La Norvegia a rischio default elettrico a causa dei data center

  ICT, Rassegna Stampa
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La Norvegia rischia di passare da un surplus a un deficit elettrico sotto la spinta dei data center. Secondo le nuove previsioni pubblicate dalla Norwegian Water Resources and Energy Directorate (NVE) e riprese da Reuters, il regolatore energetico del Paese, il consumo del settore potrebbe salire fino a 25 TWh all’anno entro il 2035, sulla base delle connessioni alla rete già approvate.

I data center assorbono già tra 3 e 4 TWh, circa il 2,5% della domanda elettrica nazionale. Una crescita rapidissima per un comparto che, fino a tre o quattro anni fa, aveva un peso marginale.

Il nodo è che la Norvegia dispone normalmente di un surplus di circa 15 TWh, grazie soprattutto alla produzione idroelettrica, ma la capacità di generazione sta aumentando poco. Se i consumi continueranno a crescere ai ritmi previsti, il margine potrebbe quindi essere completamente assorbito.

L’allarme è in linea con quello già lanciato da Statnett, l’operatore della rete di trasmissione norvegese.

In Parlamento si discute uno stop ai nuovi data center

Il partito di estrema sinistra Rødt presenterà questa settimana una proposta per fermare temporaneamente nuove autorizzazioni e costruzioni di data center. Anche altre forze politiche hanno mostrato apertura verso una sospensione, anche se al momento non è chiaro se esista una maggioranza sufficiente per approvarla. Il governo di minoranza guidato dal Partito Laburista sta intanto lavorando a misure di breve e lungo periodo.

Il ministro dell’Energia Terje Aasland ha spiegato a Reuters che l’obiettivo è selezionare con maggiore attenzione i nuovi insediamenti. “Si tratta di garantire che in Norvegia vengano realizzati i giusti tipi di data center, quelli strategicamente importanti a livello nazionale. Sto anche esaminando come questi sviluppi influenzino il sistema elettrico“, ha dichiarato.

Le moratorie sui data center entrano al centro delle elezioni per 36 governatori statunitensi

Negli Stati Uniti il fenomeno sta già succedendo. Le moratorie sui data center sono diventate un tema centrale nelle elezioni per il governatore in numerosi Stati americani. Un’analisi delle piattaforme e delle dichiarazioni dei candidati rileva che in 21 dei 36 Stati chiamati a eleggere un governatore almeno un esponente di uno dei principali partiti sostiene una pausa o restrizioni temporanee per nuovi impianti.

I candidati favorevoli a una moratoria potrebbero vincere fino a 15 competizioni, mentre tre governatori in carica hanno già introdotto pause, trasformando una misura finora locale in una possibile tendenza regolatoria più ampia. Le posizioni riflettono preoccupazioni per consumo elettrico e idrico, costi per i residenti, uso del territorio, autorizzazioni e benefici occupazionali effettivi, tutti fattori che possono incidere sui tempi e sulla localizzazione dei campus destinati al calcolo AI.

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