In tempi di Covid il pericolo arriva dai QR Code

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Vengono utilizzati sempre più spesso per ridurre il contatto fisico, ma gli utenti non hanno la percezione dei rischi collegati al loro utilizzo.

Tra gli effetti collaterali dell’emergenza Covid-19 c’è, senza dubbio, la crescita esponenziale dell’uso dei QR Code. A trainare il fenomeno, prima di tutto, ci sono ristoranti e bar, che per adeguarsi alle normative che suggeriscono di non utilizzare menu cartacei, hanno usato i codici QR per consentire ai clienti di visualizzarli su smartphone.

Secondo gli esperti, però, i QR Code potrebbero trasformarsi in un formidabile vettore di attacco a disposizione dei pirati informatici. Inquadrare un codice, infatti, è esattamente come fare clic su un collegamento che non si è verificato. Di più, visto che i codici QR, in realtà, possono anche avviare operazioni diverse sul dispositivo, come la redazione di un messaggio di posta o l’invio di un SMS.

Come messo in evidenza da MobileIron in un sondaggio, la percezione a livello dei rischi per la sicurezza nell’utilizzo dei codici QR tra gli utenti è terribilmente bassa.

D’altra parte, verificare se un QR code sia sospetto, come si fa abitualmente controllando l’indirizzo Internet di un collegamento che stiamo per attivare, è pressoché impossibile.

QR Code

Di conseguenza, ogni volta che si inquadra un codice lo si fa “al buio” e, nel caso in cui dovesse contenere un collegamento malevolo o attivare comandi in qualche modo dannosi, l’unico strumento di difesa sarebbe l’antivirus.

Il condizionale, però, è d’obbligo. Secondo lo studio di MobileIron, condotto su un campione di 2.100 persone tra USA e Regno Unito, solo il 51% degli utenti ha un software di protezione installato sul telefono.

Gli altri dati statistici riguardanti l’uso dei QR Code non sono più rassicuranti. Se il 67% sa che la scansione può aprire un sito Internet, sono pochi (19%) a essere consapevoli che possa interagire con la posta elettronica, avviare una telefonata (20%) o creare un SMS (24%).

Insomma: secondo i ricercatori potremmo assistere a breve a un incremento di attacchi che sfruttano i QR Code a cui, a quanto pare, non siamo affatto preparati.

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