Competenze digitali, l’AI è la più importante per il 45% degli italiani (e preoccupa di più i colletti bianchi)

  ICT, Rassegna Stampa
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L’Intelligenza Artificiale è la competenza più rilevante per il mantenimento del lavoro per il 45% degli Italiani. E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Youtrend per conto di Fastweb + Vodafone su un campione di 1.500 persone, presentata a Roma in occasione del decennale della Fastweb Digital Academy, la scuola di formazione dell’azienda che ha formato 1,4 milioni di persone dalla sua nascita. Key4Biz ha seguito fin dai primi passi la nascita e lo sviluppo dell’Academy, qui il video reportage che le abbiamo dedicato nel 2019 quando era ancora un luogo fisico.

Il percepito degli Italiani sulle competenze

Dall’indagine emerge inoltre che il 12% degli intervistati ritiene di avere competenze in linea con il mercato, per il 45% si possono migliorare. Per il 57% degli intervistati, quindi, le competenze sono adeguate. Resta quindi un 33% per cui le competenze non sono adeguate.

La formazione continua è percepita come una necessità. Il 78% degli italiani riconosce un gap formativo, evidenziando una spinta culturale verso il bisogno di formazione e l’apprendimento continuo.

Tuttavia, mentre il 70% dei laureati ha già intrapreso percorsi di formazione, la quota crolla al 24% tra chi possiede solo la licenza media.

La maggior parte dei corsi online

“La maggior parte degli intervistati, pari al 46%, ha fatto un corso di formazione negli ultimi 12 mesi. Di questi il 55% ha fatto un corso online. Il 26% lo vuole seguire”, ha detto Lorenzo Pregliasco, Founding Partner di Youtrend. “Più è alto il livello di istruzione e maggiore è la frequentazione di corsi di formazione”. E’ il motto socratico “so di non sapere, il bisogno formativo arriva soprattutto da persone già formate e non stupisce. Ma la cosa importante, con una metafora velistica, è capire dove tira il vento (in questo caso la domanda di Intelligenza Artificiale ndr) e saperlo governare”, dice Paolo Vicchiarello, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica.     

La modalità più diffusa di fruizione dei corsi è online.

Soltanto un italiano su 10 si sente molto preparato sull’AI

Soltanto un italiano su 10 si sente molto preparato sull’AI, che rappresenta la competenza più ricercata anche se 3 italiani su 4 dicono di essere abbastanza preparati sull’AI. Ma si tratta di persone meno istruite, il cui giudizio è con ogni probabilità poco obiettivo.

I dati della Fastweb Digital Academy

A dieci anni dalla sua nascita Fastweb Digital Academy si conferma un punto di riferimento nazionale per la formazione e l’inclusione digitale. La scuola ha formato oltre 1 milione e 380 mila persone attraverso i suoi corsi gratuiti sulle competenze più richieste dal mercato. Negli anni il suo impatto è cresciuto esponenzialmente, solo nel 2025 la scuola ha generato un beneficio per il Paese di oltre 7 milioni di euro stimato sulla base di un modello di valutazione dell’impatto sociale. Da questa esperienza consolidata nasce il rapporto realizzato da Youtrend con l’obiettivo di contribuire a comprendere e affrontare la sfida delle competenze digitali in Italia.

Youtrend: AI in salita, Cybersecurity in flessione

La cybersicurezza è ritenuta la competenza più rilevante per il mercato del lavoro solo dal 26% degli italiani e attira appena il 19% di interesse formativo, evidenziando un significativo disallineamento con i principali report sul mercato del lavoro che indicano la cybersecurity tra le competenze chiave del 2030.

Il divario Pubblico vs Privato

A conferma di come il divario non sia soltanto tecnico, ma anche strutturale, due terzi degli intervistati (66%) percepiscono differenze significative tra settore pubblico e privato nelle competenze digitali richieste a parità di mansione. Questa percezione evidenzia la necessità di un approccio sempre più coordinato per garantire sempre più opportunità di crescita professionale.

Competenze digitali, Rizzetto: “Serve formazione obbligatoria e una blockchain online delle certificazioni”

“Soltanto un italiano su tre pensa di avere competenze giuste. La mia risposta è introdurre una formazione obbligatoria, anche perché in futuro non basterà più un corso di formazione all’anno. Le persone con più di 50 anni fanno fatica sulle competenze digitali, e quando il 57% degli intervistati dice di avere competenze digitali è una autovalutazione ottimistica ma non realistica”, ha dettoWalter Rizzetto, Presidente Commissione XI Lavoro Camera, aggiungendo che sono necessarie inoltre delle piattaforme di valutazione online per certificare le competenze con una “blockchain delle competenze, perché c’è un forte mismatch fra domanda e offerta”.

Tenerini: “Non bastano le ore di formazione, serve il risultato”

Sulla stessa linea Chiara Tenerini, Commissione XI Lavoro Camera, firmataria di una proposta di legge sul sistema delle competenze. “La certificazione delle competenze è importante – ha detto – Non bastano le ore di formazione fatte, serve un sistema di certificazione per valutare il risultato, per capire come quelle competenze possono essere spendibili nel mondo del lavoro”.

Tenerini ha poi aggiunto che in Italia, paese dominato da PMI, un ruolo centrale nella formazione può essere ricoperto dal micro skilling, dal micro learning che permette, ad esempio, di fare piccole pillole formative da 15 minuti alla volta di AI senza imporre giornate intere di formazione difficilmente sostenibili da piccole realtà con pochissime risorse. In realtà, la maggior parte delle PMI approccia l’AI ma poi il 60% rinuncia perché è troppo complessa.   

Renna: “La Fastweb Digital Academy ha formato 1,4 milioni di persone in 10 anni”

“Abbattere le barriere di accesso al digitale non significa solo portare reti di nuova generazione nel paese ma dare a tutti la possibilità di beneficiarne.” Ha dettoWalter Renna, CEO di Fastweb + Vodafone. “È l’idea da cui è nata la Digital Academy dieci anni fa e che ad oggi ha formato più di un milione e trecentomila persone, molte delle quali nella Pubblica Amministrazione. Dieci anni fa abbiamo iniziato a fare formazione sulle nuove professioni digitali, a diffondere competenze di base per l’uso di Internet e delle nuove piattaforme. Oggi la sfida è l’intelligenza artificiale. Mettere a disposizione strumenti e stimolare la domanda di formazione sono due aspetti chiave per rendere la trasformazione digitale inclusiva e alla portata di tutti”.

Sono più di 80 i corsi on demand dedicati all’AI offerti dalla Digital Academy, uno dei quali è dedicato all’insegnamento dell’AI ai figli dedicato ai genitori. La Digital Academy è un’iniziativa sociale partita con un approccio fisico, che è diventato puramente online dopo il COVID. “Siamo partiti con pochi corsi in presenza, poi con il COVID siamo passati online con corsi in streaming e on demand e certificazioni connesse. Più della metà delle persone sono lavoratori che hanno fatto corsi di upskilling e reskilling”, aggiunge Renna.

Renna: “Nell’era dell’AI sempre più importante la capacità di avere idee”

Nell’era dell’AI, “la velocità nei task non è più una variabile per valutare le persone – ha detto Renna – la capacità di avere delle idee originali e creare processi diventa molto più importante. Noi abbiamo 7.200 dipendenti e ci stiamo immaginando come arrivare al 2030 mappando le competenze con l’AI. Più della metà delle persone ha competenze alte in AI. La formazione ci permette di trasformare il lavoro”.  

Bentivogli: “Sull’AI nel lavoro niente catastrofismi, la partita è aperta”

La visione apocalittica dominante negli U e non soltanto dell’AI come distruttore del lavoro non convince Marco Bentivogli, Docente presso POLIMI Graduate school of Management e Fondatore di Base Italia. “Alcuni compiti più di altri sono esposti al rischio sostituzione da parte dell’AI – dice – ma se su 10 8 vengono sostituiti dall’AI e totalmente automatizzati, gli ultimi due che sono totalmente umani diventano fondamentali. Quei task che restano umani vanno coltivati di più e diventano davvero preziosi”.

In un contesto del lavoro sempre più improntato al paradigma dell’”AI First” i compiti che restano appannaggio della capacità umana ci spingono a non restare in balia dell’AI. Insomma, l’apocalisse come disvelamento delle competenze che restano totalmente umane.  

Paolo Vicchiarello, Capo Dipartimento della Funzione Pubblica, Presidenza del Consiglio dei Ministri, “La formazione della PA non va limitata soltanto alla performance ma come garanzia che la PA riesce ad offrire all’intero paese. Ma per mappare le competenze l’autovalutazione non basta. Per questo abbiamo un toolkit per mappare le competenze, così possiamo lavorare sul fabbisogno delle competenze”.

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