
Promosso e confermato per “il pieno raggiungimento degli obiettivi stabiliti che hanno confermato l’elevata qualificazione professionale in materia di innovazione tecnologica“. Con questa motivazione Mario Nobile fa il bis come Direttore Generale di AgID.
La conferma è avvenuta con il DPCM firmato da Alessio Butti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Innovazione digitale.
Dalla fondazione nel 2012 di AgiD ad oggi ci sono stati 7 Direttori Generali, con molti mandati interrotti. Mario Nobile da marzo 2023 ha tracciato la nuova strada dell’Agenzia, diventata uno degli attori centrali per la Strategia digitale del Paese. Grazie anche alla sua guida, con la Strategia indicata dal Sottosegretario Butti, la Pubblica Amministrazione ha iniziato a sperimentare l’intelligenza artificiale, per esempio nelle recenti Linee guida dell’Agenzia sono previsti 400 progetti nel 2026 per promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale nella PA.
La visione di Mario Nobile per l’Italia digitale
Infine, chiara è anche la visione di Nobile per avere davvero un futuro digitale dell’Italia.
“Dal punto di vista tecnologico”, questa la sua osservazione, “l’Italia presenta una base digitale solida, costruita nel tempo attraverso importanti investimenti e politiche di diffusione dei servizi. I numeri lo dimostrano: 42 milioni di identità digitali, 48 milioni di carte di identità elettroniche, quasi 34 milioni di certificati di firma elettronica e circa 16 milioni di caselle PEC, rappresentano un patrimonio significativo anche nel confronto europeo”.
“Nonostante questi risultati”, sottolinea spesso, “permangono criticità legate soprattutto ai tempi e alla complessità burocratica. Procedure come l’apertura di un’impresa restano lente rispetto ad altri Paesi: in Germania, ad esempio, è possibile completarle in un solo giorno. In questo contesto, l’adozione di tecnologie come l’intelligenza artificiale rischia di non produrre i benefici attesi se non è accompagnata da una revisione profonda dei processi. Senza un cambiamento organizzativo e procedurale, anche gli strumenti più avanzati risultano poco efficaci”.
Quale AI per l’Italia?
Sul fronte dell’intelligenza artificiale per Mario Nobile, “è importante mantenere uno sguardo realistico. Anche il dibattito sull’etica richiede chiarezza: più che parlare di ‘etica dell’AI’, è corretto riferirsi all’etica di chi la sviluppa e la utilizza. La responsabilità resta in capo agli esseri umani, che devono agire con maggiore consapevolezza”.
Il tema della governance delle regole è altrettanto centrale. Secondo Nobile, “in un contesto internazionale sempre più frammentato, emerge la necessità di definire princìpi condivisi a livello globale. Le regole sull’intelligenza artificiale dovrebbero essere elaborate da organismi sovranazionali, capaci di rappresentare valori comuni e orientare l’innovazione verso obiettivi di interesse collettivo”.
“Per sbloccare il potenziale innovativo del Paese in chiave sostenibile – ecco la visione di Nobile – la Pubblica amministrazione sta lavorando su un approccio centrato sugli ‘eventi della vita’ dei cittadini. L’intelligenza artificiale può giocare un ruolo importante nella semplificazione dei processi: un esempio emblematico è quello delle pratiche legate alla nascita di un figlio, che oggi richiedono numerosi adempimenti. L’obiettivo è disintermediare, ridurre la complessità e costruire uno ‘Stato agentico’, in grado di offrire informazioni e servizi in modo proattivo e accessibile. Semplificare le regole e sostenere dinamiche demografiche più favorevoli, come l’incremento delle nascite, può contribuire a rafforzare la crescita del Paese, anche in una prospettiva di sviluppo sostenibile”.
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