Cosa sono i cookie di terze parti e perché Google vuole farne a meno

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Digital Customer Experience (DCX) è una rubrica settimanale dedicata alla Digital Experience a cura di Dario Melpignano, Ceo di Neosperience. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui. Per la versione inglese vai al blog.

Il tema dei cookie e il prossimo scenario cookieless stanno diventando argomenti di sempre maggiore interesse via via che ci avviciniamo alla fatidica data del 2023.

Per questo motivo abbiamo deciso di dedicare una serie di approfondimenti al tema, partendo da un primo articolo dedicato ad analizzare più da vicino cosa sono i cookie, qual è il loro ruolo per il mondo dell’adv e perché non sono visti di buon occhio dall’opinione pubblica.

Infine spiegheremo quali sono gli strumenti che Google sta sviluppando per fare a meno dei cookie su Chrome dal 2023, in particolare aggiornando la lista delle API che abbiamo già realizzato in un nostro vecchio articolo, che puoi trovare qui.

Cosa sono i cookie?

I cookie sono semplici stringhe di testo, che vengono aggiunte ai browser web degli utenti mentre visitano diversi siti web. La loro funzione è quella di tracciare, personalizzare e salvare informazioni relative all’utente e al suo comportamento online al fine di migliorare e rendere più personalizzata la sua esperienza di navigazione sul web, ma scendiamo nel dettaglio e andiamo a capire i diversi scopi per cui vengono utilizzati:

Gestione delle sessioni
I cookie permettono ai siti Web di identificare gli utenti e di richiamare le loro informazioni e preferenze di accesso individuali.

Personalizzazione
I cookie vengono impiegati principalmente per personalizzare le sessioni attraverso la creazione di pubblicità profilata.

Tracciamento
I cookie tracciano gli articoli e prodotti di shopping che vengono visualizzati dagli utenti in modo da suggerire gli stessi attraverso attività di remarketing su piattaforme diverse.

I cookie di prima parte e di terze parti

Malgrado i cookie abbiano scopi simili e svolgano medesime funzioni, ciò che li differenzia è il modo in cui vengono utilizzati e raccolti.

Da questa differenziazione vengono a delinearsi due tipologie di cookie: cookie di proprietà (di prima parte) e cookie di terze parti, dei quali andremo a parlare più dettagliatamente nei prossimi paragrafi.

Come funzionano i cookie di terze parti?

I cookie di terze parti vengono generati da domini diversi dal sito web che l’utente sta visitando. Il più delle volte vengono utilizzati per scopi pubblicitari online e vengono immessi in un sito web tramite uno script o un tag.

Un cookie di terze parti è accessibile da qualsiasi sito web che carica il codice del server di terze parti. Le aziende li utilizzano per aumentare il coinvolgimento e per rivolgersi a un pubblico più ampio attraverso i siti web.

Perché i cookie di terze parti sono importanti per gli advertiser?

I cookie di terze parti rappresentano un elemento fondamentale per gli advertiser e per il marketing online, dato che questi sono in grado di aiutarli a costruire un profilo dell’utente basato sulle sue abitudini, in modo che i messaggi possano essere personalizzati sui suoi interessi riuscendo ad aumentare così le possibilità di successo della campagna stessa.

Perché stanno bloccando i cookie di terze parti?

Sebbene i cookie di terze parti trattino dati anonimizzati, c’è una buona dose di rischio che in situazioni particolari questi permettano di risalire all’identità degli utenti, per esempio se legati alla compilazione di form, alla geolocalizzazione, all’ingresso in un’area riservata e via dicendo.

Ciò ha inciso fortemente sulla privacy degli utenti, tanto che l’inasprimento dei giudizi di opinione pubblica e istituzioni ha spinto, negli anni passati, browser come Safari e Firefox a eliminare l’uso dei cookie di terze parti.

Ma se per Firefox, Edge ed altri browser il problema è limitato, perché utilizzati da una piccola fetta del mercato, per Google e chi realizza campagne adv sulle sue piattaforme questa trasformazione rischia di essere traumatica.

Quali sono le soluzioni?

La domanda che adesso tutti si stanno chiedendo è una sola: esistono altri strumenti ugualmente efficaci? Google è convinta di sì, e ha proposto di trovare i sostituti “light” dei cookie di terze parti attraverso una piattaforma collaborativa chiamata The Privacy Sandbox dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie di tracking, utilizzando API: Application Programming Interface, un intermediario software che consente a due applicazioni di dialogare tra loro nel rispetto dell’anonimato dell’utente.

Tra le tecnologie proposte, negli ultimi mesi hanno ottenuto risultati positivi in particolare:

È una nuova API del Google Privacy Sandbox che aiuta i brand e le agenzie media a combattere le frodi e distinguere i bot dagli esseri umani, senza tracciamento passivo (quindi nel rispetto della privacy).

Topics, che ha preso il posto di FLoC, è la nuova API che Google ha sviluppato per mostrare agli utenti contenuti e annunci pertinenti, preservandone la privacy.

FLEDGE API è la proposta del Google Privacy Sandbox per sostituire i cookie di terze parti per quanto riguarda le funzionalità di remarketing e di personalizzazione del pubblico destinatario delle campagne.

Per consentire agli inserzionisti di pubblicare annunci pertinenti e studiarne l’efficacia, Google sostituirà i cookie di terze parti con nuovi strumenti di misurazione, come l’Attribution Reporting API del Google Privacy Sandbox.

Conclusioni

Google si sta muovendo per trovare una propria soluzione che sembra poter rassicurare utenti e professionisti del mondo dell’advertising.

La questione però è ancora tutta da scoprire e a proposito ci chiediamo se il Privacy Sandbox potrà veramente essere efficace per il mondo dell’advertising?

Il cookieless tutelerà realmente la privacy dell’utente?

Non ci resta che aspettare l’evoluzione della questione per avere delle risposte; evoluzione che a questo punto non tarderà ad arrivare.

https://www.key4biz.it/cosa-sono-i-cookie-di-terze-parti-e-perche-google-vuole-farne-a-meno/404284/