La NASA accelera il piano per costruire una presenza stabile sulla Luna. Durante un evento dedicato alla Moon Base, organizzato nel quartier generale dell’Agenzia a Washington, sono stati annunciati nuovi contratti per rover lunari destinati agli astronauti, lander cargo senza equipaggio e missioni robotiche verso la Luna.
“La Moon Base sarà il primo avamposto dell’America e dell’umanità su un altro mondo”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman. Ogni missione, con o senza equipaggio, sarà considerata un’occasione per imparare a vivere e operare in uno degli ambienti più difficili e pericolosi immaginabili.

Le prime tre missioni Moon Base
La NASA ha annunciato le prime tre missioni pensate per avviare operazioni lunari sostenute. La prima, Moon Base I, dovrebbe partire non prima dell’autunno 2026. Userà il lander Blue Moon Mark 1 Endurance di Blue Origin per portare sulla superficie lunare alcuni payload NASA. Tra questi ci saranno lo strumento Stereo Cameras for Lunar Plume-Surface Studies, destinato a studiare l’interazione tra i motori dei lander e il suolo lunare, e il Laser Retroreflective Array, utile agli spacecraft in orbita per determinare con maggiore precisione la propria posizione grazie alla luce laser riflessa.
La missione atterrerà sulla Shackleton Connecting Ridge, una zona strategica vicino al Polo Sud lunare, e servirà a dimostrare capacità operative utili a ridurre i rischi delle future missioni Artemis con equipaggio previste per il 2028.
Moon Base II, prevista entro la fine dell’anno, porterà sulla Luna oltre 1.100 libbre di carico a bordo del lander Griffin di Astrobotic. Tra gli strumenti ci sarà anche il rover FLIP di Astrolab, pensato per far maturare i sistemi di mobilità che informeranno le future operazioni dei Lunar Terrain Vehicle.
Moon Base III, anche questa prevista per quest’anno, trasporterà il primo payload selezionato nell’ambito dell’iniziativa NASA Payloads and Research Investigations on the Surface of the Moon. L’indagine principale, Lunar Vertex, volerà sul lander Nova-C Trinity di Intuitive Machines e studierà i cosiddetti lunar swirls, macchie chiare sulla superficie lunare, per comprendere meglio l’evoluzione del suolo e il comportamento dei materiali in condizioni estreme. La missione includerà anche payload dell’Agenzia spaziale europea e del Korea Astronomy and Space Science Institute.
Queste saranno solo le prime di oltre una dozzina di missioni che la NASA prevede di annunciare nel corso dell’anno. Tutte avranno lo stesso obiettivo: raccogliere dati operativi e ridurre i rischi prima delle attività umane sulla superficie lunare.
Rover lunari per gli astronauti
La mobilità sarà una delle componenti centrali della futura base lunare. Per questo la NASA ha assegnato 219 milioni di dollari ad Astrolab e 220 milioni di dollari a Lunar Outpost per costruire e consegnare la prima fase dei Lunar Terrain Vehicle, i rover destinati al trasporto degli astronauti e delle attrezzature sulla Luna.
I contratti rientrano nel programma Lunar Terrain Vehicle Services e dovrebbero consentire alla NASA di portare sulla superficie lunare sistemi di mobilità con e senza equipaggio entro il 2028, attraverso l’iniziativa CLPS, Commercial Lunar Payload Services.
Il rover CLV-1 di Astrolab, derivato dall’architettura FLEX, sarà progettato per trasportare astronauti, carichi e supportare operazioni da remoto. Avrà una configurazione compatta per il lancio, una massa di circa 2.000 libbre e potrà superare le 6 miglia orarie su terreno pianeggiante.
Lunar Outpost svilupperà invece Pegasus, una versione più leggera e pronta alla missione del rover Eagle, adattata ai requisiti aggiornati della NASA. Pegasus potrà operare fino a un anno, essere guidato manualmente, in modo autonomo o da remoto, e superare le 9 miglia orarie. Il veicolo integrerà tecnologie ispirate all’esperienza Apollo e soluzioni maturate attraverso prototipi e missioni precedenti.
Perché servono più rover
La NASA vuole schierare più rover già nelle prime fasi dello sviluppo della Moon Base. La scelta servirà ad accelerare le dimostrazioni tecnologiche, raccogliere dati sui siti di atterraggio, studiare i rischi del terreno, spostare materiali, preposizionare risorse e testare sistemi necessari all’esplorazione lunare di lunga durata.
Nei prossimi 18 mesi, Astrolab e Lunar Outpost dovranno finalizzare i progetti, condurre valutazioni con equipaggio e qualificare le unità di volo. I rover saranno poi usati per attraversamenti autonomi, preparazione del terreno, indagini scientifiche, dimostrazioni tecnologiche e trasporto degli astronauti.
Per consegnare questi rover nella regione del Polo Sud lunare, la NASA ha assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari, con un’opzione aggiuntiva da 280,4 milioni per due task order.
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