Pnrr, ‘Italia a 1 Giga’ e 5G in ritardo: corsa a ostacoli per non perdere i fondi 2023

  ICT, Rassegna Stampa
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Corsa contro il tempo per ottenere, e non sprecare, le risorse del Pnrr in materia di copertura a banda ultralarga fissa e mobile nel nostro paese. La situazione non è facile, i ritardi accumulati non sono pochi, come ha denunciato lunedì scorso il sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti che, nonostante i ritardi accumulati, sta lavorando “ventre a terra” per non perdere le risorse e raggiungere gli obiettivi stringenti fissati dalla tabella di marcia europea.

Pnrr, la seconda tranche è arrivata. Ma poi?

E’ vero che la seconda tranche da 21 miliardi di euro del Pnrr, che riguarda diverse voci dalla sanità al turismo, passando per l’agricoltura e è stata accordata la scorsa settimana all’Italia. A questo punto, però, vanno riconosciute le risorse per il 5G e la fibra avanzate dalle gare chiuse prima dell’estate: si tratta di di 1,2 miliardi di euro (600 milioni per Italia 1 Giga e 900 milioni per Italia 5G) che vanno reimpiegate possibilmente all’interno della missione che riguarda appunto la banda ultralarga. Vanno fissati i criteri di assegnazione di queste risorse agli operatori, comprese le modalità con cui gli operatori devono- attestare gli extra costi.

Rincaro energetico e materie prime

Ad esempio, come attestato da Asstel in occasione del Forum delle Tlc di lunedì scorso, c’è un problema di rincaro energetico e di materie prime. C’è poi l’annosa questione della carenza di manodopera per la posa della fibra. Anche in questo caso gli operatori potrebbero richiedere l’utilizzo dei fondi avanzati per finanziare le ore di formazione necessarie per figure professionali che scarseggiano, ad esempio i giuntisti di rete.

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