Meta, indagine della Cma sui termini commerciali e sull’uso dei contenuti per l’AI
La Competition and Markets Authority (Cma), l’autorità Antitrust britannica, ha avviato un’indagine sui nuovi termini commerciali di Meta. Il procedimento riguarda le condizioni che il gruppo creato da Mark Zuckerberg vorrebbe applicare alle imprese che usano i suoi servizi e il possibile utilizzo dei contenuti pubblicati sui loro siti per sviluppare prodotti tecnologici, comprese le funzionalità di intelligenza artificiale (AI).
Secondo quanto annunciato dalla Cma, i termini potrebbero consentire a Meta di raccogliere contenuti dai siti di editori, inserzionisti e altre aziende senza lasciare loro una scelta effettiva sulle modalità d’uso. “L’autorità valuterà se Meta detenga una posizione dominante in un mercato rilevante nel Regno Unito” e, in caso affermativo, se le condizioni imposte possano configurare un abuso.
Meta sospende l’introduzione dei nuovi termini
Meta aveva inizialmente programmato l’entrata in vigore delle modifiche per il 30 ottobre. Dopo un confronto con l’Authority, però, la data era stata rinviata al 20 novembre. Il 28 ottobre la società ha annunciato la sospensione del lancio, in attesa di consultare le associazioni di settore. Nel frattempo restano in vigore i termini attuali.
“Abbiamo raccolto le preoccupazioni di editori di notizie e altre imprese e stiamo agendo rapidamente per verificare se le modifiche proposte da Meta possano violare la normativa sulla concorrenza“, ha dichiarato in una nota stampa Sarah Cardell, amministratrice delegata della CMA.
L’indagine Antitrust
La CMA ha reso noto dal sito del Governo britannico di aver aperto il procedimento in base al Competition Act 1998. Tra le organizzazioni che hanno segnalato le proprie preoccupazioni figurano la News Media Association e il Movement for an Open Web.
L’indagine riguarda migliaia di imprese britanniche dell’industria dell’editoria e dei media, che utilizzano Facebook, Instagram e WhatsApp per raggiungere clienti e pubblico. L’apertura del procedimento non costituisce una decisione sulla responsabilità di Meta: l’autorità dovrà raccogliere e valutare le prove prima di stabilire se vi sia stata una violazione della legge sulla concorrenza.
L’Antitrust chiede informazioni anche su Meta One
Separatamente, l’antitrust britannica ha chiesto informazioni a Meta sul servizio di abbonamento aziendale Meta One e sulle preoccupazioni espresse dalla Federation of Small Businesses. L’associazione teme che le piccole imprese possano subire conseguenze quando pubblicano link esterni su Facebook e Instagram senza pagare un abbonamento.
La Cma non ha ancora deciso se avviare un’azione formale su questo tema, che resta fuori dall’indagine antitrust sui termini commerciali e sull’uso dei contenuti.
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