
Il risultato dello studio, consultabile a questo indirizzo Internet, è davvero sconsolante. Al primo posto, infatti, si conferma il classico “123456”, seguito da “123456789”. La prima “new entry” è al terzo posto ed è “picture1”.
Qualcosa di più complesso rispetto alla prima e seconda piazza (violabili in meno di un secondo con un software di brute forcing) ma che comunque non richiederebbe più di 3 ore per essere scardinata.
E se al quarto posto si conferma la classica “password”, un ingresso in classifica interessante si registra invece alla decima posizione, dove fa il suo ingresso in classifica “senha”.
La cosa, però, non deve stupire più di tanto: “senha” è infatti l’equivalente in portoghese di “password” e la sua comparsa in questa vera e propria galleria degli orrori è probabilmente dovuta al fatto che il database utilizzato come riferimento per la ricerca si è arricchito negli ultimi mesi di molti account sottratti da server brasiliani.
Da un punto di vista statistico, i ricercatori di NordPass fanno notare come solo il 44% delle password analizzate possano essere considerate “uniche”.
Singolare il caso della password “jobandtalent”, che i ricercatori considerano piuttosto resiliente agli attacchi di brute forcing (tempo stimato per la sua violazione 3 anni) ma che sarebbe stata usata da 34.512 account tra quelli analizzati.
In redazione siamo però riusciti a spiegare il mistero piuttosto rapidamente: Jobandtalent è un’azienda che si occupa di lavoro interinale con sede a Madrid, che nel 2019 ha subito un data breach che ha portato alla compromissione di 11 milioni di account, probabilmente finiti nel database analizzato da NordPass.
Ai 34.512 utenti che hanno pensato bene di usare come password il nome del sito, inviamo un amorevole (e virtuale) buffetto sulla guancia.
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