
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha auspicato mercoledì “un approccio europeo armonizzato” per la protezione dei minori online, che sarà supportato da un’app per la verifica dell’età sviluppata dall’UE e di prossima disponibilità.
Questa app, testata dallo scorso anno in diversi paesi europei, è ora “tecnicamente pronta e sarà presto disponibile per i cittadini”, ha annunciato.
Si tratta di “una soluzione semplice e gratuita per proteggere i nostri figli da contenuti pericolosi e illegali”, ha aggiunto la presidente della Commissione.
Gli utenti dovranno registrarsi all’app utilizzando il passaporto o la carta d’identità nazionale. Ciò consentirà loro di dimostrare la propria età “in modo completamente anonimo e senza essere rintracciabili”.
Come funiona la app
Nella sua breve spiegazione, la Presidente della Commissione ha sottolineato che “è facile da usare”: “Si scarica l’app. La si configura utilizzando il passaporto o la carta d’identità. Poi, si verifica la propria età quando si accede ai servizi online. In secondo luogo, rispetta i più severi standard di privacy al mondo. Gli utenti verificheranno la propria età senza rivelare altri dati personali. In breve, è completamente anonima: non è possibile tracciare gli utenti. In terzo luogo, l’app funziona su qualsiasi dispositivo: telefono, tablet, computer… qualsiasi cosa vi venga in mente. E infine, è completamente open source: chiunque può esaminare il codice.”
Sistema integrato nei programmi nazionali
Gli Stati potranno integrare questo sistema nei propri programmi nazionali di verifica dell’età e, soprattutto, “le piattaforme online potranno farvi affidamento” per verificare l’età dei propri utenti, ha detto von der Leyen, aggiungendo che “non avranno più scuse” per sottrarsi alle proprie responsabilità.
L’esecutivo ha accolto con favore i “significativi progressi” compiuti da diversi Stati membri che intendono regolamentare o vietare l’accesso dei minori ai social network, in particolare Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna e Cipro, che, ha affermato, si affideranno a questa applicazione.
Attualmente, sette paesi hanno già avviato la sperimentazione dell’app attraverso un programma pilota per integrarla nei rispettivi sistemi nazionali: Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna e Irlanda.
In assenza di dettagli tecnici, la vicepresidente dell’UE per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, intervenuta insieme a Von der Leyen, ha assicurato che il sistema sviluppato garantisce la protezione dei dati degli utenti, i quali manterranno il “pieno controllo dei propri dati” quando accedono a servizi con restrizioni di età tramite la nuova piattaforma europea.
“Questo è estremamente importante”, ha affermato la conservatrice finlandese, “perché non vogliamo che le piattaforme scansionino i nostri passaporti o i nostri volti”.
Modello certificato COVID
La Commissione europea ha sviluppato questo strumento di verifica dell’età, ha spiegato Von der Leyen, basandosi sull’esperienza “positiva” del “certificato COVID”, che ha permesso a migliaia di europei di verificare la propria identità, lo stato vaccinale e le condizioni di salute per viaggiare in 78 paesi durante la pandemia.
App di verifica europea, ma ancora nessuna età minima stabilita
A livello europeo, la Commissione europea sta analizzando possibili misure per limitare l’accesso dei minori ai social media, ma per ora si mostra restia a stabilire un’unica età minima comune a tutti i paesi dell’Unione europea, a causa della complessità tecnica e giuridica dell’attuazione di una restrizione in un ambito di competenza nazionale esclusiva.
In ogni caso, lo scorso marzo Von der Leyen ha istituito un gruppo di lavoro per individuare soluzioni che consentano un “approccio europeo solido e realistico”, e si prevede che questo comitato di esperti presenti raccomandazioni concrete su come affrontare la questione entro l’estate al più tardi.
L’obiettivo ora è quello di avere una piattaforma a livello europeo in grado di verificare l’età effettiva degli utenti che accedono ai social media tramite dispositivi mobili o altri mezzi; a tal fine, è stata sottoposta a mesi di test nei paesi che hanno aderito al progetto pilota, al fine di adattare la tecnologia alle esigenze specifiche di ciascuna regione.
Entro la fine dell’anno, le piattaforme dovranno disporre di uno strumento per verificare e convalidare l’età dell’utente e, pur non essendo obbligate ad implementare la versione europea, dovranno dimostrare che la loro soluzione alternativa offra garanzie equivalenti di conformità alle normative nazionali ed europee.
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