
Il quantum computing non è più una promessa confinata ai laboratori di ricerca, ma una tecnologia destinata a ridefinire gli equilibri economici e industriali globali. Secondo nuove analisi di mercato, il settore passerà da un valore di 1,57 miliardi di dollari nel 2025 a 18,06 miliardi di dollari entro il 2034, con un tasso annuo composto di crescita (CAGR) del 31,19% nel periodo 2026-2034.
Numeri che fotografano un’accelerazione senza precedenti per una tecnologia considerata strategica al pari dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori, che potrebbe crescere ulteriormente per un total addressable market, o mercato totale indirizzabile, valutato da The Insight Partners attorno ai 70 miliardi di dollari entro fine periodo.
Una tecnologia chiave per la competitività globale
Il quantum computing si basa su principi della meccanica quantistica e utilizza i qubit, unità di informazione che, a differenza dei bit tradizionali, possono esistere in più stati contemporaneamente. Questo consente di affrontare problemi complessi, dalla simulazione molecolare alla crittografia, con una potenza di calcolo irraggiungibile per i supercomputer classici.
Non è un caso che i principali attori globali, come Stati Uniti, Cina ed Unione europea, stiano investendo massicciamente per assicurarsi una posizione di leadership. La posta in gioco è elevata: capacità di innovazione industriale, sicurezza nazionale, supremazia tecnologica.
Il mercato si articola in diversi segmenti, è illustrato nel report, dai sistemi ai servizi, dalle soluzioni on premise a quelle cloud-based, fino alle applicazioni in simulazione, ottimizzazione e machine learning. Sul piano tecnologico, si distinguono approcci come i trapped ions, i superconducting qubits e il quantum annealing, mentre i principali settori di utilizzo spaziano da Difesa e aerospazio a finanza, sanità, energia e pubblica amministrazione.
I fattori trainanti del quantum: hardware, algoritmi e HPC
A sostenere la crescita sono innanzitutto i progressi nell’hardware e negli algoritmi quantistici. Negli ultimi anni si sono registrati miglioramenti significativi nei tempi di coerenza dei qubit, nelle tecniche di correzione degli errori e nelle tecnologie di gate quantistici. Tutti elementi cruciali per rendere i sistemi più affidabili e scalabili.
Parallelamente, l’evoluzione degli algoritmi, in particolare per l’ottimizzazione, il machine learning e la crittografia, sta ampliando le applicazioni concrete della tecnologia, rendendola sempre più rilevante per l’industria.
Un secondo driver fondamentale è la crescente domanda di calcolo ad alte prestazioni (HPC). Settori come farmaceutica, scienza dei materiali e finanza necessitano di capacità computazionali avanzate per simulazioni e analisi complesse. Il quantum computing promette di rispondere a queste esigenze, ad esempio accelerando la scoperta di nuovi farmaci o migliorando la modellazione dei mercati finanziari.
Le tendenze del mercato verso sostenibilità e industrializzazione
Guardando al futuro, emergono due direttrici principali. La prima è la spinta verso la sostenibilità e l’innovazione. I computer quantistici potrebbero contribuire a sviluppare nuovi materiali per l’energia pulita, ottimizzare le catene di approvvigionamento e progettare processi più efficienti dal punto di vista energetico. In un contesto di transizione ecologica, si tratta di un potenziale trasformativo.
La seconda tendenza è l’aumento degli investimenti e degli sforzi di commercializzazione. Colossi tecnologici come IBM, Google, Microsoft e Intel stanno investendo miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, affiancati da un ecosistema dinamico di startup. Anche i governi stanno intensificando il supporto finanziario, consapevoli del valore strategico della tecnologia.
Questo afflusso di capitali sta favorendo partnership tra sviluppatori di hardware quantistico, piattaforme cloud e industrie come farmaceutica, aerospazio e finanza, con l’obiettivo di portare soluzioni concrete sul mercato.
Che cos’è il quantum computing
Il quantum computing, o calcolo quantistico, rappresenta una delle più promettenti frontiere dell’innovazione digitale, perché sfrutta i principi della meccanica quantistica (sovrapposizione, entanglement e interferenza) per elaborare informazioni attraverso i qubit, superando i limiti dei bit tradizionali (0 o 1).
A differenza dei computer classici, queste macchine possono operare su molteplici stati simultaneamente, aprendo la strada a una potenza computazionale esponenziale per affrontare problemi oggi considerati intrattabili. Le applicazioni sono già delineate: dalla simulazione molecolare per lo sviluppo di nuovi farmaci e materiali, all’ottimizzazione di sistemi complessi come supply chain e portafogli finanziari, fino all’accelerazione dei modelli di machine learning su grandi dataset.
Non meno rilevanti sono gli impatti attesi nei settori dell’energia, ad esempio nello sviluppo di batterie avanzate, e della sostenibilità climatica, con modelli più efficaci per la cattura della CO2.
Le attuali architetture, come i computer quantistici superconduttori con qubit criogenici operanti in ambienti altamente controllati, rappresentano ancora una fase intermedia (NISQ), ma il percorso verso sistemi fault-tolerant (capaci di funzionare correttamente nonostante la presenza di errori inevitabili, come decoerenza o rumore nei qubit) è già tracciato.
Opportunità e sfide del quantum tra sicurezza e investimenti
Tra le opportunità più rilevanti spiccano proprio gli investimenti pubblici e privati, che stanno accelerando l’innovazione e la nascita di nuovi modelli di business. Ma c’è anche una dimensione critica: la sicurezza.
I computer quantistici, infatti, potrebbero rendere obsolete molte delle tecniche di crittografia attualmente utilizzate per proteggere dati e comunicazioni. Da qui la crescente attenzione verso lo sviluppo di sistemi di cifratura “quantum-resistant”, capaci di resistere agli attacchi delle future macchine quantistiche.
I finanziamenti pubblici sono fondamentali per lo sviluppo del settore del Quantum Computing. A livello globale, secondo altre stime fornite da UBS, si stanno investendo circa 42 miliardi di dollari in questa tecnologia.
Particolarmente coinvolti sono Cina, Europa e Stati Uniti, che considerano il Quantum Computing una tecnologia di importanza strategica. La Cina si sta concentrando su progetti ambiziosi, come una rete nazionale di comunicazione quantistica, stanziando circa 22 miliardi di dollari. L’Europa ha stanziato più di 13 miliardi di dollari attraverso il programma Quantum Flagship. Negli Stati Uniti, dal 2019 sono stati investiti circa 6 miliardi di dollari nella National Quantum Initiative e sono previsti ulteriori investimenti.
A livello privato, si legge nello studio, le startup hanno registrato finanziamenti pari a 140 miliardi di euro per 1.400 progetti, con un’impennata dei numeri tra il 2023 ed il 2024, a livello mondiale.
Una leva strategica per i Paesi
In prospettiva, il quantum computing diventerà una leva decisiva per le politiche industriali e tecnologiche di ogni Paese. Chi saprà sviluppare competenze, infrastrutture e filiere in questo ambito potrà beneficiare di un vantaggio competitivo significativo.
Non si tratta solo di una nuova tecnologia, ma di una piattaforma abilitante destinata a incidere su molteplici settori. Come accaduto con internet e il cloud, il quantum computing potrebbe ridefinire le regole del gioco, aprendo scenari inediti per l’economia globale.
La corsa è già iniziata e a differenza delle altre tecnologie di frontiera, qui la corsa è ancora aperta tra Stati Uniti, Cina e Unione europea. E, questa volta, la differenza la farà chi saprà investire “per tempo” in una tecnologia che promette di trasformare radicalmente il modo in cui elaboriamo informazioni e prendiamo decisioni, con un potenziale dirompente enorme che potrebbe rivoluzionare l’intero sistema tecnologico a nostra disposizione.
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