AI, come sperimentarla nel rispetto delle regole: a Bologna i risultati del progetto EUSAiR

  ICT, Rassegna Stampa
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Come aiutare chi sviluppa sistemi di intelligenza artificiale (AI) a capire quali regole si applicano e come affrontare i rischi prima di portare una tecnologia sul mercato? A questa domanda è stato dedicato l’incontro conclusivo del progetto europeo EUSAiR (EU Regulatory Sandboxes for AI), che il 30 ottobre ha riunito al Tecnopolo DAMA di Bologna rappresentanti delle istituzioni europee e di 15 Stati membri, centri di ricerca, imprese e organizzazioni della società civile.

Al centro della giornata ci sono state le sandbox regolatorie per l’intelligenza artificiale: ambienti di sperimentazione controllata previsti dall’AI Act, nei quali sviluppatori e autorità possono confrontarsi sull’applicazione delle norme e individuare possibili criticità. Non sono spazi esenti dalle regole e non certificano automaticamente la conformità dei sistemi. Servono, piuttosto, a chiarire gli obblighi e a valutare i rischi mentre la tecnologia viene sviluppata.

I progetti pilota e i settori coinvolti

Nel corso della mattinata sono state presentate le esperienze maturate nei progetti pilota di EUSAiR, che hanno coinvolto più di 85 sviluppatori e fornitori di sistemi AI. Le applicazioni hanno riguardato ambiti diversi: salute, manifattura, costruzioni, robotica, spazio, finanza e settore bancario, industrie culturali e creative, pubblica amministrazione e sistemi di AI agentica.

Il confronto con le autorità può aiutare soprattutto startup e piccole e medie imprese a orientarsi in un quadro normativo articolato. Identificare in anticipo i rischi e definire un percorso di conformità può ridurre l’incertezza per le aziende e offrire alle autorità un’occasione per condividere approcci e contribuire a una maggiore coerenza nell’applicazione delle regole europee.

Nel pomeriggio, tre tavole rotonde hanno coinvolto le iniziative europee sull’intelligenza artificiale, tra cui AI Factories, European Digital Innovation Hubs e Testing and Experimentation Facilities, insieme alle autorità nazionali e agli ecosistemi regionali e civici. L’obiettivo del confronto è stato mettere in relazione capacità di calcolo e sperimentazione, competenze regolatorie e bisogni dei territori.

Un consorzio tra ricerca, calcolo e istituzioni

EUSAiR è coordinato a livello europeo da Antonino Rotolo, responsabile in ICSC del gruppo di ricerca su etica, impatti sociali e innovazione responsabile, professore dell’Università di Bologna e direttore dell’Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence. Il progetto ha riunito competenze accademiche, tecnologiche, giuridiche e istituzionali.

“Con EUSAiR – ha dichiarato Antonino Rotolo – stiamo dimostrando che in Europa le regole e l’innovazione non sono forze contrapposte, ma possono alimentarsi a vicenda se disponiamo degli strumenti giusti. L’obiettivo è duplice: da un lato offrire a startup e PMI certezza giuridica per trasformare i requisiti dell’AI Act in un vantaggio competitivo, riducendo i tempi di accesso al mercato; dall’altro aiutare i regolatori a comprendere dall’interno l’evoluzione tecnologica. EUSAiR conferma che la strada per un’intelligenza artificiale affidabile e sicura passa dalla condivisione di competenze tra ricerca, università, mondo produttivo e istituzioni”.

La rete ha collegato i poli di Bologna, Barcellona ed Helsinki e le rispettive infrastrutture di calcolo: CINECA e l’AI Factory IT4LIA, il Barcelona Supercomputing Center e il CSC finlandese, che ospita LUMI. Al consorzio ha partecipato anche l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale italiana; AESIA, la tedesca Bundesnetzagentur e l’autorità lussemburghese per la protezione dei dati hanno collaborato come osservatori. Hanno contribuito inoltre Digital Innovation Hubs, infrastrutture di test, amministrazioni regionali e rappresentanti della società civile.

I risultati del progetto saranno presentati anche a Bruxelles il 17 novembre, in occasione dell’Apply AI Summit europeo.

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