Elezioni in Brasile, duello Lula-Bolsonaro a colpi di bot e fake news (in stile Cambridge Analytica)

  ICT, Rassegna Stampa
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La campagna elettorale in corso per il secondo turno delle presidenziali, sta rendendo il Brasile un palcoscenico globale dove stanno andando in scena tutte le opzioni possibili che le tecniche di comunicazione oggi disponibili. Un vero catalogo di sottili strategie o trappole beffarde per catturare consensi.

Ma il grande paese sudamericano è diventato anche la vetrina di esibizione per gruppi internazionali che mostrano cosa si possa fare attraverso un account in rete. Lula (nella foto) ha denunciato Bolsonaro per manipolazione algoritmica, una mossa che arriva alla vigilia del ballottaggio di domenica prossima che vede i due contendenti impegnati in un testa a testa al fotofinish.

I più sfuggenti e inafferrabili meccanismi di persuasione occulta sono esplosi in un florilegio di bot agentici e cloud occasionali  per sorreggere  campagne digitali che mirano a demonizzare l’avversario, ed a nascondere clamorosamente quell’ormai invisibile linea che separa il vero dal falso.

Il web è il vero terreno di scontro

Jorge Amado scriveva che “Il Brasile è la somma meravigliosa di ogni possibile contraddizione”. Oggi potremmo aggiungere è la meravigliosa combinazione di passioni sfrenate ma anche di ciniche e pianificate politiche di interferenza psicologica.

E’ il web il vero terreno di scontro fra il vecchio presidente uscente, Lula, e quel Flavio Bolsonero, figlio dell’ex presidente imprigionato per tentato golpe, che sta guidando la corsa.

E’ una sfida spietata, dove i due contendenti sono sia cacciatore che preda.

Lula, alla ricerca spasmodica del 4° mandato, aveva già messo in conto di essere un presidente assediato: gli Usa di Trump incombono storicamente sul gigante tropicale, ma in queste settimane la Casa Bianca non ha fatto mistero di voler a tutti costi e con tutti i mezzi, favorire il giovane Bolsonero.

Promozioni false dominano la rete

Secondo l’osservatorio Eko, che misura in questi giorni l’andamento della rete, sponsor e inserzionisti americani hanno finanziato circa l’87% di promozioni o pubblicità palesemente false. Ossia che manifestamente affermano contenuti del tutto inventati. L’obiettivo non è farsi credere ma rendere del tutto irrilevante la verità.

Anche Netanyahu in campo con Trump con tecnologie israeliane

Con Trump è sceso in campo anche il premier israeliano Netanyahu, a sua volta impegnato in spinosissime consultazioni, che ha messo a disposizioni le tecnologie di controllo israeliano. E poi ci sono i vicini, in particolare il grande cugino avverso, l’Argentina di Milei che spinge per unificare tutto il cono sudamericano nel segno di un populismo senza avversari.

Inventato il Brazil2026ElectionFilter

Per questo in vista della competizione il governo brasiliano, primo nel mondo, ha allestito un sistema di difesa dalle scorrerie esterne. E’ stato creato il Brazil2026ElectionFilter, un sistema algoritmico che inibisce i social dalle azioni di favoritismo più sfacciate a favore di politici amici. In questo modo si impedisce di indirizzare automaticamente gli utenti nei siti dei candidati amici.

Inoltre è diventata legge la moratoria di ogni messaggio politico sulla rete nelle 72 ore precedenti il voto.

Zuckerberg accusato di servilismo a favore di Bolsonaro

Ma questa rete a maglie strette, che pure rappresenta un esempio per i paesi che andranno al voto nei prossimi mesi, non basta. In Particolare Meta, l’azienda di Facebook, è protagonista nella campagna elettorale invisibile. Il governo centrale ha accusato ripetutamente il gruppo di Mark Zuckerberg di un vero e proprio servilismo per lo sfidante, Bolsonaro.

L’uso strumentale dell’algoritmo indirizza il voto

I dati parlano di un indice di ingaggio per i siti dei supporter della destra più radicale doppio rispetto a quello vicini al presidente uscente, benché questi ultimi abbiano il doppio dei followers. Il tema è sempre quello: un uso strumentale degli algoritmi per deformare il mercato. Paradossalmente la stessa accusa sollevata da 14 stati americani che hanno sanzionato per 18 miliardi il social più grande del mondo per lo spregiudicato utilizzo di algoritmi di ingaggio che spingono i minorenni ad una dipendenza patologica.

Cambridge Analytica la madre di tutte le interferenze

Diventa sempre più evidente che in diversi campi, come le elezioni, o i minorenni, oppure le forme di subordinazione a bot da parte di soggetti deboli, o ancora strategie di guerra ibrida, troviamo un sistema automatico di intelligenza artificiale che raccoglie dati individuali, li inserisce in clusters mirati e ne ricava bersagli su cui concentrare la propria potenza operativa.

Il prototipo rimane Cambridge Analytica, la madre di tutte le interferenze, potremmo dire. Ma oggi la potenza di fuoco è enormemente aumentata. Proprio in questi giorni il Premier inglese Burnham ha svelato come dal versante russo siano state tracciate forti interferenze in occasione del referendum sulla Brexit, dove hanno agito per rastrellare elettori contendibili ben 150 mila bot.

In Brasile siamo nell’ordine di oltre un milione.

In campo anche gli influencer evangelici

Il fronte governativo tenta di adeguarsi ma non sembra in grado di adattare le proprie proposte e narrative ai linguaggi digitali. Rilevante risulta anche il network degli influencer evangelici, delle chiese più fondamentalista, che in Brasile da tempo hanno superato per numero di fedeli ed influenza sull’opinione pubblica la comunità cattolica. Delle 10 principali influenze digitali del paese 8 sono delle chiese evangeliste che con un corredo potentissimo di apparati digitali, pompano messaggi specifici e individualizzati, 24 ore su 24.

L’esito di questo scontro sembra del tutto scontato. I sondaggi parlano di una differenza minima fra i due contendenti, ma come è capitato anche nel primo turno parte degli elettori di Bolsonaro non si dichiarano per rendere illusoria la rimonta dell’avversario.

Sarebbe comunque utile per il sistema Italia leggere con attenzione quanto sta accadendo oltre atlantico e ricavarne un proficuo insegnamento.

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