Tim, si libera un posto in Cda. Entra Poste con Del Fante?

  ICT, Rassegna Stampa
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Si libera un posto in Cda Tim, con le dimissioni della consigliera indipendente Domitilla Benigni, e si apre subito il toto successione. Sarà l’ad di Poste Matteo Del Fante ad occupare la sedia lasciata vuota nel board della società Tlc? L’azienda dei recapiti è primo azionista con il 24,82% dallo scorso marzo e l’ingresso in Cda con un suo esponente è atteso e fa parte delle cose.

Del Fante piace al mercato

La figura di del Fante è molto gradita al mercato. Sarebbe un ottimo acquisto e darebbe stabilità, secondo gli aizonisti, tanto più che in futuro le sinergie con Poste saranno tante, anche se ci sarà da aspettare fino al 2028 per l’utilizzo degli uffici sul territorio per offerte in bundle.

Prime sinergie Tim-Poste a ottobre?

Ma basta immaginare un corner in un singolo ufficio postale con Tim o altro e si aumenta qualsiasi tipo di vendita o servizio. Ed è questo che già vede il mercato anche se per ora bisognerà accontentarsi. Le prime sinergie possibili saranno altre, e dovrebbero partire a ottobre. Si parla di qualcosa in tema di Energia.  

Ma come detto ci vorrà ancora tempo per vedere realizzate appieno le vere sinergie fra Tim e Poste e per questo il ramo di business su cui Tim punterà maggiormente nel breve sarà l’Enterprise, con servizi Cloud e Cybersecurity in cima alla lista.

Un eventuale ingresso di Del Fante in Cda potrebbe in qualche modo rilanciare il dialogo con Iliad dopo la chiusura dell’ad del gruppo Thomas Reynaud?

Difficile dirlo.  

La previsione ritirata

Sullo sfondo, restano poi le parole postate e poi cancellate di Serafino Sorrenti, capo della segreteria tecnica del sottosegretario all’Innovazione tecnologica Alessio Butti, in un post su Linkedin sul via libera dell’Agcom e dell’Antitrust all’ingresso di Poste nel capitale di Telecom Italia, con il 24,82%. Il post, rivolto tra gli altri allo stesso Butti e all’ad di Tim Pietro Labriola, si congratulava per la nascita “di un nuovo colosso digitale italiano”. Un’operazione che secondo Sorrenti, aveva tra i punti di forza “la sovranità e il rafforzamento del controllo nazionale su asset strategici”, una governance nuova con “l’ad Matteo Del Fante che entra nel cda di Tim, simbolo di un approccio integrato» e “sinergie da 2 miliardi tra rete, consumer ed enterprise”.

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