La digitalizzazione dei pagamenti va avanti in Italia, anche se, a quanto sembra, non segue un percorso unico. È questa la principale indicazione dello studio How do you pay? Consumer profiling through payment diaries and Artificial Intelligence, pubblicato il 6 ottobre dalla Banca d’Italia.
Le autrici, Giorgia Rocco e Camilla Savarese, hanno utilizzato i dati dell’indagine SPACE 2024 dell’Eurosistema per costruire una classificazione dei consumatori italiani sulla base delle loro abitudini di pagamento. Il campione oggetto d’analisi comprende 4.088 persone, che nei diari compilati per la ricerca hanno totalizzato 8.050 acquisti nei punti vendita, 2.837 transazioni online e 397 pagamenti tra privati.
Combinando valutazione umana, Large Language Models e algoritmi di apprendimento supervisionato, la procedura non si è limitata a misurare quanto contante o quante carte vengano utilizzati, ma ha individuato una serie di comportamenti ricorrenti mettendo insieme strumenti, canali di acquisto, accesso ai servizi finanziari e l’atteggiamento verso le nuove tecnologie. Il risultato è una suddivisione in cinque gruppi: il più numeroso è quello dei Traditionalists, che rappresenta il 50,2% del campione; si tratta persone pienamente inserite nel sistema bancario, utilizzano contante e carte negli acquisti fisici e ricorrono poco ai pagamenti online o tramite smartphone.
Al secondo posto, con il 24%, si trovano i Digital-only users, che non utilizzano il contante e si affidano agli strumenti digitali. Seguono i Well-connected users, pari al 14,6%, che rappresentano il gruppo maggiormente integrato nell’economia digitale e utilizzano con maggiore flessibilità strumenti e canali diversi. I Cash lovers, il 6,6%, ricorrono invece quasi esclusivamente al contante; infine ci sono i Bank-tech skeptics, il 4,6%, che utilizzano soprattutto contante e carte prepagate e presentano una partecipazione più limitata al sistema bancario. La fotografia restituita dalla Banca d’Italia è quindi meno lineare di quella suggerita dalla semplice crescita dei pagamenti elettronici: metà della popolazione mantiene un comportamento tradizionale, mentre l’assenza del contante caratterizza meno di un quarto dei consumatori.
Cinque profili, cinque abitudini diverse
La distinzione diventa ancora più interessante quando si osservano i comportamenti associati ai cinque profili. Magari sfatando un po’ di miti: ad esempio, essere senza contante non significa necessariamente essere un utente avanzato della tecnologia. I Digital-only users hanno eliminato il contante, ma il loro ricorso agli altri strumenti digitali rimane inferiore rispetto a quello dei Well-connected users, che utilizzano in modo più articolato carte, pagamenti mobili, acquisti online e transazioni nei punti vendita.
La Banca d’Italia individua quindi due forme diverse di digitalizzazione: una legata soprattutto all’abbandono del contante e una caratterizzata dall’integrazione di più strumenti e canali. Il gruppo dei Traditionalists si colloca al centro di questa trasformazione: dispone degli strumenti bancari ordinari e mostra una certa apertura verso l’home banking e i pagamenti istantanei, pur mantenendo abitudini consolidate negli acquisti quotidiani. All’estremo opposto, Cash lovers e Bank-tech skeptics presentano livelli molto più bassi di integrazione finanziaria e digitale: tra loro risultano meno diffusi i conti bancari, i prodotti di risparmio, i prestiti e gli strumenti di investimento, mentre l’interesse per innovazioni come i pagamenti istantanei e le cripto-attività è quasi assente.
La distribuzione dei profili, chiaramente, segue anche differenze generazionali ed economiche: la Gen Z è maggiormente rappresentata tra Well-connected e Digital-only users, mentre gli over 65 sono più presenti tra Cash lovers e Bank-tech skeptics. Questi ultimi due gruppi presentano inoltre una maggiore incidenza di persone con redditi bassi e livelli di istruzione inferiori alla media, laddove i Well-connected tendono invece a essere più giovani, più istruiti e con una maggiore presenza di redditi elevati. Anche la geografia pesa: i Bank-tech skeptics mostrano una presenza superiore alla media nelle regioni meridionali. Il quadro suggerisce che le modalità con cui si paga dipendono anche dalla posizione economica, dall’età e dal rapporto con il sistema bancario, visto che la scelta del contante può riflettere preferenze personali, mentre in altri casi si accompagna a condizioni di accesso più limitate. In questo scenario, anche la convenienza economica delle infrastrutture digitali può diventare rilevante: per chi sta valutando una soluzione adeguata per utilizzare servizi bancari e pagamenti online, i comparatori di conti correnti di SOStariffe.it consentono di verificare disponibilità e condizioni delle diverse tecnologie nella propria zona.
Come si paga in negozio e sul web
La ricerca mostra poi quanto siano differenti i comportamenti a seconda del contesto in cui avviene il pagamento: nei punti vendita fisici il contante continua ad avere un ruolo dominante, mentre negli acquisti online carte e strumenti mobili assumono una posizione molto più importante. Se le transazioni tra privati presentano una distribuzione più equilibrata fra contante, carte e pagamenti mobili, anche le carte prepagate conservano una presenza significativa nei diversi contesti, un dato che le autrici collegano anche alla possibilità di utilizzarle senza aprire necessariamente un conto bancario. È proprio questa varietà a rendere poco efficace una lettura basata sulla semplice opposizione fra contante e pagamenti digitali: un consumatore può utilizzare una carta ogni giorno, acquistare occasionalmente online e continuare a preferire le banconote per gli acquisti nei negozi. Un altro può avere eliminato completamente il contante senza utilizzare in modo particolarmente intenso le soluzioni più innovative, o un terzo può utilizzare simultaneamente più strumenti e canali, adattandoli alla situazione, e così via.
Lo studio prova inoltre a misurare quanto siano nette le categorie individuate: la classificazione principale assegna ciascun individuo a un solo profilo, mentre una seconda analisi utilizza una classificazione probabilistica per considerare i casi in cui i comportamenti si sovrappongono. È un passaggio metodologico rilevante, perché le abitudini di pagamento non producono necessariamente confini netti; inoltre, la ricerca utilizza l’intelligenza artificiale per studiare un fenomeno nel quale l’intelligenza artificiale stessa sta contribuendo a modificare le modalità di pagamento. Il dato più interessante, però, resta quello comportamentale, visto che la tecnologia non produce un unico consumatore digitale, bensì percorsi diversi, che possono fermarsi alla carta, arrivare ai wallet e ai pagamenti mobili oppure conservare un ruolo significativo per il contante.
Pagamenti più veloci o più sicuri?
Questa articolazione diventa importante anche guardando alle innovazioni che potrebbero arrivare nei prossimi anni, e infatti la Banca d’Italia richiama esplicitamente il progetto dell’euro digitale e osserva che la progettazione delle future infrastrutture di pagamento dovrà considerare le differenze fra i gruppi di consumatori.
Per chi è già abituato a utilizzare diversi strumenti digitali, la velocità e le nuove funzionalità rappresentano elementi importanti; per le persone che conservano abitudini più tradizionali acquistano invece maggiore peso la semplicità, la fiducia, il costo e la possibilità di utilizzare sistemi familiari. La ricerca rileva infatti che i Well-connected users presentano il maggiore interesse verso l’innovazione e attribuiscono più importanza a caratteristiche come nuove funzionalità, velocità e sicurezza. I gruppi maggiormente legati alle modalità tradizionali mostrano preferenze differenti, con una maggiore attenzione alla semplicità e all’affidabilità.
La questione riguarda quindi anche il modo in cui verranno progettati i servizi finanziari del futuro: una tecnologia può essere disponibile senza essere adottata dalla maggioranza della popolazione, così come un pagamento può diventare digitale senza trasformare radicalmente le abitudini di chi lo utilizza. Per questa ragione la persistenza del contante continua ad avere rilievo anche in un sistema nel quale le alternative elettroniche sono ormai ampiamente disponibili, tanto che cash lovers e Bank-tech skeptics costituiscono insieme l’11,2% del campione e presentano livelli di integrazione finanziaria inferiori alla media: per questi consumatori l’abbandono del contante può avere implicazioni diverse rispetto a quelle che presenta per un utente già pienamente inserito nell’ecosistema bancario digitale.
È un processo nel quale cambiano strumenti, competenze, accesso ai servizi e comportamenti, con velocità differenti tra gruppi della popolazione; l’euro digitale dovrà inserirsi in questo paesaggio già articolato, e la sua diffusione dipenderà anche dalla capacità di rispondere a esigenze molto diverse, senza presupporre che chi ha smesso di usare il contante sia automaticamente un utente avanzato delle tecnologie finanziarie.
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