
Questa settimana la Francia ha avviato lo spegnimento delle reti e dei servizi 2G, con il graduale spegnimento che proseguirà durante il resto del 2026.
Secondo un report dell’Arcep sono più di 2,4 milioni le Sim attive su dispositivi 2G alla fine del 2025, pari all’1,8% delle sim attive utilizzate per servizi voce, messaggi e servizi dati in Francia, e pari al 3,9% delle Sim M2M in uso nel paese.
Mercoledì scorso, Orange ha completato lo spegnimento dei servizi 2G nelle prime tre municipalità francesi, scollegando 2.300 Sim che erano ancora attive sul 2G, secondo stime dell’AFP che ah anche evidenziato le preoccupazioni degli ascensoristi per lo spegnimento dello standard. Preoccupazioni però spente da un decreto di inizio aprile, che stabilisce lo spegnimento per legge del 2G anche per i sistemi di sicurezza degli ascensori.
Uno dei motivi della chiusura è quello di liberare spettro radio che potrà essere riassegnato per supportare i servizi 4G e 5G.
In Italia il 2G è ancora pienamente operativo
In Italia, la rete 2G (GSM) è ancora pienamente operativa e funzionale, rappresentando una tecnologia fondamentale per la stabilità delle chiamate vocali e per alcuni servizi di emergenza o dispositivi IoT (Internet of Things), nonostante sia ormai datata. A differenza del 3G, che è stato quasi completamente dismesso, il 2G resiste grazie alla sua capacità di coprire zone montane o rurali dove 4G e 5G non arrivano.
Ecco il punto della situazione ad oggi (inizio 2026):
- Operatività attuale: Tutti i principali operatori (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) e gli operatori virtuali continuano a supportare la rete 2G per garantire la continuità dei servizi voce.
- Prospettive di dismissione: Sebbene il 2G sia ancora utile, lo spegnimento definitivo è nei piani degli operatori per fare spazio a 4G e 5G. Alcune fonti indicano che la dismissione potrebbe avvenire entro la fine del 2026 o con piani più dilatati, come nel caso di Vodafone che mira a uno smantellamento completo entro il 2030-2031.
- Utilizzo residuo: Una percentuale non trascurabile di utenti (circa il 5,2% del tempo di connessione, simile alla media europea) utilizza ancora reti 2G/3G, rendendo il passaggio completo a tecnologie più recenti un processo graduale.
Perché non è ancora stato spento?
Il 2G offre una stabilità di segnale superiore in contesti difficili (cantine, zone montane) e garantisce il funzionamento di milioni di dispositivi IoT (allarmi, contatori intelligenti) che necessitano di pochissimi dati.
In Italia, la rete 2G (GSM) è ancora pienamente operativa e funzionale, rappresentando una tecnologia fondamentale per la stabilità delle chiamate vocali e per alcuni servizi di emergenza o dispositivi IoT (Internet of Things), nonostante sia ormai datata. A differenza del 3G, che è stato quasi completamente dismesso, il 2G resiste grazie alla sua capacità di coprire zone montane o rurali dove 4G e 5G non arrivano.
Ecco il punto della situazione ad oggi (inizio 2026):
- Operatività attuale: Tutti i principali operatori (TIM, Vodafone, WindTre, Iliad) e gli operatori virtuali continuano a supportare la rete 2G per garantire la continuità dei servizi voce.
- Prospettive di dismissione: Sebbene il 2G sia ancora utile, lo spegnimento definitivo è nei piani degli operatori per fare spazio a 4G e 5G. Alcune fonti indicano che la dismissione potrebbe avvenire entro la fine del 2026 o con piani più dilatati, come nel caso di Vodafone che mira a uno smantellamento completo entro il 2030-2031.
- Utilizzo residuo: Una percentuale non trascurabile di utenti (circa il 5,2% del tempo di connessione, simile alla media europea) utilizza ancora reti 2G/3G, rendendo il passaggio completo a tecnologie più recenti un processo graduale.
Perché il 2G non viene spento subito?
La resistenza del 2G (standard GSM) è dovuta alla sua importanza in settori critici che altre tecnologie non coprono ancora perfettamente:
- Copertura e Stabilità: Il segnale 2G ha una penetrazione superiore in ambienti difficili come scantinati, zone montane isolate o interni di edifici storici, garantendo la possibilità di effettuare chiamate di emergenza.
- Servizi eCall: Molte automobili prodotte negli ultimi anni utilizzano il 2G per il sistema di chiamata automatica d’emergenza (eCall) in caso di incidente. Spegnere la rete renderebbe questi sistemi inutilizzabili.
- Dispositivi IoT e Allarmi: Milioni di contatori intelligenti (gas/luce), sistemi di antifurto e ascensori utilizzano moduli 2G per trasmettere piccoli pacchetti di dati. Sostituirli tutti richiede tempi lunghi e costi elevati.
- Roaming Internazionale: Il 2G garantisce che i turisti con telefoni meno recenti o provenienti da paesi con standard diversi possano comunque telefonare una volta arrivati in Italia.
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