SpaceX, l’operatore spaziale di Elon Musk che controlla Starlink, sarebbe interessata ad accaparrarsi 80mila torri cellulari per entrare direttamente nell’arena del mobile negli Usa. L’indiscrezione lanciata da Bloomberg fa saltare le telco Usa sulla sedia ma in realtà non fa dormire sonni tranquilli nemmeno alle tower company a stelle e strisce.
Starlink, obiettivo quarto operatore negli Usa
Dopo il recente annuncio dell’acquisto di frequenze in banda 800 MHz, le stesse usate dagli operatori Tlc per le comunicazioni wireless 4G e volendo 5G, Starlink è pronta a fare un ulteriore salto in avanti per entrare a buon diritto nell’arena del mobile negli Usa come quarto operatore e sfidare i tre storici Verizon, A&T e T-Mobile. Il salto di qualità sarebbe appunto l’acquisizione di una rete di proprietà di antenne terrestri.
Nel mirino di Musk 80mila torri negli Usa
Secondo Bloomberg, Elon Musk avrebbe già intavolato delle discussioni con una tower company: l’obiettivo è assicurarsi un’infrastruttura di 80mila siti di telefonia negli Usa per avere così una copertura cellulare nazionale su tutto il territorio.
Almeno un player Usa sarebbe coinvolto nelle discussioni esplorative di Starlink, che in questo modo si potrebbe assicurare i tralicci e le torri dove posizionare apparati di proprietà dive veicolare il suo segnale in banda 800 MHz.

Fantascienza?
Non sembra fantascienza, anche perché non più tardi di due settimane fa Starlink ha acquisito frequenze mobili in banda 800 MHz per 8 miliardi di dollari. Un’operazione che ha fatto crollare i titoli in borsa delle telco tradizionali negli Usa ma anche in Europa.
Crown Castle tower company papabile
Sul fronte delle tower company Usa, un partner papabile potrebbe essere Crown Castle, una delle principali tower company americane insieme a American Tower e Vertical Bridge Holdings. Secondo stime di Bernstein, riportate da Les Echos, per realizzare da zero una sua rete di proprietà negli Usa, SpaceX dovrebbe spendere non meno di 70 miliardi di dollari ma ci vorrebbero almeno 8 anni.
Nuovo servizio mobile entro il 2028
Certo, a quanto pare l’obiettivo di Elon Musk sembra quello di entrare anche nel mercato del mobile, unendo la sua costellazione LEO ad orbita bassa di più di 10mila satelliti, con 13,6 milioni di clienti che pagano in media 69 dollari al mese, con una rete classica di telecomunicazioni terrestri. In questo modo, Starlink Mobile non sarebbe più limitato esclusivamente alle aree bianche.
Perché ad oggi Starlink si limita a fornire connettività internet fissa ultrabroadband e mobile D2D tramite altri operatori, come ad esempio T-Mobile negli Usa e Kyivstar in Ucraina.
SpaceX punta all’inizio del 2028 per l’attivazione del suo nuovo servizio mobile.
Otto anni per una rete
Queste ambizioni, tuttavia, non fanno affatto sorridere gli operatori già presenti sul mercato, che stanno stringendo alleanze per far fronte a questo colossale elemento di disturbo. Il 1° ottobre, AT&T, Verizon e T-Mobile hanno lanciato una joint venture per estendere la copertura satellitare. In Europa, il 19 ottobre, Orange, Deutsche Telekom, Telefónica e Vodafone hanno firmato una lettera d’intenti per concorrere congiuntamente all’assegnazione di frequenze satellitari in banda 2 GHz.
Un’ulteriore prova del fatto che si sta organizzando un fronte comune: i tre operatori statunitensi hanno espresso le proprie preoccupazioni all’autorità di regolamentazione delle comunicazioni (la FCC, il cui vertice è peraltro considerato vicino a Elon Musk). In una lettera del 22 ottobre, la loro associazione di categoria (CTIA) ha chiesto di escludere due bande di frequenza 5G dall’accesso ai satelliti, al fine di preservare il controllo sullo spettro radio. Gli operatori richiedono l’imposizione di obblighi analoghi sia per gli attori terrestri che per quelli satellitari.
Secondo gli analisti di BNP Paribas e New Street, SpaceX starebbe bluffando, puntando in realtà a un accordo con un operatore già affermato – sulla falsariga del modello MVNO (operatore virtuale) – il che eviterebbe la necessità di implementare una rete estremamente costosa. “Anche in Francia, quando Free è entrata nel mercato della telefonia mobile, lo ha fatto appoggiandosi alla rete di Orange”, ricorda Stéphane Beyazian. A suo avviso, partire da zero richiederebbe almeno otto anni.
Ma con Musk di mezzo alle telco non conviene abbassare la guardia.
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