“La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di Tim creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni”. Così Matteo Del Fante, AD del Gruppo Poste Italiane – che guida insieme al DG Giuseppe Lasco -, commentando i risultati del primo trimestre. “Il profilo finanziario dell’operazione proposta è estremamente solido, con un effetto accrescitivo sull’utile per azione (EPS) a partire dal 2027, che diventa a doppia cifra dal 2028″.
Confermate sinergie per 700 milioni l’anno
Per gli azionisti, Poste indica un potenziale di creazione di valore legato a sinergie complessive di ricavi e costi stimate a regime in 700 milioni l’anno. È un perimetro che punta a integrare capillarità territoriale, base clienti, offerta di servizi finanziari e assicurativi e rete di distribuzione con un asset di telecomunicazioni più ampio, in grado di sostenere nuove linee di ricavo e un miglioramento dell’efficienza operativa.

Dividendo confermato
Inoltre, “il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 è confermato, e la politica dei dividendi futuri risulterà accrescitiva rispetto allo scenario standalone.
La leva finanziaria pro-forma è attesa a 1,4 volte l’Ebitda al netto del costo dei contratti di leasing entro la fine del 2026, e in progressiva riduzione negli anni successivi, ed il nostro credit rating è stato ad oggi confermato da tutte e tre le principali agenzie di rating. Stiamo entrando in un nuovo capitolo del nostro percorso, fondato su risultati già raggiunti e trainato da una chiara ambizione di lungo periodo. Il 24 luglio presenteremo il nostro piano 2026-2030 standalone, contestualmente ai risultati del secondo trimestre 2026″.

Poste, Del Fante: “Reazione a Opas su Tim positiva, crea valore per tutti gli stakeholder”
“La reazione” all’Opas lanciata da Poste su Tim è stata “in generale positiva”. Lo ha detto l’ad di Poste, Matteo Del Fante in call con gli analisti. “Chiaramente come in ogni transazione ci sono discussioni sul prezzo e tensioni secondo cui avremmo potuto offrire di più”, ma secondo Del Fante i dati mostrati da Poste rappresentano una riposta chiara a questo.
“Mostriamo che guardando al valore che gli azionisti Tim avevano prima dell’offerta e comparando quel valore con quello che hanno dopo che la transazione sarà completata e le sinergie saranno portate a casa c’è un 17% che non abbiamo menzionato nella presentazione e un 10% per gli azionisti di Poste”, ha aggiunto Del Fante.

Il 24 luglio aggiornamento sulla transazione Tim
“Il trend più interessante che stiamo vedendo è che più tempo trascorriamo con gli investitori delle Poste la nostra strategia diventa sempre più chiara agli investitori. Chiaramente è un lungo viaggio e abbiamo ancora davanti a noi tre mesi in cui spiegheremo prima del lancio finale dell’offerta ed è un tempo che useremo per spiegare questo agli investitori. Il Piano del 24 luglio sarà un piano stand alone ma ovviamente avremo l’opzionalità per cui mostreremo un aggiornamento agli investitori sulla transazione di Tim”.
L’ad ha annunciato che il 24 luglio il gruppo presenterà il piano 2026-2030 standalone, contestualmente ai risultati del secondo trimestre 2026. “Le nostre persone restano l’asset più prezioso e desidero ringraziarle per il loro continuo impegno e la loro dedizione al successo di lungo periodo di Poste. Rimaniamo fortemente impegnati nella creazione di valore per tutti gli stakeholder – i nostri azionisti, i nostri clienti, i nostri dipendenti e le comunità in cui operiamo”, conclude l’ad.

Poste: conferma tempistiche su Tim, chiusura operazione entro III trimestre
Poste conferma le tempistiche dell’operazione su Tim. La chiusura dell’offerta pubblica, scrive il gruppo guidato da Matteo Del Fante nel presentare il bilancio al 31 marzo, è attesa entro il terzo trimestre di quest’anno.
Poste, nel 2025 30 milioni di utenti Spid, ricavi 2026 a 70 milioni
Poste ha raggiunto, nel 2025, 30 milioni di clienti con il servizio Spid (che ora prevede un canone di pagamento a paritre dal secondo anno ndr) dai 22 milioni del 2021, con ricavi che passeranno dai 19 milioni del 2025 a 70 milioni di euro nel 2026.
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