
Il ritorno dell’elettrificazione, meglio tardi che mai. Una strategia europea sarà presentata prima dell’estate
“Dobbiamo accelerare l’elettrificazione della nostra economia: delle nostre attività industriali, del riscaldamento domestico e della mobilità. Elettrificare l’Europa significa renderla più indipendente”. La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ritorna sulla transizione energetica che proprio lei aveva annunciato già nel suo primo mandato.
Un rilancio tardivo e che lascia perplessi. Perché abbiamo perso tutto questo tempo? Perché si è rallentata una strada già intrapresa anni fa, che fin dall’inizio appariva la più sensata e lungimirante? Sappiamo da tempo che continuare a dipendere totalmente o in gran parte da fonti energetiche fossili di cui siamo sprovvisti significa dipendere da approvvigionamenti esteri sempre più rischiosi, perché legati a Paesi in guerra o politicamente ostili.
Nella conferenza stampa dedicata alla guerra nel Golfo e ai suoi impatti sociali ed economici sui Paesi dell’Unione europea, la Presidente della Commissione ha annunciato che “la strategia di elettrificazione sarà presentata prima dell’estate”.
“Dall’inizio del conflitto – 44 giorni fa – la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro”, ha precisato von der Leyen, “questo dimostra l’enorme impatto che questa crisi ha sulla nostra economia e anche se le ostilità cessassero immediatamente, le interruzioni delle forniture energetiche dal Golfo persisteranno a lungo”.
Avanti con i fondi di coesione, ma serve mobilitare rapidamente capitali privati
“Questa includerà un nuovo ambizioso obiettivo in materia di elettrificazione. Si realizzerà solo ciò che è misurabile e verificabile – ha precisato von der Leyen – e per raggiungere questo obiettivo dobbiamo rimuovere tutti gli ostacoli normativi rimanenti e mobilitare gli investimenti”.
Ovviamente, il nodo principale sono gli investimenti. La Presidente dell’esecutivo europeo è decisa ad incoraggiare gli Stati dell’Unione “a utilizzare al meglio i finanziamenti UE a nostra disposizione, ad esempio i fondi di coesione. I fondi ci sono, potete investirli nelle reti, nello stoccaggio, nelle batterie. Vi prego di utilizzare questi fondi ora, perché dobbiamo migliorare il nostro sistema energetico”.
Oltre alle risorse pubbliche, però, è necessario mobilitare capitali privati e per questo la Commissione convocherà una Conferenza europea per mobilitare gli investimenti privati in questi settori ormai strategici.
Avanti con le rinnovabili (e con il nucleare)
Se l’elettrificazione è la ricetta, le medicine prescritte sono le fonti energetiche rinnovabili e il nucleare: “l’Europa possiede anche delle risorse: l’elettricità prodotta dall’ampia gamma di fonti rinnovabili e naturalmente anche dall’energia nucleare. Pertanto, la nostra strategia di decarbonizzazione non solo si è confermata negli ultimi anni, ma sta acquisendo sempre maggiore importanza. Il nostro obiettivo è chiaro: dobbiamo potenziare l’energia prodotta in Europa, accessibile e affidabile”, ha proseguito con der Leyen.
Per ridurre la dipendenza da fonti energetiche fossili, quindi gas e petrolio, che ci arrivano da Paesi classificati ostili, come la Russia, o in guerra come tutto il Medio Oriente ormai, è certamente necessario modernizzare le infrastrutture, le reti e le tecnologie che permettono di ridurre i consumi e massimizzare l’efficienza energetica.
Oggi, ha ricordato la Presidente, “fonti rinnovabili e nucleare rappresentano oltre il 70% della generazione di energia elettrica in Europa”, ma non basta, perché è necessario migliorare il processo di integrazione di queste fonti nel sistema energetico regionale e comunitario.
Ad oggi, ha proseguito von der Leyen: “Enormi quantità di energia pulita rimangono inutilizzate o addirittura sprecate. Quindi abbiamo bisogno di sistemi di accumulo e flessibilità, e di accelerare le connessioni alla rete”.
Ridurre subito il prezzo dell’energia in bolletta e poi il Pacchetto reti
Il Pacchetto sulle reti di dicembre 2025 serviva proprio a questo, ma ad un certo punto è prevalso l’interesse di determinati governi europei a rallentare l’intero processo, tanto che ora arriva da più parti l’appello a sollecitare i colegislatori affinché venga approvato entro la fine dell’estate.
Per rispondere infine alle criticità più immediate, quindi ai prezzi dell’energia in bolletta, Buxelles provvederà a trovare “misure strutturali più incisive per ridurre i costi e dare sollievo a cittadini e imprese”. Nell’ultimo Consiglio europeo sono state individuate quattro componenti di costo della bolletta energetica: “La voce più consistente è ovviamente la fonte di energia stessa. A questa si aggiungono le tariffe di rete, le imposte e i prelievi. La parte minore è rappresentata dal sistema ETS”.
L’invito generale fatto da von der Leyen ai singoli Stati è comunque quello di evitare un’azione politica frammentata. Serve coordinamento e cooperazione a tutto tondo. La prossima settimana sarà presentata una comunicazione sulle buone pratiche da adottare per individuare misure mirate alle fasce sociali più fragili, cioè a chi davvero ne ha più bisogno, misure che dovranno essere inoltre tempestive e soprattutto temporanee, da applicare per un breve periodi di tempo.
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