Licenziamenti AI, Meta annuncia 8mila tagli. Microsoft annuncia prepensionamenti

  ICT, Rassegna Stampa
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I licenziamenti dovuti all’AI continuano. Meta ha annunciato il taglio di circa 8mila posti di lavoro, pari a circa il 10% della forza lavoro, nel quadro di una strategia di contenimento dei costi e riallocazione delle risorse verso l’intelligenza artificiale. Per Bloomberg l’azienda, che ha iniziato a tagliare personale dal 2024, avrebbe anche annunciato che chiuderà altre 6mila posizioni aperte.

Microsoft: meno tagli, ma stessa direzione

Microsoft segue la stessa scia di Meta ma tramite un approccio meno drastico, introducendo per la prima volta un programma di uscite volontarie rivolto a circa il 7% della forza lavoro statunitense. L’iniziativa riguarda specifiche fasce di dipendenti come ingegneri e sviluppatori che hanno superato la somma di 70 anni tra età e anni di servizio all’interno dell’azienda.

Meta e Microsoft: i tagli continuano

Entrambe le aziende stanno aumentando in modo significativo gli investimenti in data center, cloud e sistemi per l’AI generativa. Microsoft, con oltre 228mila dipendenti a livello globale, segue una strategia condivisa anche da altri grandi player come Amazon e Alphabet.

La competizione si concentra sempre più sulla capacità di attrarre talenti altamente qualificati e sostenere costi infrastrutturali molto elevati. Questo sta ridefinendo le priorità finanziarie, spostando risorse da funzioni tradizionali verso ambiti ad alta intensità tecnologica.

Le big tech non lo dicono, ma l’AI automatizzerà gran parte dei lavori

Alla base di queste scelte c’è anche l’impatto crescente dell’automazione. Strumenti basati su AI consentono di ridurre la necessità di grandi team, mantenendo o aumentando i livelli di produttività.

Nel settore software, in particolare, l’evoluzione di sistemi di programmazione assistita e automatizzata sta cambiando modelli operativi e costi, contribuendo alla riorganizzazione delle aziende.

La visione di Dorsey: “L’AI eliminerà il middle managment”

A sintetizzare la trasformazione in atto è anche la posizione di Jack Dorsey, fondatore di Twitter, Bluesky e Block. Nel saggio “Da gerarchia a intelligenza”, scritto con Roelof Botha di Sequoia Capital, Dorsey spiega che i tagli legati all’AI non rispondono solo a logiche di costo, ma a un cambio strutturale delle organizzazioni.

Nel caso di Block, che ha ridotto di circa 4mila dipendenti su oltre 10mila, l’obiettivo dichiarato è sostituire i livelli intermedi con sistemi basati su intelligenza artificiale. Secondo gli autori, le gerarchie aziendali erano nate per gestire il flusso di informazioni in strutture complesse, con i manager come punto di raccordo tra operatività e strategia. Oggi, con l’AI in grado di elaborare e distribuire informazioni in tempo reale, questo modello perde centralità.

Il passaggio è verso organizzazioni più piatte, in cui l’intelligenza artificiale sostituisce parte delle funzioni di coordinamento, accelerando decisioni e processi ma ridefinendo in profondità il ruolo umano nel lavoro.

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