
Durante la Cyber Crime Conference del 2024, Francesco Schifilliti ha tenuto una presentazione intitolata “Spunti sull’impiego dell’AI per gli analisti di Threat Intelligence (e per gli avversari)”, esplorando le complessità e i duali usi dell’intelligenza artificiale nel contesto della cybersecurity e del cybercrime.
Guarda il video completo dell’intervento:
Dualità dell’Intelligenza Artificiale nella Cybersecurity
La presentazione ha messo in luce come l’intelligenza artificiale (AI) sia divenuta uno strumento cruciale per gli analisti di Threat Intelligence, ma questa non è solo un mezzo per migliorare l’efficacia delle operazioni di sicurezza, poiché in mano di attori malevoli è capace di diventare una seria minaccia. Uno dei punti focali del suo discorso è stato l’uso ambivalente dell’AI, che può essere impiegata tanto per fini legittimi quanto per scopi malevoli. Gli esempi citati hanno incluso l’uso dell’AI per creare email e campagne di phishing sofisticate, dimostrando come la tecnologia possa essere sfruttata per perpetrare frodi e altri crimini informatici.
Evoluzione dell’Intelligenza Artificiale
Schifilliti ha descritto l’evoluzione dell’AI, illustrando il passaggio dal Machine Learning e Deep Learning a tecniche più avanzate che includono Big Data Analytics, Natural Language Processing (NLP) e Data Science. Questi sviluppi hanno ampliato le capacità dell’AI, rendendola uno strumento ancora più potente e versatile nel campo della cybersecurity.
Generative AI e Information Operations
Un punto cruciale della presentazione è stata la discussione sulla “generative AI”, ovvero l’intelligenza artificiale capace di creare contenuti convincenti e persuasivi usati nelle “information operations”. Il relatore ha citato esempi di false immagini e video prodotti durante il conflitto Russo-Ucraino, dimostrando come l’AI possa influenzare i contesti geopolitici.
Impatto dell’AI sul Ciclo di Vita dell’Intelligence
Schifilliti ha anche spiegato come l’AI influenzi il Ciclo di Vita dell’intelligence, dalla raccolta e l’elaborazione dei dati (collection e processing) all’analisi e alla diffusione delle informazioni (analysis e dissemination). L’AI può automatizzare compiti come la sintesi di testi, l’estrazione di indicatori di compromissione (IoC) e la generazione di allarmi, facilitando il lavoro degli analisti.
Limiti e Rischi dell’Intelligenza Artificiale
Un punto critico sollevato riguarda i limiti dell’AI, come il rischio di bias incorporato nei modelli, la loro opacità (black box problem) e la vulnerabilità agli attacchi mirati a manipolare o corrompere i dati di apprendimento. Questi problemi sollevano importanti questioni di affidabilità ed etica nell’uso dell’AI in contesti di sicurezza.
Necessità di Trasparenza e Collaborazione nell’Uso dell’AI
Durante il suo intervento Schifilliti ha messo in guardia gli ascoltatori sui rischi associati all’uso dell’AI nella threat intelligence, invitando a un’adozione responsabile e informata di queste tecnologie. Ha sottolineato la necessità di una maggiore trasparenza nell’uso dell’AI e di collaborazione tra i diversi stakeholder per mitigare i rischi e massimizzare i benefici dell’intelligenza artificiale nel campo della cybersecurity.
Opportunità e Sfide dell’AI nella Sicurezza Informatica
La presentazione ha così offerto una panoramica comprensiva e critica su come l’AI sta trasformando il panorama della sicurezza informatica, presentando sfide e opportunità per gli analisti e i decision maker del settore.
Il programma completo della Cyber Crime Conference 2024 è disponibile al seguente link: https://www.ictsecuritymagazine.com/eventi/cybercrimeconference2024#programma
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