Rubrica settimanale Sos Energia, frutto della collaborazione fra Key4biz e SosTariffe. Una guida per il consumatore con la comparazione dei prezzi dell’elettricità, del gas e dell’acqua. Per consultare tutti gli articoli, clicca qui.
La recente crisi energetica e l’iniziativa del governo che ha lavorato a un disegno di legge sul nucleare hanno riacceso il dibattito sulla reintroduzione di questa fonte nel mix energetico italiano. Il confronto tra favorevoli e contrari si concentra sul ruolo che il nucleare potrebbe svolgere nel processo di decarbonizzazione e nel favorire un abbassamento delle bollette. Le posizioni dei due fronti divergono su molti aspetti e bisogna considerare che, anche se venisse approvato un ritorno al nucleare, i tempi per l’entrata in funzione delle centrali sarebbero lunghi. Per ridurre da subito l’importo delle bollette la cosa migliore da fare è verificare la convenienza della propria tariffa ed eventualmente considerare un cambio di fornitore. Con il comparatore di SOStariffe.it si possono cercare le migliori offerte luce e le migliori offerte gas dei fornitori partner e valutare di quanto si può abbassare la spesa mensile attivando le soluzioni più competitive.
Nucleare sostenibile e di nuova generazione nel futuro dell’Italia?
Nonostante gli studi dimostrino che il nucleare è una tecnologia sicura, l’uso dell’energia generata dalla scissione dell’atomo è stato bocciato dai cittadini italiani già due volte in passato: con il primo referendum del 1987 e con il secondo nel 2011. Ora si sta lavorando a un nuovo intervento legislativo, con una legge delega (atto Camera 2669).
Alla Camera è attualmente in discussione un disegno di legge sul nucleare che promuove la realizzazione e la messa in funzione nel nostro Paese di piccoli impianti di nuova generazione. Si tratta di impianti SMR (Small Modular Reactors), considerati di più facile installazione rispetto a quelli tradizionali.

I favorevoli al nucleare puntano su energia pulita e indipendenza
Chi sostiene con forza il ritorno del nucleare in Italia ritiene che questa tecnologia riesca a risolvere due problemi cruciali con i quali sta facendo i conti il nostro Paese. Innanzitutto, il nucleare, inserito nel mix energetico nazionale, permetterebbe di ridurre le emissioni climalteranti, permettendo di beneficiare di energia pulita e sostenibile. In secondo luogo, diminuirebbe la dipendenza dell’Italia dalle importazioni estere, rendendo i mercati energetici italiani più resilienti e meno volatili.
Anche osservando i risultati raggiunti da altri Paesi europei, i favorevoli al nucleare sostengono che la sua introduzione nel mix energetico permetterebbe di abbassare le bollette.
Oltre a essere sostenibile e pulito, il nucleare consentirebbe anche di avere energia in modo costante e programmabile, bypassando quelli che sono i principali limiti delle energie rinnovabili. Eolico e solare hanno infatti cicli produttivi che seguono un andamento irregolare e discontinuo e non sono programmabili.
I contrari criticano tempi, costi e peso del nucleare
Chi boccia il ritorno del nucleare in Italia punta principalmente su aspetti pratici: i tempi necessari affinché l’energia possa essere sfruttata da famiglie e imprese, i costi dell’investimento e il peso che il nucleare avrà nel mix energetico.
L’aspetto su cui si concentrano maggiormente le critiche sono i tempi molto lunghi necessari per la realizzazione del progetto. L’orizzonte temporale è lungo decenni: serve molto tempo per la fase iniziale di definizione dei progetti e per la concessione delle autorizzazioni, ulteriore tempo per la costruzione degli impianti e poi per il loro collaudo prima che possano entrare a regime.
Come è facile intuire, la complessità dell’operazione si traduce anche in costi molto alti. Nel disegno di legge elaborato dal governo si suggerisce in qualche modo l’intervento di privati, ma la spesa rimane comunque un’incognita, così come l’entità dei costi che rimarrebbero a carico della collettività.
Inoltre, i critici del nucleare ritengono che sostenere questi alti costi e attendere così tanto tempo non sia una scelta adeguata, tenendo conto che il nucleare coprirebbe una quota ridotta del fabbisogno energetico nazionale.
Altre critiche puntano sul costo effettivo dell’energia nucleare. Il vicepresidente del Kyoto Club, Francesco Ferrante, fa riferimento ad esempio a studi europei che stimano il costo del nucleare tra le due e le tre volte maggiore delle rinnovabili. Anche sul piano tecnologico ci sono forti perplessità: gli SMR sono infatti ancora in fase di sviluppo o prototipazione.
Associazioni, esperti e studiosi che non vogliono il ritorno del nucleare suggeriscono la costruzione di un mix energetico trainato da fonti rinnovabili, incentivando un bilanciamento tra fonti programmabili e non.
È urgente accelerare sulla transizione energetica e sulla riduzione delle bollette
Secondo Copernicus i Paesi europei dovrebbero aumentare la velocità del processo di decarbonizzazione e di transizione energetica. I risultati raggiunti lo scorso anno sono buoni, con le rinnovabili che hanno coperto il 46,5% del fabbisogno di elettricità, ma è necessario fare di più anche per rendere l’economia europea più competitiva e più attraente verso gli investitori esteri.
Per le famiglie è invece prioritario ottimizzare le spese per le bollette. Analizzare le offerte disponibili sul mercato e scegliere le tariffe migliori per le utenze di luce e gas diventa fondamentale.
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Si possono anche scegliere offerte a prezzo indicizzato: in questo caso il costo dell’energia elettrica e del gas viene adeguato mensilmente in base all’andamento del corrispondente prezzo all’ingrosso (PUN per l’energia elettrica e PSV per il gas). Chi preferisce avere tariffe allineate al prezzo di mercato può prendere in considerazione le migliori offerte indicizzate del periodo, che partono da 0,129 €/kWh per l’elettricità e da 0,447 €/Smc per il gas.
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