L’Ucraina presenta StarGate, il nuovo drone per l’evacuazione medica sviluppato dall’azienda SkyFall. L’obiettivo è utilizzare il drone per recuperare militari feriti nelle aree più pericolose del fronte, senza dover inviare sul posto una squadra di evacuazione. Se si dimostrerà sufficientemente affidabile in combattimento, StarGate potrebbe permettere di raggiungere posizioni difficilmente accessibili ai veicoli terrestri e ridurre i tempi di recupero dei feriti più gravi.
Secondo quanto riporta l’Associated Press, in alcuni settori del fronte ucraino la cosiddetta “kill zone”, cioè l’area sottoposta alla minaccia costante di droni e artiglieria, può estendersi per 10-15 chilometri o anche oltre.
Fino a 15 chilometri dentro la “kill zone”
StarGate ha, secondo il produttore, un raggio operativo di 15 chilometri in una direzione. Potrebbe quindi raggiungere soldati feriti anche nelle zone più profonde di queste aree. Il progetto è nato da una richiesta militare. Lo scorso anno Flint, comandante del 475° Reggimento d’assalto separato, conosciuto come Code 9.2, si è rivolto al fondatore di SkyFall chiedendo una soluzione più sicura per evacuare i feriti dalle posizioni difficili da raggiungere.
Per recuperare un militare, le squadre sono spesso costrette a procedere a piedi in aree dove i veicoli rappresentano facili bersagli per i droni. Anche i robot terrestri senza equipaggio sono sempre più utilizzati per trasportare feriti e rifornimenti, ma possono essere rallentati o bloccati da fango, crateri, strade distrutte, fiumi e campi minati.
Trasporta fino a 150 chilogrammi
SkyFall è nata dopo l’invasione russa su vasta scala del 2022 ed è diventata uno dei produttori ucraini di droni. Tra i suoi sistemi c’è il Vampire, drone pesante conosciuto dalle forze russe con il soprannome di “Baba Yaga”. L’azienda produce anche i droni FPV Shrike e ha sviluppato l’intercettore aereo P1-SUN.
StarGate, il cui nome richiama la saga fantascientifica dei portali tra mondi lontani, può trasportare secondo l’azienda fino a 150 chilogrammi, sufficienti per un soldato ferito con giubbotto antiproiettile ed equipaggiamento da combattimento.
Il modulo per l’evacuazione medica è costruito intorno a una barella. Il drone vola normalmente a circa 65 km/h e può raggiungere una velocità massima dichiarata di 105 km/h. SkyFall sostiene inoltre che possa essere preparato per una missione in circa dieci minuti.
AI e doppia comunicazione per resistere alla guerra elettronica
Una delle principali difficoltà affrontate dagli sviluppatori riguarda la navigazione in un ambiente in cui i sistemi di guerra elettronica possono interrompere le comunicazioni, disturbare le frequenze o rendere inutilizzabile il GPS.
Come spiega AP, StarGate utilizza due canali di comunicazione: Starlink e L-Link, un sistema proprietario sviluppato da SkyFall. A questi si affiancano funzionalità basate sull’intelligenza artificiale che, secondo l’azienda, consentono al drone di mantenere il controllo quando la navigazione satellitare non è disponibile, i segnali GPS vengono falsificati o le frequenze radio sono sottoposte a jamming.
Il drone non è però completamente autonomo: viene pilotato manualmente da un operatore. Le funzioni AI intervengono per assisterne il funzionamento negli ambienti in cui GPS e comunicazioni risultano compromessi.
In caso di perdita completa delle comunicazioni, SkyFall sostiene che il sistema possa calcolare autonomamente un percorso per tornare in un’area sicura.
Il drone è inoltre progettato per operare sotto pioggia e neve e dispone di telecamere termiche per le missioni notturne.
Il test contro droni FPV e jamming
Durante la dimostrazione osservata da Associated Press, StarGate si è alzato in volo mentre alcuni droni FPV simulavano un attacco. È stato attivato anche il disturbo elettronico delle comunicazioni. Quando uno dei droni si è avvicinato, dal sistema è stata lanciata una rete che lo ha intrappolato e deviato dalla propria traiettoria.
Una simulazione che ricorda uno scontro tra macchine, ma che assume un significato completamente diverso quando il carico trasportato è un soldato ferito. SkyFall sostiene inoltre di aver dimostrato che StarGate può continuare a volare anche dopo aver perso uno dei suoi bracci.
Su questo punto, però, AP precisa che l’azienda non ha fornito dati che permettano di stabilire con quale affidabilità il drone possa resistere ai danni nelle reali condizioni di combattimento.
Almeno 50mila dollari per ogni sistema
Nel corso dello sviluppo StarGate è stato modificato più volte. Tra gli interventi ci sono bracci rimovibili per facilitarne il trasporto, una barella di grado medicale e miglioramenti al software e ai sistemi di difesa.
SkyFall stima che ogni sistema costerà almeno 50mila dollari, a seconda della configurazione, e punta ad arrivare a una capacità produttiva fino a mille unità al mese entro la fine del 2026. StarGate è stato consegnato questa settimana a un’unità che inizierà a utilizzarlo e valutarlo sul fronte. KVN avverte che servirà almeno un mese di esperienza operativa prima di poter avere dati significativi sul tasso di successo del sistema.
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