Quanto guadagna Jannik Sinner e quante tasse paga

  ICT, Rassegna Stampa
image_pdfimage_print

Truenumbers è l’appuntamento settimanale con la rubrica curata dal portale www.truenumbers.it, il più importante sito editoriale di Data Journalism in Italia, fondato da Marco Cobianchi. Una rubrica utile per saperne di più, per approfondire, per soddisfare ogni curiosità, ma sempre con la precisione che solo i numeri sanno dare. Per leggere tutti gli articoli della rubrica Truenumbers su Key4biz clicca qui..

Con 64,7 milioni di dollari di premi, il tennista è già 6° nella classifica ATP all-time

Il Roland Garros ha confermato quanto possa essere sottile il confine tra ambizione sportiva e fragilità fisica. Sulla terra rossa di Parigi, in una giornata segnata dal caldo e dalla fatica, Jannik Sinner ha visto interrompersi contro Juan Manuel Cerundolo la corsa verso l’unico Slam che manca ancora al suo palmarès, quello che gli permetterebbe di completare il Career Grand Slam. Una partita fuori dal comune: Sinner aveva dominato i primi due set ed era arrivato fino al 5-1 nel terzo, prima che i problemi fisici cambiassero completamente l’inerzia del match. Da lì è nata la rimonta di Cerundolo, capace di ribaltare una sfida che sembrava chiusa e di chiuderla al quinto set.

Ma ogni grande torneo porta con sé anche un’altra partita, meno visibile e molto più complessa: quella dei guadagni, dei premi e delle tasse. La domanda torna ciclicamente attorno al campione altoatesino: quanto guadagna davvero Sinner e quante tasse paga? La risposta è meno immediata di quanto sembri. Sinner risiede fiscalmente a Monaco, dove il regime è più favorevole rispetto a quello italiano, ma questo non significa che non versi imposte. I premi sportivi sono tassati nei Paesi in cui vengono vinti e i redditi prodotti in Italia restano soggetti alle regole del fisco italiano. Per capire il caso Sinner, quindi, non basta dividerlo tra chi “paga” e chi “non paga”: bisogna distinguere tra residenza fiscale, montepremi, sponsorizzazioni, diritti d’immagine e investimenti.

Quanto conta la residenza fiscale di Sinner

La partita fiscale di Sinner non si gioca solo quando alza un trofeo. Si gioca anche lontano dal campo. Entra nei contratti con gli sponsor, nei diritti d’immagine e nei redditi che non dipendono direttamente dal risultato di un torneo. Per i montepremi, la regola principale, come detto, resta legata al luogo in cui il reddito viene maturato. Se Sinner vince in Italia, paga in Italia. Se incassa un premio negli Stati Uniti, in Australia o in Spagna, si applicano le norme fiscali di quei Paesi. La residenza nel Principato non cancella quindi le imposte sui premi sportivi. E non cancella neppure quelle sui redditi eventualmente prodotti sul territorio italiano. In questo senso Sinner è residente monegasco, ma contribuente in più Paesi.

Il vantaggio fiscale di Monaco pesa soprattutto sui redditi globali e commerciali: sponsorizzazioni, contratti pubblicitari, diritti d’immagine e altri introiti legati al suo status di numero uno. Se fosse residente fiscale in Italia, questi redditi rientrerebbero nell’Irpef ordinaria e, oltre i 50 mila euro, l’aliquota massima indicata arriverebbe al 43%. Su cifre molto elevate, come quelle garantite dai grandi sponsor, la differenza rispetto a Monaco sarebbe evidente. Per questo il nodo non è stabilire se Sinner paghi o non paghi tasse, ma capire su quali redditi la residenza monegasca incide davvero.

Quanto ha guadagnato Sinner in carriera

Ogni discorso sulle tasse parte da una domanda preliminare: quanto denaro ha generato, finora, la carriera di Sinner? La risposta dà la misura del salto compiuto dal tennis italiano. Secondo la classifica all-time del prize money ATP aggiornata al 18 maggio 2026, il campione altoatesino ha raggiunto 64.686.923 dollari di guadagni ufficiali in carriera tra singolare e doppio, pari a circa 55,6 milioni di euro. È una cifra che lo colloca già al sesto posto nella storia del tennis maschile per premi incassati.

Come si vede dal grafico, davanti a lui ci sono Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer, Carlos Alcaraz e Andy Murray. Il dato è ancora più significativo perché il margine con chi lo precede è minimo: Murray è avanti di appena 619 dollari, mentre Alcaraz dista poco più di 310 mila dollari. Davanti restano ancora lontanissimi i tre grandi dominatori dell’era moderna: Djokovic con oltre 193 milioni di dollari, Nadal con 134,9 milioni e Federer con 130,6 milioni.

Quanto paga Sinner sui premi italiani

Nel 2025 il rapporto tra Sinner e il fisco italiano passa da due luoghi simbolici della sua stagione: il Foro Italico di Roma e l’Inalpi Arena di Torino. È l’anno in cui il tennista altoatesino consolida la propria dimensione globale. Nonostante una squalifica di 3 mesi, chiude con 57 vittorie, 6 sconfitte, 6 titoli su 12 tornei disputati e 10 finali. Il “complessivo di campo” della stagione viene stimato in oltre 19 milioni di dollari. A questi si aggiungono i 6 milioni di dollari del Six Kings Slam in Arabia Saudita. Dentro questo quadro si inserisce il capitolo italiano: Internazionali d’Italia e ATP Finals. Due tornei diversi per peso sportivo, superficie e montepremi. Ma accomunati dallo stesso principio fiscale.

Se il reddito nasce in Italia, viene tassato in Italia. Per questo, sui premi vinti nel nostro Paese, stimati complessivamente intorno ai 5 milioni di euro, Sinner avrebbe versato all’erario italiano poco meno di 1,5 milioni di euro. La parte più rilevante arriva dalle ATP Finals di Torino, dove il premio viene indicato tra 4,4 e 4,5 milioni di euro. Con una tassazione alla fonte del 30%, il prelievo fiscale supera 1,3 milioni di euro solo per il torneo torinese. A questa cifra si aggiunge quanto dovuto per il risultato ottenuto a Roma.

Quanto resta a Sinner dopo le tasse

Ogni volta che Sinner cambia torneo, cambia anche il Paese che presenta il conto. La stagione di un tennista di vertice è fatta di voli, superfici diverse, fusi orari e tabelloni, ma anche di regole fiscali che si spostano insieme al circuito. Nei primi cinque mesi del 2026 Sinner avrebbe incassato 5,8 milioni di euro lordi in montepremi, pari a 6,7 milioni di dollari. Su questa cifra avrebbe già pagato oltre 1,4 milioni di euro di tasse in diversi Paesi, arrivando a un netto di 4,3 milioni di euro. L’aliquota media, calcolata sull’insieme dei premi, sarebbe quindi del 24,7%. È qui che si capisce meglio perché la fiscalità di un atleta globale non funzioni come quella di un lavoratore legato a un solo Paese: nel tennis il prelievo cambia da torneo a torneo, perché dipende dalle regole fiscali dello Stato in cui il premio viene maturato.

Quali tornei tassano di più Sinner

Da Melbourne a Doha, dalla California alla terra europea, ogni coppa porta con sé anche una ricevuta diversa. Agli Australian Open, Sinner avrebbe incassato 765 mila euro lordi, tassati al 32,5%, con meno di 517 mila euro netti. A Doha, invece, il premio da 66.804 euro non avrebbe subito tassazione. Negli Stati Uniti il conto sale: a Indian Wells e Miami i due premi da 991 mila euro lordi sarebbero stati tassati al 37%, lasciando circa 624 mila euro netti per ciascun torneo. A Montecarlo, invece, i 974.370 euro vinti non sarebbero stati tassati secondo le ricostruzioni disponibili.

Poi arrivano i tornei europei su terra: a Madrid il premio da 1.007.165 euro sarebbe stato tassato al 24%, con circa 765 mila euro netti; a Roma, su un premio lordo identico, la tassazione indicata è del 20%, per quasi 806 mila euro netti. Il risultato è molto concreto: nello stesso anno, lo stesso atleta può passare da un premio esentasse a un prelievo superiore a un terzo dell’incasso lordo, semplicemente cambiando Paese.

Quanto guadagna Sinner dagli sponsor

I montepremi attirano l’attenzione perché rimandano alla vittoria, alla coppa sollevata e alle cifre comunicate a fine torneo. Ma per un numero uno del mondo rappresentano solo una parte del bilancio. Nel 2024 Sinner avrebbe incassato circa 16,9 milioni di dollari in premi, pari a circa 15,5 milioni di euro. Nello stesso anno, secondo Forbes, avrebbe guadagnato circa 20 milioni di euro dalle sponsorizzazioni. Su questo terreno la residenza fiscale diventa più rilevante: i premi sportivi seguono le regole del Paese in cui Sinner li matura, mentre contratti pubblicitari, diritti d’immagine e accordi commerciali hanno una dimensione più globale.

Attorno a Sinner si muove ormai un portafoglio di marchi di primo piano, da Nike a Lavazza, da Fastweb a Gucci, fino ad Allianz, Rolex, De Cecco, Enervit, La Roche-Posay e Head. Il contratto più pesante resta quello con Nike, che avrebbe rinnovato l’accordo per 10 anni con un valore complessivo di 150 milioni di euro, pari a 15 milioni l’anno. Per questo Monaco pesa soprattutto sui redditi commerciali e sui diritti d’immagine: molto più che sui montepremi dei singoli tornei, sui quali i Paesi applicano la tassazione alla fonte dove Sinner gioca e vince.

Quanto investe Sinner negli immobili

Il legame fiscale tra Sinner e l’Italia non passa soltanto dai tornei. C’è anche una dimensione meno visibile, lontana dalle coppe e dai montepremi: quella degli investimenti immobiliari. Il campione avrebbe acquistato due immobili in Casa Barelli, storico edificio nel centro di Milano, vicino a Piazza San Babila e Corso Venezia, per un valore complessivo indicato intorno ai 7 milioni di euro. Anche questi beni entrano nel rapporto con il fisco italiano. Non sono solo una voce del patrimonio personale o societario del tennista, ma immobili situati in Italia e quindi soggetti alle imposte previste sulla proprietà e sugli atti immobiliari. Il principio è lo stesso dei premi sportivi: la residenza a Monaco incide sulla posizione fiscale generale di Sinner, ma quando il bene, il reddito o l’investimento si trova in Italia, rientra comunque nel perimetro fiscale italiano.

Perché Sinner fa guadagnare l’Italia

Poi c’è un conto che non riguarda solo Sinner, ma tutto quello che si muove attorno a lui. Una finale, un palazzetto pieno, sponsor più visibili, biglietti venduti, alberghi, ristoranti, trasporti: il successo di un campione non produce soltanto reddito personale, ma anche valore economico per il territorio che lo ospita. Le ATP Finals di Torino avrebbero generato un gettito fiscale netto di 100 milioni di euro tra biglietteria, sponsor e indotto. Non significa che tutto dipenda da Sinner, perché un evento di questo livello vive di organizzazione, circuito internazionale e attrattività propria. Ma la presenza di un numero uno italiano cambia la scala dell’attenzione: aumenta il pubblico, rafforza il valore commerciale del torneo, porta visibilità internazionale e rende più riconoscibile il brand Italia. Anche questo, pur in modo indiretto, entra nel bilancio economico del fenomeno Sinner.

Anni di riferimento: 2025-2026

Novità su Google, per aggiungere Key4Biz tra le tue fonti preferite, clicca qui

Aggiungi Key4Biz tra le tue fonti preferite

Leggi le altre notizie sull’home page di Key4biz

https://www.key4biz.it/quanto-guadagna-jannik-sinner-e-quante-tasse-paga/573825/