Tim, ricavi +1,4% nel primo trimestre trainati da Brasile e Enterprise. Ma sul futuro pesa la causa di Sky

  ICT, Rassegna Stampa
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Piazza Affari premia la trimestrale di Tim, che in apertura guadagna il 3%. L’operatore controllato da Poste ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi a 3,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% trainato in primo luogo dal Brasile (+6,4%) e da Tim Enterprise (+3,2%).

In calo del 2,7% anche l’EBITDA After Lease di Gruppo, pari a 0,8 miliardi di euro (-8,2% nel domestico a 0,4 miliardi di euro, +4,3% in Brasile a 0,4 miliardi di euro).

Le perdite nette sono aumentate a 292 milioni di euro, più che raddoppiate rispetto ai 124 milioni dell’anno precedente.

L’indebitamento finanziario netto rettificato After Lease di Gruppo al 31 marzo è inferiore a 7,3 miliardi di euro, a fronte dei 7,5 miliardi dell’anno precedente, con una leva inferiore a 2x.

Tim Consumer compensato da Tim Enterprise e Brasile

  • Tim Consumer ha registrato una flessione del 3% dei ricavi a 1,4 miliardi in primo luogo a causa un calo del business MVNO.
  • TIM Enterprise ha registrato ricavi totali pari a 0,8 miliardi di euro (+3,2% anno su anno) e ricavi da servizi pari a 0,7 miliardi di euro (+4,2% anno su anno), con un trend di crescita tendenziale che ha raggiunto il quindicesimo trimestre consecutivo. Il Cloud si conferma la principale linea di business e quella a maggior crescita, con un aumento dei ricavi da servizi del 14,5% anno su anno, anche grazie al Polo Strategico Nazionale, il cui contributo aumenta del 50% anno su anno, con oltre 650 pubbliche amministrazioni servite. In crescita IoT e Security, stabile la connettività grazie anche al contributo one-off delle attività legate agli eventi olimpici di Milano-Cortina. Sale al 65% (+1 punto percentuale anno su anno) la percentuale di ricavi da servizi legata all’ICT. Il valore del portafoglio ordini è atteso in crescita a oltre 4,2 miliardi di euro nel 2026. TIM Enterprise conferma il proprio posizionamento come principale operatore italiano di sovranità digitale, attraverso tre direttrici: lo sviluppo di infrastrutture, cloud e di rete, proprietarie e sicure, il posizionamento come piattaforma sovrana per carichi di lavoro AI e il ruolo di trusted partner per l’adozione di soluzioni hyperscaler da parte delle imprese italiane. A supporto di questa strategia, TIM, nel quadro del proprio piano di investimenti, prevede di dedicare circa 500 milioni di euro nel triennio 2026–2028 a infrastrutture e asset legati alla sovranità digitale.
  • La Guidance 2026 è confermata.

“I primi tre mesi del 2026 sono in linea con le previsioni del Gruppo e con la guidance fornita al mercato per l’intero esercizio. Il riposizionamento delle diverse attività, avviato negli scorsi anni, continua a dare buoni risultati, con TIM Consumer che mostra una top line resiliente, TIM Enterprise che prosegue nel proprio percorso di crescita e TIM Brasil che si conferma fra i migliori operatori mondiali di TLC. Nel corso dell’esercizio continueremo a posizionarci come i protagonisti del panorama italiano sul fronte della sovranità digitale e dell’intelligenza artificiale, e a semplificare la struttura societaria del Gruppo, con la conversione delle azioni di risparmio, che si chiuderà entro fine maggio, e il successivo raggruppamento azionario. La generazione di cassa attesa porterà nel 2026 a un’ulteriore significativa riduzione del debito e della leva finanziaria di Gruppo”, ha detto l’amministratore delegato Pietro Labriola.

Causa contro Tim-DAZN da 1,9 miliardi di Sky per i diritti del calcio

Ma a rovinare almeno in parte la festa è arrivata la denuncia di Sky sull’accordo per i diritti Tv con DAZN nel periodo 2021-2024, con una richiesta di risarcimento danni da 1,9 miliardi di euro. E così sul futuro di Tim, che entro fine anno sarà incorporata da Poste (che a luglio lancerà un’Opas da 10,8 miliardi di euro), torna l’incertezza. Ieri Sky, dopo la conferma dell’Antitrust di una “grave intesa restrittiva della concorrenza”, ha chiesto fino a 1,9 miliardi di danni a Tim e Dazn per i diritti sulle partite di calcio di Serie A per il 2021-2024. Intesa – per cui le due società erano state già multate dall’Antitrust (di cui Tim per solo 800mila euro e DAZN 7 milioni), che secondo Sky si è protratta per un anno e sette mesi, ed è stata “denunciata” dal provvedimento dell’Autorità pubblicato lo scorso 12 gennaio.

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